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venerdì 20 novembre 2009

TORINO - Il grattacielo dei record vale più di un miliardo



Maxinvestimento per il nuovo palazzo e l'area intorno




C’è il grattacielo della Regione che con i suoi 181 metri di altezza dominerà la città. Ma c’è anche un piano di riqualificazione urbanistica di un’area di 96 mila metri quadrati fatta di residenza, terziario e verde. I primi lavori della torre di Fuksas partiranno a cavallo tra la primavera e l’estate e allora sarà aperto quello che l’archistar definisce il «più grande cantiere pubblico d’Europa». Nel giro di tre anni, infatti, sull’area un tempo occupata dalla Fiat Avio e ora ridotta a «un vuoto urbanistico» atterreranno investimenti per 1,3 miliardi e «questo farà crescere il prodotto interno lordo del Piemonte di un punto percentuale», spiega la presidente Mercedes Bresso.

Tre anni per i lavori
Ieri nel palazzo della giunta di piazza Castello (che sarà messo in vendita per finanziare la costruzione di quei 41 piani di vetro e cemento) sono stati annunciati i tempi di realizzazione e le modalità di finanziamento di un progetto che da solo vale 262 milioni. La pubblicazione del bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha dato il via alla fase operativa. Le imprese che intendono partecipare alla costruzione dovranno presentare le offerte entro il 18 gennaio. L’aggiudicazione dei lavori sarà decisa entro la fine del mese e per garantire la massima trasparenza la Bresso ha annunciato la decisione di affidare la presidenza della commissione all’ex prefetto di Torino Carlo Moscatelli.

I finanziamenti
Per realizzare la nuova sede la Regione ricorre allo strumento del leasing immobiliare in costruendo. Il costo dei lavori è stimato in circa 262 milioni di euro, ma il bando sarà aggiudicato a quell’impresa o consorzio d’imprese che presenteranno il prezzo più basso offerto per il canone semestrale che sarà pagato per 20 anni. Il bando prevede il pagamento di una maxirata iniziale a cui la Regione farà fronte vendendo sei palazzi attualmente occupati da uffici regionali e cedendo i diritti edificatori dei 96 mila metri quadrati di una parte dell’area compresa tra le vie Nizza, Passo Buole e Farigliano. «Contiamo di ricavare dalle due operazioni 140/150 milioni. Il nostro obiettivo è di arrivare a pagare una rata di leasing inferiore ai canoni d’affitto attuali di 13 milioni l’anno».

Il nuovo quartiere
La torre, però, è l’elemento centrale di un progetto di trasformazione urbana che coinvolge terreni di proprietà delle Ferrovie e che è stato concordato con la Città di Torino. «Il grattacielo - spiega l’assessore comunale Mario Viano - sarà il completamento sud della Spina». Il palazzo dai 41 piani e la piazza antistante diventano dunque il cuore di una ricucitura dei quartieri incentrato sul principio della «porosità»: le nuove residenze e i servizi ad esse collegati (nido, biblioteche e palestre) insieme alle grandi aree verdi si inseriscono nella struttura urbana esistente e saranno «accessibili a tutti». Alla fine il progetto avrà un impatto ambientale vicino allo zero perché saranno realizzati 1200 posti auto interrati collegati sempre in sotterranea con il sistema tangenziale. E poi ci sono i mezzi pubblici: una fermata della linea 1 della metropolitana e un maquillage per lo scalo del Lingotto. In prospettiva ci sarà la stazione-ponte fortemente voluta dal Comune.

MAURIZIO TROPEANO La Stampa

giovedì 19 novembre 2009

MILANO - Foro Buonaparte «Non piacciono, tutto da rifare»


L PIANO PER LE CORSIE PREFERENZIALI ATM EREDITATO DALL'EX ASSESSORE CROCI
Lavori stradali finiti ieri mattina
«Non piacciono, tutto da rifare»
Il vicesindaco De Corato: «Foro Buonaparte, da rimuovere le corsie preferenziali»


Cade il muro di Foro Buona parte. Doveva proteggere bus e tram, è stato costruito nell’ulti ma settimana, di notte, turni straordinari pagati con i soldi pubblici. Ieri, il lavoro era con cluso: una nuova corsia riserva ta da Cadorna a Cairoli. Bene, anzi malissimo: «Il cordolo in cemento sarà eliminato, è peri coloso e crea un imbuto nella circolazione», attacca il vicesin daco Riccardo De Corato. L’indi cazione è stata girata ad Atm e ieri l’azienda ha risposto con una lettera: «Aspettiamo comu nicazioni scritte». Il confronto è solo all’inizio.
De Corato ha bloccato e ora sta rivedendo tut to il piano dei nuovi percorsi per i mezzi pubblici ereditato dall’ex assessore Edoardo Cro ci: «È stato costruito su un crite rio sbagliato, le barriere sposta no solo le auto da una strada al l’altra ». Primo effetto: non sarà realizzata la preferenziale in via Solari, annunciata entro l’anno. Tutte le altre, 86,4 chilometri di qui al 2014, sono «congelate». L’opposizione è in rivolta: «È tornato il partito dell’auto». Sostituito l’assessore, il Co mune cambia strada. «Il mio compito è fluidificare il traffi co, anche per i mezzi Atm — premette De Corato —. Ma i cor doli non sempre sono la solu zione. Che senso ha realizzare un pezzo di corsia riservata se poi mi trovo il traffico ingolfato 200 metri prima e dopo? Così è inutile, anche per l’Atm, che si ritrova gli autobus impacchetta ti negli ingorghi». E la preferen ziale di viale Coni Zugna, previ sta nel 2010? «Paralizzerebbe il traffico in viale Papiniano, che è una strada ancora più traffica ta. Non va bene». E non funzio na nemmeno quella in via Sola ri: «Ci sono le auto in sosta dei residenti, una protezione dan neggia la zona, resterà la riga sull’asfalto». E le macchine in divieto.

Le linee Atm coprono 186 chilometri di strade, ma solo il 19,9 per cento della rete è «pro tetto » e metà dei percorsi unica mente con le strisce gialle: Mila no è quart’ultima in Europa quanto a corsie riservate (stan no peggio solo Roma, Atene e Bruxelles). Il piano dell’ex asses sore Croci prevedeva 17,2 nuo vi chilometri entro l’estate 2010 e altri 7,3 per il 2011, oltre a 20 telecamere anti-traffico in più. Di sicuro, precisa De Cora to, si completerà la preferenzia le per la filovia 90/91, da piazza le Zavattari a Stuparich. Il resto si vedrà. «Pessima no tizia per i polmoni dei milane si », protesta il consigliere dei Verdi Enrico Fedrighini: «Ridur re il traffico privato significa mi gliorare l’efficienza del traspor to pubblico anche di superficie. La restaurazione avviata da Met ternich De Corato va in senso opposto: contraddice non tanto le scelte di Croci, ma le politi che sulla mobilità attuate in Eu ropa e gli obiettivi di sostenibi lità contenuti nel Pgt».

Aggiun ge il presidente dei ciclisti mila nesi (Ciclobby), Eugenio Galli: «È una controriforma attuata senza che siano stati nemmeno goduti i benefici della riforma». Atm avrebbe voluto installa re un cordolo di plastica lungo la corsia di Foro Buonaparte, più leggero e meno invasivo, «ma il Comune ci ha chiesto i blocchetti in cemento per non danneggiare i masselli della pa­vimentazione stradale». Il pro getto è stato prima riscritto e poi approvato: ora il muro sarà abbattuto. Da Atm si limitano a dire: «Le corsie riservate sono una priorità per il trasporto pubblico condivisa con il sinda co Letizia Moratti...».

Corriere della Sera - Armando Stella

martedì 17 novembre 2009

ROMA - il museo della moda sarà «per tutti» e forse anche un polo universitario


Valentino a Roma con l'anteprima del film vede negato da Alemanno il «suo» museo
Dal Campidoglio: il museo della moda sarà «per tutti» e forse anche un polo universitario


Valentino Garavani presenta il film "Valentino. The last emperor" e si candida all'Oscar di Los Angeles. Ma mentre nella capitale si svolgono le presentazioni con l'anteprima al Cinema Embassy e le rose rosse nelle sale Vip Alitalia, lo stilista vede negato il progetto per il museo. «Era un progetto che avevamo portato avanti con l'allora sindaco di Roma Walter Veltroni. Poi con Alemanno c'è stato un intoppo: il comune di Roma voleva fare un museo dedicato a tutti gli stilisti. E noi a quel punto ci siamo chiamati fuori» ha detto Giancarlo Giammetti, socio di Valentino e suo compagno di lavoro e di vita da oltre 50 anni.
A PARIGI - Giancarlo Giammetti, socio storico e protagonista insieme a Valentino nel film che racconta la vita privata e professionale del grande stilista, precisa: ««Non voglio fare polemiche dico solo che quel progetto è saltato e non ce n'è un altro in Italia. Per questo abbiamo deciso di aprire un nostro piccolo museo nella casa di Valentino a Parigi». Il "piccolo" museo che sarà inaugurato a fine anno si sviluppa su una superficie di circa mille metri quadri.

NON SOLO PER VALENTINO MA «DI TUTTI» - «Nel 2007 il sindaco Veltroni aveva annunciato che era stata assegnata al Museo di Valentino la sede dell' ex Mercato del Pesce» aveva detto A febbraio 2009 Daniela Giardina, la portavoce storica di Valentino. «Un impegno preso durante i festeggiamenti a Roma dei 45 anni di attività di Valentino». Ma a fine ottobre Valentino «prende atto» della decisione del Comune di non destinare gli spazi dell' ex Mercato del Pesce di via San Teodoro al «suo» museo. Il presidente della commissione Turismo e Moda del Comune, Alessandro Vannini Scatoli, il 31 gennaio, giornata di apertura delle sfilate di AltaRoma aveva annunciato che lo spazio ipotizzato dalla giunta Veltroni era enorme per ospitare solo il museo di Valentino: circa 5 mila metri quadrati e dunque «più adatto - aveva detto - ad accogliere un centro universitario della moda». E così dal Campidoglio è accolta la proposta ma per uno spazio che «sarà di tutti»: un museo della moda e forse anche per un polo universitario al quale possano fare riferimento le scuole e le accademie presenti sul territorio. «La proposta già fatta dall' assessore alla Cultura Croppi - aveva detto Vannini - s'inserisce in una serie di interventi che il Comune vuole realizzare per trasformare Roma nella capitale della moda».

Dal Corsera Foto Flickr

venerdì 13 novembre 2009

ROMA - MAXXI Svelato


Foto Paoloroma©

Centocinquanta milioni di spesa, 27 mila metri quadri e dieci anni per la costruzione, durante i quali si sono alternati ben sei diversi governi. Sono i numeri del Maxxi, il museo del XXI secolo firmato da Zaha Hadid e che dalla primavera del 2010 assicurerà finalmente alla capitale un super spazio per il contemporaneo. Arte e non solo, sottolinea presentandolo alla stampa con la progettista e i ministri delle infrastrutture e dei beni culturali Matteoli e Bondi, il presidente della fondazione Pio Baldi, perché il nuovo museo sarà diverso dagli altri, "una vera e propria fabbrica della creativita". Oggi intanto è il giorno del museo inteso come edificio, "che è un'opera d'arte di per sé ", dice varcando la soglia entusiasta Bondi. "Edificio straordinario che dà la sensazione dell'immensità", fa notare Matteoli.

Per Zaha Hadid, elegante e applaudita come una rock star, con stampa e collaboratori del museo in standing ovation, assediata per le interviste (alla conferenza stampa non erano previste le domande) ma anche per gli autografi, è "un progetto importante e simbolico di uno nuovo inizio di questo nostro rapportarci con lo spazio". "Non un oggetto ma un campus che deve ospitare più progetti", chiarisce in inglese scusandosi di non aver imparato l'italiano nonostante - causa i ritardi dei lavori - lei che vive a Londra abbia avuto molte occasioni in questi anni per venire a Roma. "Considero il Maxxi un luogo dove immergersi per lo scambio di idee, implementando così la vitalità culturale della città. -sottolinea l'archistar - Non solo un museo, ma un centro culturale composto da un denso tessuto di spazi esterni ed interni che si intersecano e dialogano l'uno con l'altro in un intrigante intreccio di gallerie che si riversano su un ampio campus urbano".

E pazienza i ritardi e la burocrazia ("é stata una esperienza positiva seppure un po' cinematica", "mai dubbi sul sostegno del ministero dei beni culturali"). I ministri sono entusiasti. "E' la dimostrazione che i nostri tecnici sono in condizioni di realizzare opere bellissime e quindi di lasciare ai posteri un segno", dice Matteoli augurandosi che questo di Roma "non sia un punto d'arrivo bensì un punto di partenza per realizzare tante opere simili in tante parti d'Italia come merita un paese come il nostro che del bello e del grande ha fatto la sua fortuna".

Accanto a lui, l'assessore alla cultura di Roma Umberto Croppi dice che con il Maxxi Roma recupera "la capacità di essere contemporanea al proprio tempo". Bondi annuncia l'arrivo dei fondi necessari per finanziare la Fondazione Maxxi (dal ministero in particolare arriveranno 4 milioni di euro) e si augura che vi partecipino al più presto enti locali ed enti privati. Mentre lancia un appello al Parlamento perché approvi il suo ddl sulla qualità architettonica. Tant'é. A pochi passi dall'Auditorium di Renzo Piano, il grosso del progetto del Maxxi (nato nel '98 mentre il cantiere e' partito nel 2003) è finalmente pronto. "Ora subito un albergo", si era raccomandato pochi giorni fa l'ex ministro Francesco Rutelli, anche lui molto legato all'opera di Hadid. Lei sorride soddisfatta, augura "il successo" alla sua creatura e conclude con un "vi terrò d'occhio". Pensava ai prossimi lotti, alle fase successive, chiarirà dopo. E perché no, all'utilizzo di quello che è già fatto: "mi interessa vedere come verranno utilizzati questi spazi". Chi non vuole aspettare la primavera per vederlo, può approfittare dell'apertura straordinaria prevista per il week end con una installazione coreografica di Sasha Waltz.


Da ANSA

giovedì 5 novembre 2009

MILANO - in arrivo da Roma i fondi per metrò e Pedemontana


Moratti e Formigoni sicuri: in arrivo da Roma i fondi per metrò e Pedemontana

Ultima limatura ai dossier. «I documenti sono perfettamente in ordine e siamo fiduciosi che venerdì il Cipe faccia fare il passo avanti che ci aspettiamo». Vertice al Pirellone ieri tra sindaco, governatore e presidente della Provincia. I primi due concentrati soprattutto alla riunione del pre-Cipe di giovedì e poi del comitato interministeriale fissato per il giorno dopo dove all’ordine del giorno ci sono Brebemi, Pedemontana, Tem, M4 e M5 e se non arrivano i finanziamenti dal governo si rischia che le opere non arrivino in tempo per l’Expo. Ma Formigoni e la Moratti scongiurano l’ipotesi, si dicono «soddisfatti del lavoro svolto». Avendo fatto l’istruttoria «in modo approfondito e in costante contatto con il governo, con il ministro delle Infrastrutture e quello dell’Economia, non ci saranno criticità - è convinto il sindaco - le opere dovrebbero passare venerdì». I rappresentanti delle istituzioni hanno fatto il punto sul contributo straordinario da 7,2 milioni che la società Expo ha reclamato dai soci entro il 31 dicembre per ripianare la perdita intorno agli 11,8 milioni per il 2008 ed evitare la ricapitalizzazione. Palazzo Marino e il Pirellone avevano già assicurato la propria parte (per 2,4 milioni ciascuno), la Camera di commercio metterà 1,2 milioni e altrettanti, ha assicurato ieri il presidente Guido Podestà, arriveranno anche dalla Provincia che dopo l’ultimo cda aveva manifestato delle riserve. Ma dal vertice arriva una fumata bianca. «Anche noi faremo la nostra parte - conferma Podestà -, metteremo i soldi entro il 31 dicembre. È evidente che la Provincia per una situazione che ha ereditato da Penati avrà più difficoltà a versare la sua quota, ma abbiamo tutti una gran voglia di sostenere questa azione che è partita e si sta sviluppando». L’uscita però potrebbe essere iscritta nel bilancio di esercizio 2010. Nessuna sorpresa dal Comune. Anche la Moratti ha ribadito che la quota supplementare per far fronte le spese di start-up della società Expo «è già inserita nel nostro bilancio. Abbiamo chiesto all’ad Lucio Stanca di avere un dettaglio delle voci dei costi, sia per la chiusura 2009 sia per l’esercizio 2010». Anche la Regione «ha fatto e farà per intero la sua parte» conferma Formigoni. Che insiste: «Non bisognerebbe parlare più di spese passive, quanto di investimenti, che saranno ripagati nel momento in cui l’Expo entrerà nella fase attuativa. Questa fase di una vita e lavoro della società punta al Bie di aprile». Quando il Bie, cioè, dovrà registrare l’evento. E per allora gli enti locali devono impegnarsi a versare un pacchetto di 687 milioni in sei anni. Ma il governatore fa presente che dopo aprile 2010 scatterà la caccia agli sponsor. «La società potrà lavorare per acquisire finanziamenti privati», conferma. Un sistema per alleggerire il peso dei soci pubblici.
Non si fa attendere la critica del Pd: «Parlare oggi di presenza di privati indica due cose: la fragilità delle risorse pubbliche e la propensione a cambiare le carte in tavola. Se la si riteneva necessaria questa eventualità - afferma il capogruppo Pierfrancesco Majorino -, la si doveva indicare fin dall’inizio». Ma la vendita di quote è esclusa, quanto piuttosto l’uso del marchio per iniziative di merchandising.


Da il Giornale

mercoledì 4 novembre 2009

MILANO - Pgt, un tunnel da Linate alla Fiera


PREVISTO UN AUMENTO DI 300 MILA ABITANTI. A VERDE E SERVIZI 450 ETTARI

Volumetrie, patto con i privati. Masseroli: chi cede le aree al Comune potrà costruire altrove


Arriva in giunta il Piano del governo del territorio firmato dall’assessore Carlo Masseroli. Comprensivo del Piano dei servizi e del Piano delle regole. Una rivoluzione. A partire dal fatto che spariscono le aree a standard ossia le aree destinate ai servizi. E viene fissato un in dice territoriale unico di edificabilità pari allo 0,5 nelle aree già costruite. La nuova parola d’ordine è «flessibilità». Da una parte ci sono i «servizi localizzati», le aree per il verde e le infrastrutture, fissate dal Comune secondo un piano di sviluppo della città. Dall’altra ci sono i «servi zi da localizzare» (scuole, ospedali, parcheggi, servizi sociali. Se il Pgt verrà approvato, l’indi viduazione di quest’ultimi avverrà «dinamicamente», quartiere per quartiere, sulla base di una «matrice» e di 88 Nuclei di identità locali. Il Pgt prevede un totale di 4,5 milioni di metri quadrati di nuove aree a servizi «localizza ti ». Pari a 450 ettari o, per capir si meglio, a 910 campi di calcio: 250 riguardano spazi aperti di uso pubblico compreso il verde. I restanti 200 saranno destinati alle nuove infrastrutture di trasporto pubblico e priva to. Senza contare il Parco Sud con 3 mila ettari a verde di cintura metropolitana, di cui 1.700 destinati a parco. Un raffronto: attualmente i metri quadrati di servizi per i cittadini so no 29 a testa. Con l’attuazione del Piano dei servizi si passerà a 39. Questo, tenendo conto dall’aumento della popolazione residente. Si parla di un incremento di 300 mila abitanti teorici. Per arrivare alla cifra di un milione e 635 abitanti. Numeri bellissimi. Ma la sto ria milanese racconta un’altra vicenda. Che spesso e volentie ri le aree a standard sono rima ste solo sulla carta. Vuoi perché lo spazio non lo consenti va, vuoi, soprattutto, perché il privato non aveva nessun interesse a realizzare parcheggi, asili o altre strutture di interesse pubbliche. Risultato? Introiti in più per il Comune, ma niente servizi per la città. E qui viene la seconda «flessibilità» previ sta dal Piano dei servizi e dal Piano delle regole, quella più pericolosa: la perequazione. Il Comune ha individuato nelle tabelle aggiuntive al Piano dei servizi, gli spazi che gli servo no per il verde e per le infra strutture. I privati, proprietari di aree, avranno la possibilità di cedere gratuitamente le aree in cambio di un diritto volume trico pari allo 0,5 per cento da realizzare su altre aree. Che di venta 1 nelle zone intorno alle stazioni del metrò. Un borsino delle volumetrie (viene creato un apposito «registro delle cessioni ») che permetterà al Co mune di acquisire gratuitamen te quasi 2 milioni di metri quadrati per il verde e 358 mila per le infrastrutture e di garantire uno sviluppo uniforme della città. In cambio, i privati inca mereranno volumetrie che potranno aggiungere a quelle che già hanno. Significa costruzioni su una superficie di 12 milioni di metri quadrati. La Milano che verrà si attraverserà underground . Nel documento il maxitunnel di 14 chi lometri, dal sito Expo all’aero porto di Linate, è inserito nero su bianco. Oggi il Pgt sarà in giunta, da settimana prossima inizierà la maratona in Consiglio. Obiettivo: chiudere prima di Natale.
Maurizio Giannattasio

Dal Corriere della Sera

martedì 3 novembre 2009

JESOLO - Zaha Hadid e Jesolo Magica





Il 27 ottobre scorso, in occasione della Biennale Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione in anteprima di “Jesolo Magica”, primo progetto di Zaha Hadid nel triveneto.

Jesolo 3000 srl, la cui quota di maggioranza appartiene alla Home Group, promotrice del progetto che prevede lo sviluppo di un’area strategica da destinare a retail, ha affidato la progettazione allo studio londinese Zaha Hadid Architects che ha presentato un innovativo concept architettonico e commerciale.

L’idea compositiva muove dalla volontà di offrire, in un contesto architettonico di pregio e a fianco delle aree di interesse commerciale, dei luoghi di inter esse pubblico, nell’obiettivo di costruire la nuova centralità urbana di Jesolo.

Il Centro Commerciale Jesolo Magica si articola intorno ad uno spazio centrale disposto su due livelli: una piazza coperta al piano terra ed una piazza superiore, all’aperto, raccolgono il pubblico distribuendo tutti i negozi del mall e del settore food. Dalla zona del parcheggio prospiciente la Provinciale (confine ovest del lotto) il pubblico raggiunge il grande portale di ingresso segnato dal nastro vetrato della salita coperta alla piazza superiore. All’interno, oltre il portale, al piano terra, si apre il primo degli elementi architettonici di maggiore richi amo: una zona a tripla altezza, con ampi lucernari che lega i due livelli della piazza.

La cupola, dalla sezione sub-ellissoidale è in realtà una sorta di cannocchiale piegato su se stesso a toccare terra in due zone: l'una, all’esterno della piazza, ospita altre attività (chioschi, piccole zone ristorazione e relax), l'altra, nel centro del sistema piazza, forma la cupola vera e propria. La peculiarità del volume proposto, grazie anche alla sua grande altezza, e al contributo di luce naturale, ne fanno un suggestivo punto di risalita ai negozi e alla piazza del livello superiore, ma anche un’area disponibile per eventi espositivi, mani festazioni culturali e ludiche di diversa natura. Sia dall’area del parcheggio, attraverso la scala coperta, sia dall’interno della piazza bassa, si raggiunge la piazza superiore. Questo luogo situato nel cuore del Centro può diventare uno spazio di performance all’aperto: circa 1000 mq dove poter allestire spettacoli e piccoli concerti.

Il sistema della cupola-piazza superiore può rimanere aperto al pubblico anche oltre gli orari del centro commerciale: ascensori, montacarichi e scale mobili garantiscono l’accesso al sistema a qualunque orario senza interferire con le attività del Centro Commerciale.
Da questa zona, così come dai parcheggi, è possibile salire direttamente alla palestra e al bar-discoteca del secondo piano. Le attività qui raccolte godono di due ampie terrazze al piano naturalmente offerte dalla copertura delle ali del centro commerciale. Dalle vetrate e dalle terrazze si gode di una suggestiva vista verso la Laguna di Venezia. Questo livello potrebbe essere dotato anche di un centro benessere che ne arricchirebbe ulteriormente il programma funzionale.

Lungo il sistema delle due piazze si articolano i negozi del centro commerciale. Al piano terra i negozi aprono direttamente sulla piazza coperta, le vetrine disposte intorno al volume della cupola integrano le entrate al settore alimentare. Il sistema delle scale mobili e degli ascensori conduce al primo livello dove una galleria ad anello circonda interamente la piazza superiore; nel percorrerla è possibile guardare le vetrine e godere dell’ampio contributo di luce naturale proveniente dalle vetrate prospicienti la piazza supe riore; il circuito si completa nel volume a tutta altezza della cupola.

Di notte, il Jesolo Magica diviene landmark e si propone quale suggestivo luogo di ritrovo per la vita notturna della città, alternativo e complementare all’affollato lungomare; la piazza superiore diviene luogo di performance all’aperto, la cupola si trasforma in padiglione attrezzato per gli usi temporanei più disparati.



Da Archiportale

martedì 20 ottobre 2009

MILANO - Montecity-Santa Giulia: 5 arresti




L'INDAGINE SULLE OPERE DI BONIFICA DELLE AREE A SUD DI MILANO

Tra gli arrestati l'imprenditore Grossi e Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia e moglie di Abelli (Pdl).

Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla bonifica dell'area ex industriale Montecity-Santa Giulia, nella zona sud del capoluogo lombardo, il «quartiere chic» di Milano costruito dall'immobiliarista Luigi Zunino. Tra gli arrestati nell'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Milano figurano l'imprenditore Giuseppe Grossi a capo della Sadi, impresa di bonifiche ambientali per aree ex industriali, accusato di appropriazione indebita e frode fiscale e Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia e moglie del parlamentare del Pdl, Giancarlo Abelli. La Gariboldi è accusata di riciclaggio. Gli altri tre arrestati sono collaboratori di Grossi. Nel febbraio scorso erano stati arrestati, nell'ambito della stessa inchiesta, l'avvocato svizzero Fabrizio Pessina e due ex appartenenti alla Guardia di Finanza, accusati di aver creato fondi neri gonfiando i costi di bonifica dell'area.


LE ACCUSE - Rosanna Gariboldi è accusata di aver ricevuto soldi da conti esteri «schermati» di Grossi, a Montecarlo. Nei mesi scorsi, la procura aveva avviato una rogatoria in terra monegasca sul conto dell'assessore. Gli inquirenti avevano individuato un conto corrente a Montecarlo dal quale, nel luglio del 2007, era partito un bonifico su un deposito svizzero gestito da un fiduciario di Grossi per 500.000 euro. Poi, in due tranche, nel marzo e nell'ottobre del 2008, sul conto monegasco erano arrivati complessivamente 632.000 euro da conti esteri «schermati» che per l'accusa facevano riferimento a Grossi. Rosanna Gariboldi aveva dichiarato che le somme non erano altro che la restituzione di un prestito fatto a Grossi, «un amico». Quest'ultimo è indagato dal febbraio scorso quando appunto due suoi collaboratori, gli ex appartenenti alla Guardia di Finanza, Giuseppe Anastasi e Paolo Paqualetti, e l'avvocato svizzero Fabrizio Pessina, erano stati arrestati con l'accusa di aver riciclato all'estero per conto di Grossi 22 milioni di euro sovrafatturati nei costi di bonifica dell'area Santa Giulia. Nell'inchiesta risulta indagato anche Luigi Zunino, già sotto indagine con l'ipotesi di reato di bancarotta nel caso Risanamento, società di cui è fondatore.

NUOVI FERMI - Oltre alle 5 ordinanze di custodia cautelare di martedì mattina sono stati fermati anche due milanesi di 41 e 55 anni, amministratori di fatto di una società costituita a Londra. I due sono stati bloccati nel pomeriggio di martedì nel capoluogo lombardo perché, spiegano le Fiamme gialle, «sul conto corrente della società inglese (formalmente gestita da prestanomi) aperto in una banca londinese sono transitati complessivi 840mila euro nel periodo 2004-2008». Soldi che gli investigatori ritengono essere «proventi delle false fatturazioni» del gruppo industriale che aveva ottenuto l’appalto per la bonifica dell’area Santa Giulia, cioè della Sadi dell’imprenditore Giuseppe Grossi.

Dal Corriere della Sera

giovedì 15 ottobre 2009

ROMA - il Maxxi, Un fluido interrotto da lampi di luce


VISITE CON PRENOTAZIONI DAL 1 NOVEMBRE
Un fluido interrotto da lampi di luce:
è il Maxxi di Zaha Hadid
Anteprima alla stampa del nuovo capolavoro dell'architettura mondiale, visitabile dal 14 novembre

Tra un mese, lady Zaha Hadid, uno dei più celebri architetti al mondo, sarà di nuovo a Roma. Per presentare in anteprima alla stam pa la sua «creatura», quella Maxxi meraviglia — Museo delle Arti del XXI secolo — ormai compiuta nel vasto isolato compreso tra via Ma saccio e via Reni, quartiere Flami nio. Degli esterni, ben visi bili anche dalla strada, si sa ormai tutto: là do ve c’erano le caserme, svetta ora uno dei capo lavori dell’architettura mondiale, opera prodi gio per tecnica e fanta sia creatrice, voluta dal ministero per i Beni Cul turali e realizzata dalle imprese italiane Cerasi e Navarra.
Ancora top secret in vece gli spettacolari spa zi interni, giunti ormai a compimento, per i quali l’ archistar an glo- irachena ha posto un severo embargo di notizie fino alle visite in anteprima che si potran no fare il 14 e 15 novem bre (dalle 10 alle 13, pre notabili dal 1 novembre all’indiriz zo edumaxxi@darc.benicultura li.it; già centinaia le richieste, ma dalla Fondazione Maxxi conferma no che le prenotazioni saranno pre se in considerazione solo a partire dalla data indicata). In quei giorni (il 14 alle 21 e domenica 15 alle 16 e alle 21) gli spazi si animeranno an che grazie alla coreografia creata da una star internazionale della danza, Sasha Waltz, progetto in col laborazione tra Maxxi e Fondazio ne Romaeuropa. Sale dunque la «febbre» per ve dere questo museo che aprirà defi­nitivamente al pubblico nella pros sima primavera.

Ed eccoli, qui de scritti in anteprima, gli attesissimi spazi interni: spettacolari (pur nel la loro semplicità quasi austera) fi nanche nell’arredo dei bagni, con pareti nero-lucide e sanitari di desi gn in acciaio satinato. Una sinfonia in tre colori: bianco, grigio, nero. E in tre materiali: cemento (trattato come superficie artistica, che vive di vita propria, come un monolite, senza giunti esterni visibili, cosa di cui si è raccomandata più volte la Hadid), acciaio e vetro. Varcare la soglia del museo è già un’emozio ne, con lo spazio immediatamente percepito come opera d’arte in sé, al di là della sua funzionalità (peral tro di altissimo livello: per fare so lo un esempio, il sistema di tendag gi è filtrante o oscurante per le gal lerie espositive, con possibilità di luce naturale; le griglie sono orien tabili in base all’irraggiamento, e pannelli brise- soleil si muovono in base a impostazioni di tempo rego labili, restituendo un filtraggio stu diato che diventerà una risorsa per i curatori delle diverse mostre).
Molti gli elementi che caratteriz zano la struttura, che si sviluppa in gran parte in modo fluido, con una continuità di attraversamento che evoca forme organiche (come in certe sculture di Moore o Arp) ma che un po’ a sorpresa viene poi «in terrotta » da «asole» di luce, grandi vetrate che tagliano verso l’ester no: ve ne è una, ad esempio, nella parte espositiva che letteralmente si aggancia a ciò che resta del vec chio edificio preesistente (la caser ma, rivista e corretta) e un’altra — da vertigini — a far da calpestio nella parte più scenografica del l’edificio, il corpo aggettante a 20 metri di altezza, proteso nel vuoto e interrotto da una grande vetrata.

Il pavimento di quest’area espo sitiva (sono cinque in tutto) è in sa lita, e l’asola trasparente su cui si cammina affaccia direttamente sul pianterreno. Per arrivare fin quas sù si attraversa quello che familiar­mente la Hadid ha ribattezzato il «Canyon», un camminamento so speso, stretto, piuttosto scuro, do ve ci si sente quasi compressi pri ma di una vera e propria esplosio ne di sua maestà la luce. Altri ele menti caratterizzanti: il nastro lu minoso che corre lungo tutto il pe rimetro e la spettacolare scala di ac ciaio verniciato nero, vera opera d’arte montata lastra per lastra con tecniche artigianali e un percorso che curva, piega, torna su se stes so, disegnando un circuito di luce grazie al telo pvc retroilluminato.
La Hadid e il suo studio hanno curato tutto nei minimi dettagli, come si addice a una grande firma dell’architettura (e il risultato è lì: un’edificio non da opera lirica, ma di un’eleganza che evoca piuttosto un capolavoro jazz): pavimenti bianchi in resina, montacarichi vi sibili per trasporti di grandi opere, geometriche poltrone a incastro nell’auditorium (nere, elegantissi me). Di mano di Zaha anche i ban coni a forma ellittica per l’acco glienza, ancora da montare al pia no terra. Qui troveranno posto an che una piccola libreria e un caffè. Tutto il resto (ristorante, book-shop, uffici, servizi), per non gravare sulle superfici espositive, sarà invece collocato nella parte re cuperata delle ex caserme

Edoardo Sassi

Dal Corriere della Sera - Foto c-monster.net

MESSINA - Al via a dicembre i lavori per il Ponte




L'OPPOSIZIONE INSORGE: «IL SUD HA ALTRE PRIORITÀ, EMERGENZA ALLUVIONE NON È FINITA»
«Al via a dicembre i lavori per il Ponte» L'annuncio di Berlusconi a margine del piano di rilancio degli aeroporti. E su Alitalia: «Una sfida quasi vinta»

ROMA - «A dicembre, massimo gennaio, inizieremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina». Lo annuncia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi partecipando all’iniziativa «Due hub», ovvero i piani di investimento per Malpensa e Fiumicino, presentata a Villa Madama dalle società che gestiscono i due scali, Sea e Adr.
«ALITALIA VERSO GESTIONE POSITIVA» - Quanto allo sviluppo del sistema aeroproturale italiano, Berlusconi ha sottolineato che «da parte del governo c'è l'impegno a garantire le infrastrutture di collegamento con gli aeroporti». Inoltre, «c'è l'impegno per Milano affinchè le infrastrutture siano pronte per il 2015 quando sarà la vetrina dell'Italia in tutto il mondo». Il capo del governo ha poi commentato la situazione di Alitalia, definendola una compagnia «sicuramente avviata verso una gestione positiva che premia il coraggio di imprenditori che hanno saputo rischiare». «Siamo riusciti - ha sottolineato in particolare - a far restare l'Alitalia nelle nostre mani. La sfida sta per essere vinta, ho visto i risultati di Alitalia a ottobre e ci stiamo avviando verso una gestione positiva, che conferma la giustezza del progetto e premia il coraggio degli imprenditori che hanno saputo rischiare».

DEBITO PUBBLICO E INVESTIMENTI - Dobbiamo fare i conti con il debito pubblico, ha detto ancora il premier, «ma questa eredità non deve impedirci di innovare e di rimuovere gli ostacoli e non deve impedirci di stimolare investimenti pubblici e privati verso ciò che è più urgente». «Il nostro Paese - dice Berlusconi - si deve svegliare da un lungo sonno che lo ha portato anche ad avere condizioni di bilancio negative». L'obiettivo è «superare il gap infrastrutturale, della logistica e della mobilità, una strettoia che ha finora impedito di sfruttare appieno le ricchezze dell'Italia».

PD: «SUD HA ALTRE PRIORITÀ» - Per la realizzazione del ponte sullo Stretto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina e commissario per la realizzazione dell'opera, ha detto che «entro il 2010 partirà il cantiere principale», ma prima sarà spostata la linea ferroviaria a Villa San Giovanni. «Per questa prima fase ci sono circa 30 milioni di euro disponibili - ha spiegato -, e sono previste altre opere a terra anche in Sicilia». Un annuncio, quello dell'inizio dei lavori, che scatena la condanna unanime dell'opposizione. Il segretario del Pd Dario Franceschini: «È veramente una presa in giro inqualificabile proporre un'opera faraonica mentre pochi giorni fa le case sono cadute sotto la frana a Messina. Si metta in campo un grande piano di manutenzione delle scuole italiane che cadono a pezzi». E Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd: «È davvero singolare che l'ennesimo proclama di Berlusconi sul ponte sia arrivato proprio nel giorno in cui l'associazione dei costruttori denuncia il totale azzeramento dei fondi per l'Anas. Le poche risorse a disposizione vanno concentrate su obiettivi prioritari, come un piano di risanamento delle aree a rischio idrogeologico». Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: «L'emergenza alluvione a Messina non è ancora finita, Bertolaso ha sottolineato come la priorità per la Sicilia e il Mezzogiorno sia la messa in sicurezza del territorio, non il ponte di Messina».

«OPERA CONTRO IL BBUON SENSO» - Il presidente dell'Idv al Senato Felice Belisario parla di «un'opera faraonica contro il buon senso, assolutamente non prioritaria per il Sud che in realtà ha bisogno di ben altre infrastrutture. Sarà una cattedrale nel deserto che collegherà il nulla con il nulla». Secondo il presidente dei senatori dell'Udc Gianpiero D'Alia «parlare del ponte oggi è pura follia. I morti di Messina devono farci capire che è necessario, prima di ogni altra cosa, mettere in sicurezza il territorio. Per questo ci vogliono tante risorse, anche quelle che sono state stanziate per il ponte». Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «Berlusconi vuole sperperare i soldi dei cittadini italiani mentre la vera priorità dell'Italia e del Sud sono le infrastrutture da sempre inesistenti. Con i 7 miliardi di euro che servono per un'opera inutile e dannosa in Italia si sarebbero potuti costruire ben 80 chilometri di metropolitane e acquistare 27mila autobus ecologici. Ossia rivoluzionare il traffico nelle nostre città». Michelangelo Tripodi, responsabile Mezzogiorno del Pdci: «Berlusconi troverà un muro di persone a sbarrargli la strada, determinate a difendere il loro territorio da mostri di cemento inutili, dannosi e pericolosi».

Dal Corriere della Sera