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giovedì 19 maggio 2011

ROMA - Metrò: verso il calvario dell'estate 2011 linea A chiusa e «spezzata» per un mese


Trenta giorni di stop ai treni fra Termini e Colli Albani per completare le infrastrutture del nodo di scambio con la «C» a San Giovanni. E continua il blocco dalle 21


Disagi e ritardi: per i pendolari e i turisti in viaggio sulla linea A della metropolitana romana si prospetta un’estate difficile: 32 giorni di passione, causa cantieri. Perché per realizzare i lavori della nuova stazione di San Giovanni, dove avverrà lo scambio con la nuova linea C - che sarà al di sotto dell’attuale percorso della metropolitana numero uno - la società di gestione sarà costretta ad osservare un intero mese di chiusura su un lungo tratto del percorso. Si tratta della sezione che va da Termini e Colli Albani, chiusa dal 30 luglio al 29 agosto, e per i primi 5 giorni si tratterà di un chiusura totale che va a sommarsi alla chiusura serale alle 21 tuttora in vigore.


«IMPATTO CONTENUTO» - Come ha annunciato l’assessore alla Mobilità è stato scelto il periodo di agosto, perché considerato quello di minore impatto sugli spostamenti dei cittadini. Così Roma Metropolitane adesso fa sapere che il nuovo programma lavori del cantiere presso la stazione San Giovanni «obbligherà una variazione di esercizio della Linea A». Anche in relazione ai servizi sostitutivi da effettuare con mezzi di superficie, «si è convenuto – prosegue la società che gestisce le metropolitane - il blocco debba riguardare il periodo compreso tra il 30 luglio e il 29 agosto con ripresa dell’esercizio il 30 agosto, quindi con il minimo impatto possibile sulla mobilità».

DUE TRONCONI A FASI ALTERNE - Una chiusura in due fasi, su due distinti tronconi, che avrà l’apice nei primi giorni di agosto. Perché dal 1° al 5° giorno (30 luglio-3 agosto) ci sarà la chiusura totale dell’esercizio della Linea A da Anagnina a Termini; dal 6° al 31° giorno (4-29 agosto) chiusura completa della tratta Furio Camillo-Termini, ovvero riapertura all’esercizio della tratta Anagnina-Colli Albani; dal 32° giorno (30 agosto) riapertura totale all’esercizio della Linea A nell’intera sua lunghezza.
Resta poi invariata la chiusura serale alle 21.00 dell’intera Linea A, già in corso, in virtù della quale si stanno eseguendo i micropali di fondazione su cui saranno montati gli impalcati di sostegno dei binari. «L’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità, Atac e le UITS del I° e IX Gruppo di Polizia Municipale definiranno il piano dei servizi sostitutivi del trasporto pubblico – spiega ancora Roma Metropolitane - corredato degli interventi agli itinerari e alle fermate in grado di garantire fluidità e sicurezza dell’esercizio».

LINEA SPEZZATA IN DUE - Traduzione: per quasi tutto il mese di agosto la linea “A” sarà praticamente spezzata in due; da Mattia Battistini si arriverà con facilità fino a Termini, ma poi saranno dolori. Perché fra la principale stazione ferroviaria capitolina e Colli Albani si potranno prendere solo le «navette» prima di risalire sui treni a Colli Albani.
«L’impatto sui cittadini visto il mese sarà minimo», è fiducioso Antonello Aurigemma: ma visti i tempi di crisi e le tendenze degli ultimi tempi a non andare in vacanza non è detto che sarà proprio così.

DUE PONTI SOTTERRANEI - Impegnativi i cantieri a San Giovanni, dove «sarà realizzata la stazione della Linea C sotto quella della Linea A – spiega Roma Metropolitane - sono in corso lavori con lo scopo di realizzare due ponti sotterranei metallici di sostegno dei binari della esistente Linea A che consentano di realizzare le lavorazioni della Linea C al di sotto di essi senza provocare alcun cedimento dei binari stessi».
In particolare, gli interventi da eseguire sono: montaggio dei ponti di sostegno di entrambi i binari, pari e dispari, della Linea A; interventi di impermeabilizzazione delle calotte di galleria della Linea A. Per questo la fase finale dei lavori rende necessario attuare la chiusura della stazione e la sospensione del transito ferroviario: ma grazie alle soluzioni tecniche adottate è stato possibile contenere l’interruzione a 30 giorni rispetto alle previsioni iniziali di 45 giorni.

Lilli Garrone  dal Corriere della Sera

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