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lunedì 28 febbraio 2011

ROMA - Palazzo Valentini, alla scoperta della «domus» romana del IV secolo d. C.



Viaggio nei sotterranei dell'edificio costruito nel '500 sopra una dimora antica i cui resti sono ora visibili


Non solo i reperti archeologici, ma la ricostruzione dei pezzi mancanti attraverso foto e video. La domus romana di età imperiale posta sotto Palazzo Valentini, appartenente a una potente famiglia dell'epoca (forse un senatore) ora si può ammirare per come realmente era. Nei sotterranei dove si trovano i reperti, infatti, è stata operata una ricostruzione multimediale, su indicazioni di archeologi, architetti e storici dell'arte. Sulle tracce degli ambienti e dei reperti venuti alla luce dopo gli scavi iniziati nel 2006, la visita guidata offre alla vista i mosaici, le pareti decorate, i pavimenti in marmo, le statue, i giardini e le terme che erano parte di una struttura di alcune migliaia di metri quadrati. Sulle pareti degli ambienti tornano magicamente i colori, le finestre scomparse, le colonne distrutte e le decorazioni che hanno lasciato solo frammenti.




Il resto dell'articolo sul Corriere della Sera

MILANO - Il ponte nuovo di zecca sarà abbattuto



COLLEGA BERNATE A BOFFALORA SCAVALCANDO LA MILANO-TORINO
Il ponte nuovo di zecca sarà abbattuto
È costato un milione di euro, ma l'autostrada sarà spostata e lì non serve più


MILANO - Un ponte nuovo di zecca, con tanto di pista ciclabile. È pronto da due anni e mezzo, ma non è mai stato aperto al traffico e oggi è destinato a essere abbattuto. Il motivo? Il ponte, che collega i comuni di Bernate Ticino e Boffalora sopra Ticino, oltrepassa l'autostrada Torino - Milano e l'arteria, in quel tratto, dovrà essere spostata e ricostruita più a Sud, come prevedono gli accordi tra Tav, Satap e Regione Lombardia stipulati nel 2000. Così, nonostante il ponte, che è un'opera compensativa della linea Tav, sia costato circa 1 milione di euro, dovrà essere abbattuto e ricostruito. Questa eventualità, però, lascia perplessi sia i sindaci sia i residenti della zona: perché costruire un ponte, dotarlo di segnaletica, lampioni, canali di scolo, pista ciclabile e poi lasciarlo chiuso? All'opera davvero non manca nulla: nei prati a lato sono stati perfino piantumati gli alberi. Inoltre, senza l'apertura del ponte resta monca anche la pista ciclabile, lunga circa 23 chilometri, che dalla Fiera di Rho-Pero dovrebbe collegare Milano al Parco del Ticino.

Il resto dell'articolo su il Corriere della Sera

venerdì 25 febbraio 2011

TORINO - I toret non vanno in pensione Trionfa il simbolo della città



«Questione toret», ultimo atto. O almeno questa si può immaginare che possa essere la speranza dell’assessore all’Arredo urbano Ilda Curti dopo un mese di polemiche e levate di scudi a difesa delle fontane-simbolo della città. L’occasione per cercare di mettere un punto alla vicenda è stata fornita da un’interpellanza del consigliere Mario Brescia, a cui l’assessore ha risposto cercando di sgomberare il campo dai fraintendimenti una volta per tutte: l’amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di mandare in pensione i toret.

Le fontane grigie presenti in alcuni luoghi della città non sono una new entry introdotta in sostituzione dei toret ma fanno parte da tempo dell’arredo urbano cittadino. Anzi, là dove il verde torello è stato rimosso per consentire l’esecuzione dei lavori che stanno rifacendo il look alla città in vista dei 150 anni dell’Unità d'Italia - come in piazza Carducci, dove sta per chiudersi il cantiere della metro -, là verrà rimesso.

Tutta la questione è nata poco più di un mese fa quando su queste pagine l’assessore Curti ha spiegato che ai toret verde squillante si sarebbero affiancate più sobrie e «mimetiche» fontanelle in pietra di Luserna, più adatte, secondo i dettami della Soprintendenza, ai materiali in uso in alcuni luoghi, soprattutto quelli aulici del centro. Da allora è scoppiato il finimondo.

Le proteste dei cittadini si sono moltiplicate, la Soprintendenza ha negato di aver emesso alcun editto contro i toret e la questione è approdata sia in Consiglio di Circoscrizione, alla 1 Centro-Crocetta, che in quello comunale, dove si è rilanciato con la richiesta di mettere dei nuovi toret nelle stazioni ferroviarie e all’aeroporto per accogliere i turisti con un simbolo della città. E la questione è finita anche su Facebook, dove è stato creato il gruppo «No alla rottamazione dei toret» che ha superato le 1900 adesioni.

La Stampa

GENOVA - Ponte Parodi: via libera al progetto





Ponte Parodi: via libera al progetto
Apertura al pubblico entro il 2016

Firmato l'accordo tra Autorità Portuale, Porto Antico e Altaponteparodi relativo al cronoprogramma per il via al progetto di riqualificazione dell'area di Ponte Parodi. 160 milioni di euro per 67 mila metri quadrati di nuovi servizi
Il rendering di Ponte Parodi

Autorità Portuale di Genova, Porto Antico e Altaponteparodi hanno siglato l'accordo relativo al cronoprogramma per il "via" al progetto di riqualificazione dell'area di Ponte Parodi.
La formalizzazione dell'intesa consente di dare il via libera all'iter autorizzativo e a quello operativo, per consenitre un rapido avvio dei lavori di cantierizzazione in modo da restituire al più presto l'area alla città. L'apertura al pubblico potrebbe, infatti, avvenire tra il 2015 e il 2016.

L'investimento previsto è nell'ordine dei 160 milioni di euro. Il progetto sarà realizzato secondo le tecniche del project financing con concessione di 90 anni dall'avvio dei lavori da parte di Altaponteparodi. Il progetto presentato dall'architetto olandese Van Berkel & Bos, vincitore di un concorso internazionale, si sviluppa su una superficie di oltre 67.000 metri quadrati, di cui 40.000 di spazi commerciali e di intrattenimento, e prevede la riqualificazione dell'intero molo. Inoltre, 1.200 posti auto, al servizio di un bacino d'utenza stimato in circa un milione di persone.

Il Polo multifunzionale Ponte Parodi prevede zone destinate ad attività ludico-culturali, librerie multimediali, spazi espositivi e una particolare copertura del sito interamente trasformato in area verde, che permetterà al visitatore di dedicarsi ad attività all'aperto e sul mare.

www.viveregenova.comune.genova.it

MONZA - Villa Reale e l'abbandono

MILANO - Vista dallo spazio

Dal Flickr di Magisstra




Nel Flickr troverete altre città italiane

ROMA - Vista dallo spazio

Dal Flickr di Magisstra

mercoledì 23 febbraio 2011

ROMA - Tritone: fermi i cantieri di Rinascente Due anni dopo, lavori ancora lontani


Negozi in abbandono e saracinesche arrugginite nella galleria che dovrebbe ospitare la nuova sede del brand
Corsini: convenzione pronta, aspettiamo società firmi



Vetrine illuminate da Zara, nel palazzo fin de siècle costruito da Giulio De Angelis che ha ospitato «La Rinascente» per decenni. Spente all’angolo fra via del Tritone e via Due Macelli, nel quadrilatero destinato ad accogliere la nuova. Eppure lo scambio tra il brand spagnolo e quello italiano doveva avvenire quasi in contemporanea nelle rispettive sedi: ma se Zara su via del Corso ha regolarmente aperto nel dicembre del 2010, per la nuova Rinascente - che dovrà avere l’aspetto di una più grande e funzionale galleria Alberto Sordi -, i tempi sembrano ancora lontani.
COMMESSE RICOLLOCATE - Quando chiuse i battenti (da allora le commesse sono state quasi tutte risistemate tra il negozio di piazza Fiume e l’altro su largo Chigi, accanto alla galleria Sordi) il cronoprogramma prevedeva che avrebbe riaperto entro due anni: era la fine del 2009, quindi la nuova sede dovrebbe aprire alla fine di quest’anno. I lavori, però, non sono ancora iniziati e il cantiere è di là da venire, mentre fra via del Tritone e via Due Macelli avanza il degrado.

Dal Corriere della Sera, l'articolo

lunedì 21 febbraio 2011

ROMA - Ecco il parco di Renzo Piano



"Musica e arti da villa Glori al Tevere"
Il progetto che sarà presentato agli Stati generali: un'area verde dall'Auditorium al Maxxi. Saranno piantati duemila nuovi alberi Sarà un giardino aperto che ingloba veri gioielli dell'architettura. Una passerella da Villa Glori sormonterà viale de Coubertin evitando il traffico
di PAOLO BOCCACCI


Un parco della Musica e dell'Arte firmato da Renzo Piano. Una passerella che si libra dalle querce di Villa Glori fino alle tre testuggini dell'Auditorium, anch'esse disegnate dall'architetto del Beaubourg di Parigi e dell'aeroporto di Osaka. Duemila nuovi alberi a far da corona alle sale da concerti e ad altri due capolavori dell'architettura del Novecento, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio di quel genio del cemento armato che si chiama Pierluigi Nervi. E poi ancora filari e giardini lungo via Reni, fino al Maxxi di Zaha Hadid e al nuovo ponte sul Tevere che arriva al Foro Italico. Il progetto sarà presentato martedì agli Stati Generali della città, la kermesse organizzata dal sindaco Alemanno al Palazzo dei Congressi dell'Eur.

il resto dell'articolo

mercoledì 16 febbraio 2011

ROMA - Colosseo Quadrato, lavori finiti il palazzo-museo aprirà nel 2012


L'edificio simbolo dell'Eur diventa uno spazio per l'esposizione permanente del design, del Made in Italy e dell'audiovisivo. Spesi 48 milioni euro di cui 14 dal ministero dei Beni culturali



E' stato uno degli edifici simbolo del fascismo, con la sua imponenza, le statue, le arcate. Adesso si prepara a rinascere come luogo della creatività italiana proiettata verso il futuro. Il Palazzo della Civiltà italiana, che troneggia nel quartiere romano dell'Eur e vanta il primato di punto più alto della città, si prepara ad aprire nella seconda metà del 2012 come sede della Esposizione permanente del Made in Italy e dei design italiano, ma anche del Museo dell'audiovisivo. "Non si tratta di una riconsegna alla città, ma di una prima consegna", sottolinea il sindaco di Roma Gianni Alemanno. In effetti, dalla posa della prima pietra nel 1938, la struttura non è mai stata aperta per intero al pubblico, se si esclude l'utilizzo di alcuni piani per uffici.

Questa mattina i vertici di Eur Spa, insieme al Mibac e alla Fondazione Valore Italia, che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico, hanno presentato il risultato di un intervento di riqualificazione della struttura. "E' durato circa tre anni e mezzo ed è costato 30 milioni (16 investiti da Eur Spa, 14 dal Mibac) nel prossimo anno altri 18,5 milioni (3,5 di Eur Spa, 15 di Mibac e Fondazione Valore Italia) serviranno a rendere funzionale il palazzo ai suoi futuri usi", spiega il presidente di Eur Spa, Pierluigi Borghini.

All'esito di un investimento di 48,5 milioni, dunque, nel 2012 è prevista l'inaugurazione ufficiale. Il progetto, attualmente al vaglio del Ministero dei Beni Culturali, prevede che la Discoteca italiana occupi un piano e mezzo, più gli spazi per l'enorme archivio audiovisivo, mentre l'esposizione del Made in Italy sarà distribuita su quattro piani. Ci sarà un bookshop e una caffetteria, ma anche spazi per eventi.

"Concettualmente -spiega Umberto Croppi direttore della Fondazione Valore Italia - il progetto  è pensato in modo che ci siano molti spazi per eventi anche a disposizione del sistema produttivo, ma anche spazi allestiti come laboratorio per le aziende e attrezzature convegnistiche e paracongressuali a disposizione sia del sistema pubblico che privato".

Dunque, come sottolinea anche il presidente della Fondazione, Massimo Arlechino, l'Esposizione del Made in Italy avrà non solo funzione museale, ma anche di laboratorio. "Il Ministero non farà mancare il proprio contributo per lo sviluppo di un polo culturale d'eccellenza", dice il sottosegretario Francesco Giro. "Il Palazzo della Civiltà italiana è stato immaginato in maniera retorica, come simbolo di forza, sfida, scontro - sottolinea Alemanno - oggi trasforma il suo senso per esprimere l'italianità non come potenza, ma come creatività, con un'offerta culturale proiettata verso il futuro".
 

La Repubblica

martedì 15 febbraio 2011

MILANO - Segrate - Linate Masterplan





Manuele Mossoni


Milano multi‐core
La situazione di Milano si sta definendo sempre di più come una città regione all’interno della Lombardia. Le città di confine hanno sempre più importanza e per il futuro dell’area si prospetta  una divisione della centralità di Milano in tanti nuclei localizzati nelle attuali edge city.
Il progetto porta alla valorizzazione e sviluppo di identità forti già presenti nel sito. Per anni queste aree hanno ospitato grandi industrie e zone dormitorio. La continua ricerca nel periodo industriale di aree a basso costo vicino la città per insediare industrie e aree residenziali, ha incentivato il fenomeno del pendolarismo. Il grande bacino di lavoratori di Milano ha portato e porta ancora oggi ad un sostanziale movimento nella città, al mattino e alla sera con il ritorno alle città satellite. La creazione di queste città “secondarie” è avvenuto senza un piano generale per questo fenomeno, gli interventi infatti non erano inseriti in una strategia comune ma soddisfavano i bisogni del momento senza pensare alle conseguenze. Questo fenomeno ha prodotto grandi centri residenziali privi di servizi e sistemi di aggregazione, creando ambienti anonimi e associali.
Dopo il periodo industriale le città di confine hanno avuto un periodo di incertezza per il loro futuro e la loro funzione.
Negli ultimi anni queste città dell’hinterland Milanese hanno avuto una rapida espansione e trasformazione che ha portato a conformare  una vera e propria città regione. La concezione più sociale dell’urbanistica e dell’architettura da parte delle amministrazioni ha consentito di trattare con più razionalità il grosso problema delle città satellite. Per queste aree si prospetta un futuro meno legato alla città centrale e la sua identità e un creazione o incentivazione dei caratteri del luogo. Lo sviluppo è stato favorito anche dalla presenza di importanti infrastrutture nell’area che gli permettevano un perfetto collegamento con tutta l’Italia del sud e l’intera Europa.
Questa grande regione urbana è perfettamente collegata grazie a  tre grandi aeroporti (Malpensa, Linate, Orio al Serio), proprio questo sistema di infrastrutture inserisce l’area come epicentro economico per l’Italia,



SEGRATE: A STRATEGIC AREA
L’area di Segrate - Linate è strategica grazie alla vicinanza con le maggiori autostrade che permettono collegamenti nell’asse est - ovest e nel ramo delle autostrade del sud.
Tutte queste caratteristiche fanno prospettare quest’area di Milano come Hub principale per tutta la mobilità italiana verso l’Europa. In dettaglio l’area di Segrate e Linate rappresenterà l’ingresso per l’area di Milano.
La presenza dell’aeroporto di Linate e degli snodi autostradali fanno di quest’area il gate di Milano per tutta l’area est del nord Italia. La trasformazione delle vecchie aree industriali e la riconversione di parte della ferrovia permetterà di creare nuovi servizi che valorizzeranno l’area grazie anche alle sue risorse naturali inutilizzate.
Nell’area è presente un’importante area strategica per le merci trasportate in ferrovia, esiste infatti una grande area di interscambio merci truck to truck e rail to truck. Questi specifici servizi sono  punti di forza importanti che vengono mantenuti nel disegno del masterplan.
L’area di Segrate e Linate nel passato ha rappresentato un importante polo industriale per la sua vicinanza con le maggiori vie di trasporto e la vicinanza con il centro di Milano.
Da un pò di anni questa  predominanza industriale sta venendo a meno , lasciando spazio a grandi interventi urbanistici per una nuova identità della città. Negli ultimi anni non si è pensato ad una pianificazione strategica per le trasformazioni, gli unici interventi di riqualificazione industriale sono stati solamente interventi dettati dal privato che considera solo i propri interessi economici.
Grandi aree ormai dismesse come l’area ex Innocenti, l’area della dogana ecc. possono rappresentare la svolta per quest’aree che ancora non hanno trovato un giusto equilibrio tra aree urbane e sistema agricolo. L’inserimento di servizi al pubblico e aree business porterà a un graduale distacco dalla forte centralità di Milano e trasformerà Segrate in centro vero e proprio con spazi pubblici e servizi d’eccellenza. Queste trasformazioni possono invertire l’attratività portando Segrate a essere polo attrattivo per le altre città.
Nell’area si prevedono nei prossimi anni molti investimenti pubblici e privati per la trasformazione di aree dismesse. Molto importante la costruzione della nuova tangenziale est esterna e la nuova linea della metropolitana M4 che arriverà fino a Linate. Il progetto della tangenziale esterna rappresenta un’asta di collegamento di una serie di funzioni forti che da nord a sud si appoggeranno all’infrastruttura. La volontà del settore pubblico e i forti interessi degli investitori privati porteranno in quest’area importanti cambiamenti che stravolgeranno il sistema attuale.

MASTERPLAN
Il Masterplan coglie questa occasione per integrare a questi grandi cambiamenti una strategia di sviluppo comune che possa unificare l’insieme degli interventi. All’interno del Masterplan si sviluppano dei progetti chiave che possano favorire uno sviluppo coerente con le esigenze del territorio.
I grandi valori naturalistici all’interno dell’area portano a una progettazione attenta per non distruggere l’ecosistema naturale. Il Masterplan propone al tempo stesso un aumento dell’area urbanizzata ma con il minimo consumo di aree verdi.  Si propone uno sviluppo sostenibile delle aree agricole con la valorizzazione delle cascine esistenti, si crea un sistema economico che renda redditizzie le aree agricole inserendo nuove funzioni più coerenti con le esigenze odierne.
Il Masterplan  prevede la realizzazione di connessioni tra i vari parchi esistenti che circondano l’area, creando un anello verde all’interno dell’area. Il progetto si ricollega a quello dei raggi verdi del Comune di Milano, infatti , il raggio verde 2, proseguendo il suo andamento e connettendo al nuovo sistema dei parchi dell’area a est di Milano.
Analizzando l’area si denotano grandissimi valori naturalistici non valorizzati, esistono infatti aree ad alto livello naturalistico che possono essere valorizzate determinando una nuova identità per l’area. Si possono trovare vari sistemi idrici e vegetali di interesse, come ad esempio:
Il sistema dei fontanili, che rappresenta una risorsa idrica enorme, sono presenti fontanili in quasi tutto il territorio di segrate e Linate, molti di queste aree non sono conosciute alla maggior parte dei fruitori. Nel Masterplan si prevede la creazione di micro parchi e aree attrezzate per la fruizione di queste risorse.
Il sistema delle cascine, che nel passato è stato molto più forte costruendo un sistema di aggrgazione per aumentare sicurezza e cooperazione. Al momento ,le cascine, risultano essere elementi slegati tra di loro e senza un rapporto diretto. La parte a sud est dell’area è caraterizzata da una vasta quantità di cascine , alcune in stato di abbandono altre utilizzate come residenze altre ancora produttive come nel passato. La mancanza che si coglie in quest’area è uno stretto legame che unisca le cascine attraverso un least common denominator.
Nel passato lo stretto legame creava un sistema che rendeva questa micro economia molto più forte. Il masterplan ha come obbiettivo il collegamento di questi sistemi con una serie di opere chiave inserite in una strategia comune, minimizzando il consumo di suolo intervenendo anche sull’esistente. Il masterplan si può sostanzialmente dividere in due parti:
Strategia. La strategia rappresentata delle linee guida generali che determinano lo sviluppo futuro delle aree. In questo elaborato , rappresentato da una mappa dell’area al 1:5000, vengono definite le principali linee guida di espansione e ottimizzazione della città e questo book che rappresenta le istruzioni per l’uso di quest’area.
Progetti chiave. Attraverso  4  progetti  chiave  vengono messe in atto le principali linee guida. Questi progetti portano ad un incentivazione delle strategie , si punta alla risoluzione di problemi chiave nell’area. L’obbiettivo è quello di creare una concatenazione di progetti (pubblici‐privati) atti alla realizzazione della strategia globale. I progetti chiave scelti per iniziare questa strategia sono:
La stazione intermodale a segrate (metro, treni ad alta velocità, treni sub urbani e treni regionali). Questa struttura sarà composta da una piastra di servizi per chi parte o arriva in quest’area, con l’appoggio dell’aeroporto di Linate rappresenterà il Gate di Milano, con servizi di alto livello per utenze businees e turistici.
Un nuovo core per segrate, ricco di spazi pubblici e di aggregazione, con l’intento di creare una nuova area di servizi attorno a questi spazi pubblici. La creazione di un business district che potrà ricevere tutti quegli utenti che hanno la necessità di spostamenti veloci con conferenze vicino ad un’aeroporto o ad una stazione. La vendita di questi spazi insieme alle residenze consentirà la realizzazione degli spazi pubblici e del nuovo centro di segrate. Oltre alle aree per utenti che vengono per brevi periodi ci saranno spazi dedicati a uffici e sedi di rappresentanza, che grazie alla loro posizione strategica saranno sicuri investimenti da parte delle imprese. Il progetto dell’area si basa su un concetto di mix funzionale per garantire un  utilizzo dell’area 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Vengono definite torri di altezza dagli 11 ai  40 piani intorno alla piazza principale con funzioni differenti (residenziale, commerciale, uffici)
Il terzo progetto ha l’obbiettivo di unificare il sistema delle cascine, ormai dimenticato, attraverso la valorizzazione e implementazione dei tracciati esistenti che collegano le cascine e la creazione di una nuova struttura che possa funzionare da centro ricerche e sviluppo di nuove tecniche agricole e packaging dei prodotti prima dell’esportazione. La struttura si definisce come hub del sistema cascine , dando un supporto tecnico e logistico per sviluppare nuove tipologie economiche. Nel nuovo hub si inseriscono nuove funzioni attrattive per l’area:
Un centro ricerche e sviluppo per le coltivazioni agricole.
B&B e Hotel, in base alle esigenze, potrà ospitare ricercatori che vengono dall’estero oppure turisti interessati al turismo rurale.
Food processing, ricevimento dei prodotti dai singoli produttori, controllo della qualità, packaging e preparazione per la distribuzione nell’area milanese oppure per l’esportazione.
Il quarto progetto si affianca alla già conosciuta sede espositiva di Novegro. Quest’area è specializzata in piccole esposizioni con bassi costi di esposizione e con prodotti di ottima qualità. Il progetto si affianca all’accessibilità data dall’aeroporto di Linate e la nuova stazione, si crea un estensione della sede espositiva. Questi servizi si affiancano a quelli già esistenti nell’area del nuovo core portando ad avere una vasta gamma di servizi e possibilità.




Action 01 - NEW BRIDGE STATION
L’intero Masteplan fa di questa azione il progetto principale di tutta l’area. L’obbiettivo è quello di creare allo stesso tempo un edificio che possa essere un collegamento diretto tra Linate - Segrate e ospitare la nuova stazione di interscambio, dell’alta velocità, metropolitana, treni sub urbani e treni regionali. L’edificio si inserisce all’interno del flusso dei treni come una particella che frammenta questo flusso e crea un’interscambio alle aree limitrofe.
L’area di progetto occupa la vecchia dogana di Milano inutilizzata dopo l’apertura delle frontiere. Non viene utilizzata l’area dello scalo merci per l’importanza che ancora occupa nel sistema ferroviario. Questo sistema ferroviario di interscambio merci ,che ha nella parte più grande un fascio di 42 binari, avrà ancora più importanza con l’apertura del nuovo tunnel del Lötschberg che collega ad l’alta velocità Italia alla svizzera. Questi motivi portano ad un sostanziale mantenimento dello scalo merci e il concentramento degli interventi nell’area dell’ex dogana.
Il disegno della stazione porta a creare un volume sospeso composto dalla sovrapposizione di più piastre funzionali che si interscambiano tra di loro e tra le aree circostanti ( Nuovo business center, idroscalo e Segrate). La nuova stazione oltre a ospitare le funzioni per i viaggiatori ospiterà funzioni di connessione con le  nuove aree di sviluppo previste nel Masterplan.
Nuove aree informazioni per i clienti business che richiedono servizi riguardo il nuovo business district adiacente all’area.
Tetto verde per l’attraversamento pedonale e ciclabile per passare dal nuovo centro di Segrate al parco dell’Idroscalo.
Il nuovo sistema di trasporto ospiterà una grande area parcheggio nel piano terra per le persone che vogliono usufruire dei servizi dell’area o solo per accedere alla stazione di metro per andare al centro di Milano senza problemi di traffico.
La nuova stazione si pone come nuovo landmark della città, data la suo posizione strategica ( tra la linea ferroviaria e uno dei principali ingressi stradali a Milano) e data la suo riconoscibilità di elemento unificatore tra le due aree fino ad adesso rimaste separate.
Dal punto di vista sociale questo edificio rappresenterà un punto di riferimento per il nuovo gate di Segrate. Sia dalla ferrovia che dalla strada si potrà notare questo edificio simbolo che collega le due aree di segrate e linate.
La posizione strategica e le nuovi funzioni attireranno investimenti per la fallibilità dell’intervento con una partecipazione privata e pubblica. La vendita degli spazi commerciali all’interno della stazione e i guadagni provenienti dal parcheggio  consentiranno un immediato funzionamento della struttura.



Action 02 - NEW CITY CENTER
Il progetto si propone come nuovo punto di riferimento, sia come dotazione funzionale , sia come nuovo punto di riferimento per un nuovo centro dell’area di segrate e linate.
Il progetto si ricollega alla strategia generale del masterplan, che propone un sistema policentrico all’interno di una città-regione. La mancanza vera e propria di un centro di Segrate e con se anche di una forte identità dell’area porta alla ricerca di un’opera architettonica forte che sappia unire i caratteri principali dell’area. Il progetto è situato a unione tra l’area della nuova stazione di Segrate e l’abitato storico. Il progetto propone un’area multi funzionale che possa rappresentare il nuovo centro produttivo di Segrate, al tempo stesso vengono inserite aree residenziali e aree servizi per variare l’offerta. Il fulcro del progetto è rappresentato da una grande piazza coperta che accoglie i flussi in entrata dal lato nord e dal lato sud (Area di segrate - nuova stazione ferroviaria ) , attorno a quest’area vengono posizionati gli edifici plurifunzionali che chiudono la sagoma della piazza. Al piano terra l’uscita della metro rappresenta il perfetto centro della piazza , intorno vengono posizionate le aree commerciali  situate nei primi due piani degli edifici. Le torri plurifunzionali che circondano l’area accolgono più funzioni in base al piano dell’edificio:
I primi due piani accolgono le aree commerciali      : vendita diretta di prodotti al dettaglio , dall’abbigliamento fino ai prodotti dell’area agricola.
Quest’area è caratterizzata, al centro dall’entrata della metro e nell’intorno vene posizionato uno shopping center di due piani. All’interno vengono inserite funzioni che attualmente mancano nel centro di Segrate, così da creare un polo supplementare ai servizi già esistenti. Questa nuova piazza coperta rappresenterà il nuovo centro di aggregazione di segrate, con grande valore sociale e economico. La piazza rappresenta al tempo stesso un punto di collegamento e un punto di riferimento per l’area, infatti la sua rappresentatività visiva e funzionale trasformerà quest’area anonima in un polo di eccellenza per servizi e dotazioni.
Un punto importante della progettazione è rappresentato dalla suddivisione delle torri che circondano la piazza coperta “il nuovo city center”. Per quest’area si cerca un mix funzionale che permetta una fruizione a tutte le ore della giornata. L’obbiettivo per quest’area è di costituire un luogo vivo a tutte le ore della giornata con una dotazione funzionale di eccellenza.
Nei piani dal 3° al 20° vengono inseriti spazi per uffici e sedi di rappresentanza con all’interno aree convegni e spazi espositivi per le aziende. Questi livelli rappresentano il business district, attraverso una distribuzione omogenea su tutte le torri. Tutte queste aree sono accessibili grazie ai sistemi di distribuzione verticale ad uso esclusivo del settore commerciale. Si ritiene indispensabile funzioni di questo tipo per quest’area così strategica, difatti all’interno potranno essere ospitate sedi aziendali di rappresentanza o servizi al vicino aeroporto di Linate, tutto supportato dell’estrema accessibilità dell’area (stazione alta velocità, autostrada, aeroporto). La fattibilità del progetto è legata alla vendita di queste aree per la creazione di questo nuovo centro.
Nei piani alti delle torri verranno ospitate le aree residenziali, che usufruiranno di ingressi separati all’interno delle torri e i parcheggi comuni nel piano seminterrato. Per la parte residenziale delle torri si è pensato ad una frammentazione interna per la creazione di svariate tipologie che vanno dall’attico di prestigio al social housing. Il sistema residenziale prevede diverse tipologie di case all’interno della torre e diverse tipologie di vendita. Le residenze nella torre avranno differenti contributi statali per il canone di affitto o per l’acquisto. La parte residenziale è distribuita :
Nei piani più bassi le residenze vengono date alle famiglie disagiate o studenti, con canoni agevolati per l’affitto o l’acquisto, con un’aiuto quasi del 100% da parte dello stato.
Nei piani più alti vengono inserite delle abitazione che avranno canone parzialmente agevolato, queste residenze possono essere affidate a studenti‐lavoratori, giovani coppie con o senza figli e categorie che non si possono permettere di pagare interamente un’abitazione. I canoni all’interno di queste residenze possono essere agevolati dal 70 al 30% in base al reddito della persona.
Nei piani alti compreso gli attici vengono inserite le residenze senza canone agevolato. Queste abitazioni sono vendibili liberamente nel mercato e rappresentano la compensazione delle spese effettuata per le residenze a canone agevolato.
La fattibilità economica del progetto è data da una compensazione dei costi ripartita in tutta la torre. Una progressiva diminuzione dell’agevolazione del canone nelle residenze più alte porta a compensare i costi delle residenze nei piani inferiori che risulteranno meno redditizie .



Action 03 - AGRICULTURAL HUB
La terza azione si colloca nell’area a est dell’idroscalo, vicino alla sede della Mondadori e dell’IBM. Nell’area si prevede l’inserimento di una serie di funzioni a servizio delle attività produttive per una maggior competitività nel mercato odierno. In quest’area vengono introdotte le seguenti funzioni:
-Food processing /pachaging / pre- pacaging
-Direct sale of agricultural product
-Bike rent
-Hotel and B&B
-Research center
-Info point
L’ubicazione degli edifici è data da due principali motivazioni:
La rappresentatività dell’area e la vicinanza di grandi aziende leader nel loro settore. L’edificio vuole ricoprire un ruolo rappresentativo per l’intera area agricola.
La posizione  strategica, la vicinanza dall’aeroporto di Linate, la vicina stazione di interscambio merci e la stretta relazione con l’area agricola, fanno di quest’area la perfetta collocazione dell’hub per l’interscambio dei prodotti agricoli. Il nuovo sistema di servizi apre nuove prospettive nell’area definendo nuovi sbocchi lavorativi  e opportunità di investimento.
Non per ultima la creazione di un nuovo research center che si propone come avanguardia nella produzione agricole, grazie anche alle facoltà e ai dipartimenti di ricerca già presenti nelle università di Milano.
Il sistema ricettivo (B&B e Hotel) si propone come nuovo polo di ricettività turistica per l’area e per accogliere le conferenze degli esperti del settore attratti nel nuovo research center.
Il sistema integrato di food processing riunisce i prodotti dell’intera area e li prepara per un’esportazione, attraverso l’areoporto o il sistema di interscambio merci per treno) o per la vendita diretta attraverso i due principali punti vendita:
Il primo situato direttamente nell’Agricultural Hub e il secondo situato nell’intervento che comprende la costruzione della nuova stazione dell’alta velocità e il nuovo buseness center.
All’interno dell’Hub vengono inseriti anche degli uffici informativi e rappresentativi dell’area, con possibilità di bike sharing e chiedere informazioni. All’interno vengono ospitati anche uffici dell’ente turismo e del parco agricolo sud proprio per sottolineare lo stretto legame con quest’area.



Action 04 - NOVEGRO EXPO'
Il sistema espositivo di Novegro risulta essere una funzione che attrae eventi e persone ma che manca di un sistema più integrato con il contesto e le nuove funzioni inserite dal Masterplan.
Il Masterplan propone l’espansione di questa funzione con altri spazi espositivi da poter garantire una miglior offerta agli espositori, propone anche un legame più stretto con le nuove funzioni nel business district. Il progetto rispecchia la filosofia portata avanti da questo centro che punta a esposizioni con bassi costi che consentano a piccoli e medie imprese di esporre i propri prodotti senza costi elevantissimi. Questo polo espositivo si contrappone alla filosofia che ha portato avanti il nuovo polo di Rho fiera che predilige grandi esposizione con grandi aziende disposte ad investire grandi somme di denaro. La struttura dunque si collega direttamente in un network commerciale all’interno dell’area di progetto, la sua posizione strategica ( aeroporto di linate, stazione alta velocità e metropolitana) permetta una perfetta accessibilità.
La struttura riprende il concetto di esposizione low cost con edifici di costo non elevato grazie all’utilizzo di tensostrutture per coprire grandi luci senza costi esorbitanti. La connettività all’area è garantita dalla nuova stazione della metropolitana e dal nuovo ponte di attraversamento dello scalo ferroviario, quest’ultima azione consente il raggiungimento del business district e del centro di segrate.
ConclusioniIl masterplan attraverso una strategia di sviluppo comune e 4 progetti chiave vuole proiettare ancora di più quest’area nel diventare il nuovo gate di Milano e in scala minore il nuovo centro di Segrate. Questi obbiettivi ambiziosi possono essere raggiunti solamente con una partecipazione attiva delle imprese e della popolazione nella realizzazione del piano. Il Masterplan infatti non viene ideato come piano statico ma come un serie di strategie dinamiche aggiornabili periodicamente. La dinamicità del piano nei suoi obbiettivi e nei suoi strumenti permette di seguire l’evoluzione dei progetti chiave e l’eventuale cambiamento delle strategie in corso d’opera. Attraverso una serie di feedback si crea un background del Masterplan consentendo un auto apprendimento del raggiungimento degli obbiettivi.

MODENA - La giunta toglie il velo al progetto per il parco Ferrari con piscina



Il sindaco e gli assessori Sitta, Marino, Arletti hanno presentato il progetto di sviluppo urbanistico per il parco Ferrari. Un piano che comprende anche il tanto contestato progetto per la piscina. Ora partirà l'istruttoria pubblica




Un lago-canale dove si potrà praticare anche il canottaggio, una 'piazza verde' a mo' di anfiteatro, giochi d'acqua, ma anche un centro per aggregazioni giovanili, una struttura ricettiva e una per il tempo libero. Il tutto ispirato al progetto originario del baronetto inglese, Geoffrey Jellicoe, arricchito da suggestioni che arrivano anche dal Millennium park di Chicago (come quella di un velo d'acqua che in inverno potrebbe essere utilizzato come pista di pattinaggio). E' il maxi-progetto che interesser… per i prossimi dieci anni il parco Ferrari di Modena e che ruota attorno alla realizzazione della tanto discussa piscina. A presentarlo oggi, nella sala di rappresentanza del Comune, è il sindaco Giorgio Pighi, assieme alla sua giunta e all'architetto Pier Giuseppe Mucci.

"Siamo molto convinti del progetto che presentiamo. Abbiamo optato per l'approvazione del piano particolareggiato, che consente una discussione in Consiglio comunale prima del rilascio del permesso di costruire- afferma Pighi- è molto importante che sia un progetto del settore Ambiente. Sono convinto che sia un progetto estremamente valido". Ma il sindaco precisa subito che la piscina potrà essere realizzata "se saremo capaci di costruire un bando in cui i costi siano completamente a carico dei privati". Si tratta, infatti, di un'opera in project financing, del costo di circa dieci milioni di euro, che secondo la giunta comunale da un punto di vista immobiliare è "appetibile": "I costi dell'investimento saranno coperti dagli ingressi alla piscina", spiegano Pighi e l'assessore all'Urbanistica, Daniele Sitta. Il costo a carico dell'amministrazione, invece, Š di 5,5 milioni di euro: si tratta di una cifra interamente destinata alla riqualificazione del parco.

Domani il progetto passerà in giunta, e se, dopo il percorso di istruttoria pubblica e i necessari passaggi istituzionali, la realizzazione della piscina sarà confermata, l'amministrazione comunale assegnerà attraverso un bando la costruzione e la gestione dell'impianto. Una delle ipotesi prevede la possibilità di affidare in modo congiunto la gestione della piscina Dogali e dell'impianto del parco Ferrari. La superficie del parco, come ricorda l'assessore all'Ambiente, Simona Arletti, "di 406.000 metri quadri, di cui il 65% 'verdizzati'. Il maxi-progetto, come spiega l'architetto, consentirebbe anche di intervenire su quelle zone che attualmente sono 'terra di nessuno'".


Ed ecco quale sarà l'iter del progetto: la seduta dell'istruttoria pubblica sar… aperta, oltre che a giunta e a gruppi consiliari, anche ad associazioni, comitati e gruppi di cittadini, che potranno partecipare facendosi rappresentare da un esperto. Dopo una breve illustrazione tecnica del progetto, interverranno associazioni, comitati e gruppi e, al termine, si potranno interrogare gli esperti. A conclusione della seduta, l'esito dell'istruttoria verr… trasmesso, assieme al parere della giunta, al Consiglio comunale come base per il dibattito.

Se il Consiglio darà il via libera, si procederà ad elaborare il piano particolareggiato dell'area. Questo strumento urbanistico prevede che il Consiglio si esprima in due momenti, a distanza di sei mesi: il primo per l'adozione e il secondo per l'approvazione. Tra i due passaggi, i cittadini potranno presentare osservazioni. L'intero iter per l'approvazione del progetto della piscina dovrebbe durare circa un anno e il piano particolareggiato potrebbe approdare in Consiglio per l'approvazione nei primi mesi del 2012.
14 febbraio 2011

Gazzetta di Modena

lunedì 14 febbraio 2011

ROMA - Dopo il no vittorioso alla Formula 1 battaglia per riaprire il Luna Park



E' iniziata la raccolta firme per far rivivere il parco divertimenti più antico d'Italia. L'iniziativa di alcuni consiglieri del XII municipio, consiglio di quartiere e comitato salute e ambiente: "Sono passati tre anni dalla chiusura e Alemanno non ha fatto nulla. Ora una petizione popolare
"Grande successo sta riscuotendo la raccolta firme per la riapertura del Luneur. Iniziata ieri pomeriggio in viale Europa, con il sostegno di Consiglio di quartiere Eur e Comitato Salute e Ambiente Eur, sta ottenendo vasti consensi tra la popolazione". E' quanto affermano in una nota Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio, consiglieri del Municipio XII e animatori del movimento "Atuttaleur" che si sta impegnando, dopo il ritiro del progetto del GP di Formula 1, sulla riapertura del Luneur".

"Tre anni sono trascorsi da quando è stato chiuso il Luneur - proseguono - E dopo tre anni il sindaco Alemanno non è stato in grado di risolvere la situazione. Per trovare una soluzione e riuscire a non far perdere alla cittadinanza romana il suo storico lunapark abbiamo iniziato la raccolta firme di sostegno alla petizione popolare volta proprio a sollecitare la riapertura del parco divertimenti più antico d'Italia".

"Abbiamo deciso di far uscire nuovamente all'attenzione dell'opinione pubblica questa situazione di grave incertezza che attanaglia il futuro dell'area del Lunapark e delle sue attrazioni. Da tre anni infatti questo luogo è abbandonato ed è ormai preda di vegetazione alta, di rifiuti portati dal vento, di erbe infestanti. Il lago ospita nugoli di zanzare. I cittadini dell'Eur sono ormai stufi di questa situazione e per questo motivo hanno deciso di sostenere questa iniziativa. Ringraziamo infatti per il loro grande sostegno il Consiglio di quartiere dell'Eur e il comitato Salute e Ambiente Eur - concludono -  realtà attive e rappresentative, con le quali abbiamo condiviso il cammino della battaglia vinta contro il Gp di Formula Uno all'Eur".

La Repubblica

MILANO - la «Piazza Città di Lombardia»




In piazza - Milano ha una nuova piazza: la «Piazza Città di Lombardia» è stata inaugurata questa mattina all'interno del nuovo Palazzo della Regione. Si tratta di una piazza coperta con una superficie di 4mila meri quadri, dove a breve sorgeranno nuove attività commerciali «in modo che il palazzo», ha spiegato Formigoni, presente all'inaugurazione, «sia vivo, perchè i grandi grattacieli provocano il deserto dopo le 19 di sera, quando non sono più abitati. Questo palazzo vivrà invece 24 ore al giorno e la piazza coperta sarà un luogo di attrazione, con il belevedere visitabile 24 ore su 24»


http://milano.corriere.it/milano/foto_del_giorno/index_20110214.shtml

GENOVA - Prima fioriere, poi in via Venti spartitraffico e panchine



Il progetto di pedonalizzazione dell’arteria principale della città

L’idea ha una doppia valenza: dare una migliore immagine della città in un periodo di maggior afflusso turistico, e sperimentare un progetto di viabilità in giornate festive, nelle quali i negozi sono chiusi e quindi l’impatto - se deve essere negativo - sarà inferiore. Nasce qui la sperimentazione della parziale pedonalizzazione di via XX Settembre durante Euroflora, che si svolgerà dal 21 aprile al 1o maggio.

Un test sul campo che potrebbe diventare il preludio a un allestimento definitivo della strada con un isolone pedonale al centro, dove ricavare spazi verdi e installare panchine , come svelato nei giorni scorsi dal Secolo XIX.

Nel lasso di tempo scelto per la sperimentazione cadono il 25 aprile, Pasqua, il 1o maggio. «Proprio per questo non credo possa portare particolari problematiche», spiega Margherita Rubino, consulente alla promozione della città.

Comunque sia, si tratterà di un allestimento provvisorio. L’idea strutturale è di uno spartitraffico rialzato nel quale, oltre alle piante o installazioni floreali, trovino posto panchine. Sul punto si dovranno esprimere anche la Camera di Commercio e Gianni Vassallo, assessore alla Promozione della città.

Dal Secolo XIX

BARI - Case, strade, parcheggi e area verde Così cambia il quartiere San Girolamo








Previsti 625 alloggi, 225 saranno d'edilizia popolare
Un intervento da 83 milioni con il sì della Regione



San Girolamo cambierà faccia. Questa volta davvero. Le sue case guarderanno il mare e non ne subiranno soltanto gli effetti terribili sulle fondamenta. I suoi residenti potranno contare su servizi, parcheggi e case curate e perfino moderne, a prescindere dal fatto che siano assegnatari di un alloggio popolare (pronti in due anni) o proprietari di un appartamento comprato a prezzo di mercato (pronti in 5). Lo hanno promesso solennemente l’assessora regionale all’Urbanistica Angela Barbanente e l’assessore comunale all’Edilizia pubblica, Gianni Giannini che ieri hanno presentato le quattro imprese che realizzeranno il progetto sul lungomare IX maggio a partire da quest’estate: Dec di Degennaro, Debar di Debartolomeo, Salvatore Matarrese e Guastamacchia. Hanno quattro mesi per presentare il progetto esecutivo. In cinque anni realizzeranno 625 case, in gran parte vista mare, 225 popolari e le altre in vendita sul libero mercato, le une affianco alle altre, nuove strade, parcheggi, giardini e negozi.

Un intervento da 83 milioni di euro, 20 dei quali destinati ad opere pubbliche, in gran maggioranza (quasi 75 milioni) investiti dai privati. Regione e Iacp garantiscono rispettivamente 7,5 e 1 milione. «Stiamo restituendo ai cittadini fiducia nelle amministrazioni pubbliche che per decenni avevano fatto loro promesse - sintetizza Barbanente - questo progetto si realizzerà, si sta realizzando». Si tratta del piano di rigenerazione urbana (Pru) per il quale Comune, Regione e Iacp (istituto autonomo case popolari) si erano impegnati nel 2007 immaginando un progetto pilota che ora sperano di replicare in altre zone, come via Giulio Petroni. Pilota, ma ispirato alla stessa filosofia poi codificata nei Pirp (piani integrati di riqualificazione delle periferie): uscire dalla logica del quartiere ghetto e costruire case popolari e di residenza privata, insieme, riqualificando pezzi di città. I soggetti pubblici di questa intesa hanno già iniziato le attività: alcune palazzine vecchie destinate a edilizia popolare sono state abbattute, gli occupanti (52 famiglie) trasferiti nelle nuove, i suoli sui quali riedificare, liberati. Ora sono stati individuati i soggetti privati. Che già come per il Pirp di Japigia sono quattro grossi imprenditori edili, di solito rivali ma che per l’occasione hanno scelto di far fronte comune. Perché per realizzare il progetto servono soldi.

L’associazione temporanea di imprese (capofila ne è la Dec) annuncia il cantiere in attività per l’estate. Un cantiere imponente nel quale troveranno lavoro senz’altro 250 persone direttamente, e probabilmente altre 600 tramite l’indotto. I primi palazzi, per contratto, dovranno essere quelli destinati alle case popolari. Subito dopo toccherà agli altri, dalla cui vendita gli imprenditori traggono il beneficio. Si capisce che con questo meccanismo tutti hanno interesse a lavorare e presto. «Per noi è una sfida - dice Domenico De Bartolomeo, presidente dei costruttori edili - ma è davanti alla sfida che si esalta il ruolo dell’imprenditore». Per Giannini, infaticabile nel cercare di dare risposte al fabbisogno abitativo di Bari, un successo c’è già stato. «Non è stato facile vincere la diffidenza degli abitanti di San Girolamo - racconta - con i quali abbiamo voluto condividere ogni decisione. Noi ci abbiamo creduto, anche quando il primo bando è andato deserto. E’ così che si modernizza la città, non costruendo ghetti. Confidiamo che nessuno, neppure le banche, ora si sottragga».

Adriana Logroscino Dal Corriere del Mezzogiorno

venerdì 11 febbraio 2011

ROMA - Rivoluzione Atac: bigliettaio e più multe



L'AD BASILE VUOLE IL PAREGGIO NEL 2013. PIÙ CONTROLLI PER RECUPERARE 45 MILIONI DI EVASIONE




Il nuovo piano industriale: lotta a chi non paga, tagli alle tessere gratis, via 300 impiegati e manutenzione interna

ROMA - Biglietti a bordo e reintroduzione del bigliettaio. Lotta agli sprechi cominciando dai 210 mila abbonamenti gratuiti. Esubero di 300 «colletti bianchi», 30 dei quali dirigenti. Patrimonializzazione degli asset di Roma Patrimonio, che rientrerà nella «casa madre». Internalizzazione delle manutenzioni, per evitare 700 licenziamenti tra i lavoratori. È il piano industriale 2011-2015 di Atac, presentato ieri al Cda dall'ad Maurizio Basile. Una manovra da 173 milioni, per portare l'azienda fuori dalla crisi: 350 milioni di debiti verso le banche, altri 275 verso i fornitori. Una perdita d'esercizio di 120 milioni, che sarebbe salita a 180, e l'erosione del capitale al di sotto dei limiti normativi: il break even, cioè il punto di pareggio, è nel 2013.

L'aumento del biglietto, per ora, è «congelato». Fosse stato per il nuovo management sarebbe già stato inserito, ma il Comune ha detto no. Le tariffe, però, aumenteranno prima o poi. Non nel 2012, ma dopo forse sì. Il modello di riferimento è francese, la Ratp (l'azienda pubblica dei trasporti) parigina. Dove, secondo i calcoli di Atac, un biglietto costa 1,7 euro contro il nostro euro. E, sottolineano sempre in azienda, il prezzo è fermo da 8 anni. A Parigi, però, il sistema è un po' diverso, con carnet di dieci biglietti a 10 euro e una rete capillare che (con la metro che chiude alle 23) permette di arrivare in tutte le zone dalla città in breve tempo.

Per ora, l'Atac cercherà di recuperare risorse con la lotta all'evasione. Innanzitutto riducendo il tasso di «portoghesi» sui bus: vendita dei biglietti a bordo (dall'autista nelle linee periferiche, con bigliettaio in quelle centrali), maggiori controlli, palmari per redarre le multe evitando così gli errori di forma. L'altra lotta è agli sprechi sugli abbonamenti. L'Atac ha 210 mila tessere gratuite, contro le 150 mila pagate. Una cifra enorme, per varie categorie: over 70, redditi bassi, ma anche forze dell'ordine e anche i vigilantes in divisa. I controlli saranno più rigorosi: il pagamento del chip, la necessità di dimostrare il proprio reddito, l'inserimento del nominativo (e forse della foto) sulla tessera. Con il recupero dall'evasione, l'Atac conta di recuperare 45 milioni di euro. Mentre i soldi per finanziare gli investimenti (900 milioni in 5 anni) arriveranno soprattutto dal riportare in azienda Atac Patrimonio: gli asset non strategici saranno patrimonializzati, venduti, dati in affitto o usati per creare fondi immobiliari.

L'altra azione significativa è sulle manutenzioni, affidate negli ultimi anni a ditte esterne (Ciclat e Amati) con logiche clientelari: questo settore sarà internalizzato, tagliando i ponti col passato. Ma nel futuro, l'idea è un'altra: non più mezzi di proprietà, ma presi in leasing. Per il momento, riportando le manutenzioni in azienda, verranno evitati 700 licenziamenti. Un esubero ci sarà, nelle aree di staff e corporate: su mille, ne andranno via circa 300, 30 dei quali dirigenti. E poi si punterà sull'efficienza, per aumentare la produttività degli autisti: coi sindacati, si cercherà un accordo per ridurre i «tempi morti» e le corse «fuori servizio» che accorciano drasticamente un turno di lavoro da sei ore. La «nuova Atac» vuole avere il controllo su tutto: chiederà di «guidare» la linea C (sulla quale ci sono mire private, delle ditte che la realizzeranno in project financing) e pensa ad un riassetto complessivo del trasporto ferro/gomma, riducendo le corse «perse». Ultima, ma non ultima, la nascita di un customer care per «ascoltare» le necessità degli utenti: sembra assurdo, ma in Atac non c'è mai stato. Il Pd attacca: «Parentopoli la pagheranno i cittadini, con una riduzione delle corse del 20%», dice Mario Di Carlo.

Ernesto Menicucci Dal Corriere della Sera

MILANO - Al posto del teatro arriva l'alta cucina. Lo Smeraldo di Milano si trasforma in Eataly




Addio alle note dei grandi artisti, David Bowie, Miles Davis, addio music hall, Evita, A Chorus Line, Jesus Christ Superstar: il sipario dello Smeraldo chiude per sempre per lasciare spazio agli spaghetti alla chitarra. Eataly, il tempio dell'alta cucina italiana diventato portabandiera dei sapori made in Italy a New York e a Tokio, nel 2012 aprirà i battenti nella sede dello storico teatro di Milano.

Lo ha reso pubblico il fondatore della catena Oscar Farinetti che intende inaugurare il nuovo punto vendita milanese il 25 aprile: una data doppiamente simbolica visto che «Milano si è guadagnata la medaglia d'oro per la Resistenza» e la piazza in cui si affaccia il teatro è intitolata al giorno della liberazione. «Ogni Eataly che apriamo lo vogliamo legare a un valore: qui a Milano sarà ancorato allo spettacolo. Non possiamo uccidere un luogo storico come questo, dove hanno cantato Bob Dylan e Ray Charles: per questo ci sarà sicuramente un palco che ospiterà spettacoli e concerti».

La trattativa con Gianmario Longoni, patron dello Smeraldo, che aveva già annunciato la decisione di abbandonare l'attività, è alle battute finali. «Se non ci saranno intoppi burocratici - ha assicurato Farinetti - apriremo il 25 aprile 2012 con la classica formula di Eataly: mercato, ristorazione e didattica». (L.B.)

Dal Sole 24ore

mercoledì 9 febbraio 2011

MILANO - Ex Falck, la città di acciaio e cristallo





Tanto vetro anche per la stazione. Cantieri aperti nel 2012 e prime consegne nel 2015
Sesto San Giovanni, presentato il progetto dell'architetto Piano: dodici torri di trasparenza



MILANO - Il futuro delle aree ex Falck è condensato in un plastico vista mare. Ieri Renzo Piano nel suo studio affacciato sulla spiaggia di Vesima, riviera genovese, ha illustrato il progetto appena depositato nel Comune di Sesto San Giovanni, presente il sindaco Giorgio Oldrini e l'immobiliarista Davide Bizzi, promotore del megainvestimento. «Trasparenza, trasparenza» ripete l'architetto, come tema dominante di un progetto che - se l'iter amministrativo andrà avanti - impegnerà i protagonisti per dodici anni. Trasparenza «nel fare, perché in questa operazione non ci sono segreti e zone opache» dice Piano e anche in senso molto letterale perché il progetto prevede un grande impiego di vetro (e di acciaio in onore alla memoria dei luoghi).

Trasparenti saranno - per i primi quattro piani - le dodici torri (alte fra i 70 e gli 80 metri, a sezione quadrata di 25 metri per lato) di residenza libera, raggruppate intorno al serbatoio dell'acqua e non più diffuse nell'area, tanto trasparenti da prevedere negli appartamenti anche un «giardino d'inverno». Trasparente sarà in parte la stazione ferroviaria a ponte che scavalcherà i binari e che dovrebbe essere il primo cantiere aperto. «Abbiamo raggiunto l'accordo con le Ferrovie - dice Bizzi - anche se la firma formale non c'è ancora: noi acquistiamo le aree Fs pagandole in parte con la costruzione della nuova stazione che consegneremo chiavi in mano». Tempi previsti: cantieri aperti nel 2012, primo lotto in consegna il 2015, «in tempo per l'Expo» borbotta il sindaco. Il primo lotto comprende la stazione, residenze convenzionate nelle immediate vicinanze, il mercato coperto nell'area Omec, quattro torri, tutto seguendo una diagonale che porta all'edificio del T5, infine le residenze convenzionate e interventi di urbanizzazione nella zona di San Giorgio. Il tutto, fra residenze di diversa tipologia, servizi e spazi commerciali, per 300 mila metri quadri, circa un terzo del piano completo.

Piano generale che si distribuisce così: il 60 per cento residenze (600 mila mq), 100 mila mq attività produttive (indicativamente nel T5, nel settore dell'energia), 33 mila mq ricettivi (un albergo), 116 mila mq commercio e servizi, un plesso scolastico e una piscina nell'area laminatoio, una biblioteca nella torre fumi, un campus in stile universitario nel Bliss, mentre per il T3 si pensa a un uso flessibile dedicato all'arte e alla musica, ma non a un museo che implica costi fissi di gestione. Intorno, un parco pubblico: «piantare alberi, lo sapete - dice Piano - è la mia passione». E aggiunge con appena una punta di polemica «quando me lo lasciano fare».

Quali alberi scegliere, per caratterizzare quest'area? «I lambri o i gelsi» suggerisce il sindaco. Botanici esperti sono già al lavoro. «Vorrei - dice Piano -. che il più presto possibile l'area fosse almeno in parte visitabile, aperta alla gente». Bisogna procedere alle bonifiche, Brizzi accenna a una prossima gara di mercato per affidare i lavori. Quanto agli edifici di archeologia industriale, spiega l'architetto, «non si possono umiliare costruendoci sopra, inglobandoli: l'idea è invece esaltare al massimo le strutture e quegli spazi, quasi mitici, e lavorare al loro interno». Su tutto una visione d'insieme: «Questa - dice Piano - non è periferia, questa è nuova urbanità, la periferia è una questione psicologica più che fisica: qui siamo a sei chilometri dal Duomo».

Erika Dellacasa

Dal Corriere della Sera

ROMA - Settimio Severo riappare all'Anagnina

www.beniculturali.it


Trovate negli scavi sei statue imperiali
Scoperta durante le indagini archeologiche preliminari 
per il piano di zona edilizio: busti e teste ben conservati



I Severi dell’Anagnina. L’imperatore Settimio Severo, sua moglie Julia Domna, i figli dell’imperatore Geta e Caracalla a sua volta imperatore, forse Eliogabalo... Sei eccezionali sculture di marmo del III secolo d.C. forse provenienti dalla villa di un funzionario di alto rango di epoca imperiale sono state ritrovate a Roma nel corso delle indagini archeologiche preliminari alla realizzazione del Piano di Zona Edilizio «Anagnina 1», nel X municipio. Appartengono alla dinastia dei Severi (193-235 dell’era volgare), costituiscono un ritratto dinastico di assoluto interesse. Le statue, tutte a grandezza naturale, erano riverse all'interno di una vasca di pertinenza di una villa romana, nei pressi di un mausoleo già noto.
RITRATTO FEMMINILE - Gli archeologi, guidati da Roberto Egidi responsabile di zona per la Sovrintendenza Speciale Archeologica di Roma , hanno visto inizialmente riemergere dalla terra prima un busto con ritratto e poi due teste ritratto di personaggi maschili della famiglia imperiale dei Severi. A seguire ecco un ritratto femminile della stessa famiglia dei Severi, un altro ritratto di bimba coevo, infine una statua probabilmente di Zeus raffigurato nudo e a grandezza naturale.
Tra i recuperi anche un'Erma arcaizzante a grandezza maggiore del vero. Poi è iniziato un rapido studio sul luogo che ha permesso le prime attribuzioni, studio che dovrà essere ora completato presso il museo delle Terme di Diocleziano.


AL MUSEO DI DIOCLEZIANO - I pezzi andranno infatti ad arricchire il patrimonio del Museo Nazionale Romano e saranno conservati nelle Terme di Diocleziano, dove verranno immediatamente avviati i primi interventi conservativi. I ritrovamenti si inseriscono in un contesto archeologico «'che già in precedenza ha restituito altre pregevoli sculture quali una raffinata testa maschile in terracotta di stile ellenistico, più grande del naturale, un ritratto maschile della fine del I secolo d.C. ed un rilievo marmoreo, riutilizzato nelle murature, raffigurante un Galata morente di un tipo iconografico ben noto dai rilievi pergameni».
Visto l'attuale stato delle ricerche, è difficile al momento, sottolineano i tecnici, stabilire «l'originaria collocazione e destinazione delle sculture, solo in via ipotetica ricollegabili al complesso residenziale che le accoglie e che manifesta successive fasi edilizie delle quali la più recente databile nel III secolo d.C.».
FUNZIONARIO D'ALTO RANGO - La presenza di ritratti ascrivibili, ad un primo esame, a membri della dinastia dei Severi, aggiungono alla Sovrintendenza archeologica, «farebbe pensare che l'ultimo proprietario della villa potrebbe essere stato un funzionario di alto rango legato alla famiglia imperiale». E concludono: «L'esistenza di un mausoleo di epoca tardo-imperiale adiacente l'impianto rafforza tale ipotesi stante la consuetudine, frequentemente documentata a partire dal II-III secolo d.C., di seppellire il proprietario accanto alla sua dimora».

Paolo Brogi

Dal Corriere della Sera

martedì 8 febbraio 2011

NAPOLI - Un basamento nuovo per Santa Chiara





Parte il progetto di restauro e pulizia
Dopo anni di incuria il complesso monumentale nel centro storico della città sarà ripulito da scritte e disegni



NAPOLI - Si è tenuta stamane nella sala delle Esposizioni del chiostro di Santa Chiara la conferenza stampa di presentazione del progetto di restauro e pulizia del basamento del campanile del complesso monumentale deturpato da scritte fatte con la bomboletta spray. Sono intervenuti, tra gli altri: il presidente della seconda municipalità Alberto Patruno, l'assessore comunale al Recupero urbano Pasquale Belfiore, l'europarlamentare Andrea Cozzolino, padre Agostino Esposito e padre Salvatore Vilardi dell'Ordine dei Frati Minori di Santa Chiara e i rappresentanti della Soprintendenza.

Un intervento che giunge dopo alcuni anni di immobilismo e reso possibile grazie all'impegno della municipalità, della Soprintendenza per i Beni architettonici di Napoli e Provincia. È quest’ultima, difatti, ad aver stanziato i fondi per la realizzazione del progetto che, in questo modo restituirà al quartiere ed a tutta la città un patrimonio artistico troppo a lungo sottratto per incuria ed abbandono. Il basamento in marmo del campanile di Santa Chiara, unico elemento della struttura originaria che risale al 1329, sarà così ripulito dalle innumerevoli scritte da cui è stato imbrattano nel corso degli anni e sottoposto ad un'accurata opera di restauro da parte dei tecnici della Soprintendenza e della ditta Ambra restauri srl.

Luca Mattiucci  dal Corriere del Mezzogiorno

lunedì 7 febbraio 2011

ROMA - Via Fermi e il parcheggio interrato


Immagine www.paconline.it

Fra le polemiche partono i lavori
Previsto un boulevard stile Ramblas sopra i posti auto: 400, di cui ben 220 a rotazione. Parte lo spostamento dei platani. Gli ambientalisti: meglio la tramvia


 Il futuro è un boulevard, una passeggiata con nuovi alberi e con un parco giochi per bambini. Il modello che ha ispirato il progetto: le Ramblas di Barcellona. Per il momento, però, nei confronti del nuovo parcheggio interrato di via Enrico Fermi nel quartiere Marconi, al di sopra del quale dovrebbe sorgere il boulevard, vi sono manifestazioni e polemiche. L'ultima quella di Legambiente che ha fatto partire proprio da questo luogo la campagna «Mal'Aria» 2011: l'associazione ambientalista è convinta che più che di nuovi posti auto nella zona è necessaria la tramvia lungo viale Marconi. E soprattutto gli ambientalisti temono che i platani, che attualmente occupano la zona centrale della strada e che dovranno essere ripiantati all'incirca 60 metri più in là lungo le rive del Tevere, non sopravvivano allo spostamento.
I lavori partono questa settimana, quando, alla presenza di un esperto di botanica (l'agronomo Franco Milito seguirà personalmente le operazioni), si inizierà proprio dai platani: verranno potati in modo da essere ripiantati al termine della via dove, nello spazio verde che precede le sponde del fiume, verrà creato un nuovo parco dotato di un'area giochi per i bambini e di un'area destinata ai cani. La Cam srl, la società che costruirà questo parcheggio interrato che prevede 180 posti auto pertinenziali e 220 a rotazione (per la prima volta nella costruzione di un Pup sono di più i posti auto a rotazione che i box) si è impegnata, infatti, ad avviare una riqualificazione dell'area in prossimità della struttura con la costruzione di ampi marciapiedi, con nuove alberature e spazi verdi. Un progetto che si inserisce in un più vasto programma di riqualificazione urbana e che interessa tutto il quartiere Marconi, all'interno del quale sono previsti la realizzazione del parco Papareschi, del ponte della Scienza e la riqualificazione di piazzale della Radio. Una zona dove, secondo i calcoli del comune, c'è una carenza di circa 2.800 posti auto.

Anche per questo sul progetto del parcheggio di via Fermi sono d'accordo sia destra che sinistra, sia l'amministrazione capitolina che quella municipale, nonostante le differenze politiche. «Quel parcheggio - afferma il presidente del XV municipio Gianni Paris - interviene su un'area fortemente degradata dove più della metà dei parcheggi in superficie sono inadeguati. È un'opera che ho ereditato dall'amministrazione capitolina ma sulla quale sono intervenuto: su richiesta del municipio ci sarà alla fine della strada l'area giochi per bambini e l'area per portare a passeggio i cani. E ho avuto tutte le garanzie dal X dipartimento, dall'assessorato all'Ambiente, che l'esperimento di trapianto dei platani possa riuscire: dovrebbe essere concluso in una settimana e tutto a spese della società costruttrice. E la risistemazione sarà bellissima». Il presidente del XV municipio annuncia anche che verrà aperto anche il parcheggio sotterraneo nella parallela via Blaserna: l'amministrazione capitolina l'aveva in un primo tempo affidato all'Atac , ma la società dei trasporti non avrebbe avuto troppo interesse nella gestione anche di questo parcheggio. «Adesso - afferma Gianni Paris - i miei uffici stanno predisponendo il bando per la gestione, secondo le tariffe del Campidoglio a un euro l'ora».

Lilli Garrone - Dal Corriere della Sera

venerdì 4 febbraio 2011

PALERMO - La Regione apre le porte dei monumenti ai privati: pubblicati bandi per la gestione





TRA LE PROVINCE PIU' RICCHE DI BENI DA ASSEGNARE QUELLA DI MESSINA



48 i siti all’asta: ad Agrigento si assegnano la Valle dei Templi, il Museo Archeologico e la casa di Pirandello

PALERMO - La Regione riapre le porte ai privati per la gestione dei beni culturali della Sicilia. Imprenditori e società interessate avranno tempo fino al 3 marzo per redigere e presentare i progetti per il rilancio di musei e zone archeologiche. Oggi la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dei bandi che sono stati firmati dall’assessore Uccio Missineo.

I 48 siti all’asta sono divisi in 14 lotti. Particolarmente appetibile quello di Agrigento, che oltre alla Valle dei Templi assegna il Museo Archeologico, la Casa museo di Luigi Pirandello e l’area archeologica e l’antiquarium di Cattolica Eraclea. Solo la Valle dei Templi, secondo una stima dell’Assessorato, vanta una media nell’ultimo triennio di 2.8 milioni di incassi all’anno.

Le province più ricche di beni da assegnare sono quelle di Messina, con quattro lotti che comprendono tra gli altri il teatro di Taormina, l’area archeologica di Patti e quella di Tusa; e Palermo, con tre lotti comprendenti tra gli altri il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, il castello della Cuba., il convento della Magione, la Galleria di Palazzo Abatellis, il museo regionale Palazzo Mirto, il Duomo e il chiostro di Monreale, e alcuni dei più bei castelli della provincia. A Siracusa andranno ai privati l’Orecchio di Dionisio e il Teatro greco, con un incasso di 2.2 milioni annui. Mentre nel trapanese gli interessati potranno aggiudicarsi la gestione della zona archeologica di Segesta, con 1.1 milioni di incasso, e quella di Selinunte, con 974 mila euro di incasso. E poi ci sono Caltanissetta e Ragusa. Il meccanismo della gara è su più voci economiche, che garantiranno entrate certe alla Regione, e chi si aggiudicherà la gestione dei lotti potrà gestire i beni monumentali in modo più ampio di quanto consentito finora, organizzando manifestazioni e anche eventi culturali, spettacoli in notturna e attività didattiche.

Fonte Italpress dal corrieredelmezzogiorno

giovedì 3 febbraio 2011

MILANO - Corsia preferenziale per la 92, il cantiere aprirà a fine aprile Previsti due anni di lavori: via chioschi, edicole e parcheggi.


L'edicola fra corso XXII Marzo e viale Piceno sarà spostata nella vicina piazza Emilia



Da rimuovere rotatorie appena realizzate, edicole e l'antica fontana. In totale saranno 3 chilometri e mezzo di corsia riservata

È riaffiorato all’improvviso. Dopo tre anni di gestazione, ripensamenti, fondi stanziati e spesso dirottati altrove, partirà finalmente il progetto di corsia preferenziale per la filovia 92 da piazza Cappelli a via Piccinni. Avvio dei lavori a fine aprile, secondo Metropolitane Milanesi, giusto il tempo di scegliere quale tra le 33 imprese che hanno partecipato alla gara ha i requisiti necessari ed effettuare le verifiche tecniche. Una successiva tranche di interventi, in partenza non prima del 2012, interesserà il tratto da piazza Cappelli fino all’incrocio con via Tertulliano, per ricongiungersi con la corsia già attiva oggi per la linea 90. Una volta terminati i lavori, entro due anni, lungo la corsia viaggeranno anche taxi, auto autorizzate e moto, come già avviene oggi sui tratti già attivi.

I cantieri metteranno provvisoriamente nel caos la circolazione lungo i due chilometri e mezzo del primo intervento; viale Umbria, viale Piceno, viale dei Mille e viale Abruzzi soffriranno per il deficit di parcheggi. Quasi tutta la parte centrale dei viali infatti è oggi utilizzata dalle auto in sosta libera, mentre la filovia corre su una teorica corsia dedicata, adiacente al marciapiede e facilmente invasa da macchine e furgoni in divieto. Secondo quanto confermato da Mm sarà il parterre centrale a essere subito smantellato, mentre solo in seguito si penserà a risistemare i marciapiedi, che saranno rimpiccioliti in molti punti per far spazio a posti auto (liberi) disposti a lisca di pesce.

Inascoltata la mozione che il consiglio di Zona 4 aveva presentato già tre anni fa alla commissione Territorio con la richiesta di destinare ai residenti alcuni parcheggi nell’area ex stazione di Porta Vittoria, pronti entro il 2014, prima di iniziare i lavori sulla corsia preferenziale: «La congestione del traffico ora sarà insopportabile — spiega Pierangelo Tosi, rappresentante dei Verdi in zona — per non dire di quei seppur brevi tratti di ciclabile lungo viale Piceno e viale dei Mille che scompariranno. In fondo si spenderanno 16 milioni di euro solo perché non si ha il coraggio di multare seriamente chi parcheggia lungo l’attuale tragitto del filobus». 

I primi a sacrificarsi in nome della filovia saranno le tre edicole e i tre chioschi di fiori e bibite collocati lungo tutto quel lungo serpentone che verrà spazzato dalle ruspe. «La mia edicola è qui dal 1928, quando i miei nonni l’aprirono» spiega Anna Ciceri, il cui chiosco è all’incrocio tra corso XXII Marzo e viale Piceno: per lei si tratterà di uno spostamento di pochi metri, sul marciapiede che costeggia piazza Emilia. Più problematica la risistemazione della fontana dell’Acqua Marcia, costruita nel 1929 e soffocata oggi in quel tratto affollato di auto parcheggiate.

Per la fonte Mm, in accordo con l’assessorato alla viabilità, ha in progetto la collocazione in mezzo ai giardini di piazza Emilia. Presto verranno smembrate anche tutte le rotatorie realizzate negli ultimi due anni lungo i viali interessati: vita davvero breve per loro, basti pensare che la rotatoria di piazza Cappelli, con la sua decina di nuovi alberi in dotazione, è stata costruita non più di tre mesi fa ed è già a rischio demolizione, per far passare i nuovi ingombranti ecofilobus verdi. 



La Repubblica

TORINO - Rinascita verde a Porta Nuova così sarà la stazione del futuro








Partirà entro un paio di mesi il cantiere di Grandi Stazioni intorno a Porta Nuova: il restyling ridisegnerà l'aspetto esterno della zona, con la realizzazione dik parcheggi sotterranei, viali alberati su via Sacchi e via Nizza, giardini, aiuole, posteggi per le biciclette e piste ciclabili. L'intervento, caratterizzato da un taglio anche di tipo ecologico, durerà un paio d'anni e sacrificherà poche piante: in particolare saranno salvati i tre ippocastani storici per i quali si era mobilitata l'opinione pubblica

Da La Repubblica

FIRENZE - L'auditorium procede spedito





L'auditorium procede spedito
ma resta l'incognita dei fondi




Trecento operai e tecnici esperti, ogni giorno, sul cantiere fino alle 23. Il nuovo parco della musica prende forma ma rimane il rebus dei finanziamenti per completare l'opera: mancano all'appello 88 milioni di euro


Trecento operai e tecnici esperti, ogni giorno, sul cantiere fino alle 23. Dalle 8 alle 16 gru montate. Il nuovo parco della musica prende forma a ritmi incredibili: in soli dieci mesi sono stati tirati su 58 dei 76 metri totali della struttura. Si nascondono dietro l'area di cantiere vicino alla Leopolda, e fa un certo effetto scoprirli durante il sopralluogo della commissione urbanistica di Palazzo Vecchio. La corsa all'inaugurazione della sala grande, il 21 dicembre, è per ora nei tempi previsti. Ma rimane il rebus dei finanziamenti per completare l'opera: mancano all'appello 88 milioni di euro. La visita al cantiere parte proprio da quella che diventerà la piazza di fronte all'ingresso dell'auditorium. Per il momento non esiste ancora un progetto, che dovrà essere fatto dal Comune, ma già si può immaginare uno spazio per la città grande due volte piazza della Repubblica.

La struttura esterna si intravede dietro le impalcature e le gru, compreso l'arco scenico che diventerà il più alto d'Europa, togliendo il primato al teatro di Napoli. L'opera aveva una base d'asta di 80 milioni di euro. Ma i costi sono lievitati fino a 236 milioni di euro a causa dell'adeguamento alla nuova normativa sismica, le spese inattese del conferimento delle terre e gli spazi funzionali al teatro richiesti successivamente che hanno portato a un ulteriore scavo di 6 metri. Tutta l'opera è divisa in due stralci, uno finanziato e l'altro no. Il primo, per un totale di 156 milioni di euro (74 milioni dallo Stato, 42 milioni dal Comune di Firenze e 40 milioni di euro dalla Regione Toscana), è quello che dovrà essere completato entro il 21 dicembre. Comprende il completamento di tutta la struttura esterna delle due sale, le finiture della sala grande, alcuni camerini e spazi interni per le scene, la caffetteria e l'ingresso. Al momento mancano da realizzare 15 metri della torre scenica e la copertura di tutto il teatro che sarà completata entro il 31 marzo. Anche se si vorrebbe terminare per il 17 marzo, la festa del Tricolore, in modo da alzare la bandiera italiana sul tetto, come ha annunciato il sindaco Renzi.

Il 21 dicembre per il concerto dei 150 anni dall'Unità d'Italia sarà pronta la sala grande (1840 posti) ma soltanto per funzioni concertistiche. Sarà nel secondo stralcio di lavoro che potranno essere completati gli allestimenti per la lirica, con un sistema per il cambio di scena, e completata la sala più piccola (1000 posti). Il problema rimangono comunque i finanziamenti: 88 milioni di euro. Intanto il cantiere lavora super controllato, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Ogni operaio entra attraverso un badge e il lavoro è organizzato per squadre, secondo il metodo della squadra verticale, ovvero nessuno lavora da solo ma sempre in presenza di colleghi e un responsabile. Metodo che ha fatto sì che gli incidenti sul lavoro siano stati pochi e di lieve entità. Anche le gru lavorano tutte coordinante, quelle principali via radio e le altre prendono ordini soltanto da una persona incaricata.

Federica Sanna dal Corriere Fiorentino
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