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sabato 30 gennaio 2010

SALERNO - A Ravello arriva l'auditorium delle polemiche


L'opera dello scultore Niemeyer inaugurata dopo anni di scontri tra intellettuali e ambientalisti e ricorsi legali. Ha 400 posti


Guarda il mare l'Auditorium «Oscar Niemeyer». Ed è quasi a metà tra il cielo e la terra. Ci sono voluti dieci anni per realizzarlo. Ci sono volute polemiche, petizioni, battaglie legali, nella perenne sfida tra chi aspira a lasciare un segno nel paesaggio e chi vorrebbe conservarlo perennemente immutato.
Ora è stato inaugurato. E il colore bianco, le curve disegnate dall'architetto brasiliano tra i più noti al mondo, sono entrati in tutto e per tutto a far parte della Costiera Amalfitana.
È lunga la storia dell'Auditorium: da un lato c'erano l'allora amministrazione comunale, la Regione Campania che volevano dotare Ravello di una struttura che fosse in grado di ospitare eventi musicali e non, anche in inverno e non solo durante i mesi estivi, come avveniva in occasione del Festival musicale. Dall'altro gli ambientalisti, in particolare Italia Nostra, che sostenevano che con l'opera veniva violato l'ambiente. È nel 2003 che scoppia il caso, quando 160 intellettuali, firmarono un manifesto in difesa della struttura. Remo Bodei e Massimo Cacciari, Roman Vlad e Sylos Labini, tra gli altri, intesero attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla decisione che il Tar avrebbe dovuto prendere nel gennaio 2004 in merito alla prosecuzione dell'opera o alla sua interruzione. L'ombra degli intoppi legali sulla vicenda erano comparsi quando i proprietari del terreno, dove sarebbe dovuto sorgere lo stabile, decisero di ricorrere al Tar dopo che il progetto aveva superato l'iter amministrativo e burocratico. Vennero affiancati dagli ambientalisti di Italia Nostra. E da allora iniziarono anni di battaglia. Fino a ora, quando il nastro dell'inaugurazione è stato finalmente tagliato.
Niemeyer ha pensato a tutto, ai dettagli. I colori delle poltrone sono diversi l'uno dall'altro: ognuno riporta una diversa sfumatura di blu. Tutto insieme sembra un'onda del mare. E poi, sul lato destro un enorme oblò: si vede il cielo. E poi davanti alla platea, il mare. Domenico De Masi, presidente della Fondazione Ravello, la storia dell'Auditorium l'ha seguita tutta. E oggi quasi sorride ripensando alle polemiche. «Sono stati anni di ottimismo - dice - un pò come la gestazione, difficile ma alla fine arriva il figlio e tutto si dimentica». Si augura, De Masi, che l'Auditorium «porti felicità». Intanto «ce l'abbiamo fatta, la difficile sfida è stata vinta», esordisce il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino: «È la dimostrazione che si può fare grande architettura anche in un luogo delicato, storico come Ravello».
Quattrocento posti a sedere, 107 posti auto, un costo di 18,5 milioni di euro, sale di registrazione, sale prove, camerini, un palco di 167 metri quadrati. È tutto questo e anche di più l'Auditorium che ospita per la prima serata il gala di danza della Escola do Teatro Bolshoi no Brasil.
All'inaugurazione Oliviero Toscani scattava foto («sono felice e commosso») mentre Josè Sussekind, tra i più stretti collaboratori di Niemeyer raccontava di come l'architetto - 102 anni - sia stato felice del risultato. Domani e domenica incontri, dibattiti, concerti alterneranno Lucio Dalla, Salvatore Accardo, all'orchestra del teatro San Carlo, tra gli altri. Insomma l'Auditorium inizia a vivere. E lo farà non smettendo mai di guardare il mare.


Il Giornale

NAPOLI - Napoli Piazza Amedeo: inaugurata la mostra "Dalla leggerezza del Liberty alla leggerezza delle Vele


Napoli, 29 gen. - (Adnkronos) - ''Dalla leggerezza del Liberty alla leggerezza delle Vele''. Questo il titolo della mostra inaugurata ieri negli spazi espositivi della fermata metropolitana di Piazza Amedeo a Napoli. L'esposizione e' composta da plastici e disegni realizzati da studenti della Facolta' di Architettura dell'Universita' Federico II di Napoli per un'ipotesi di restyling della pensilina esterna della stazione.

Lo studio conferma il grande interesse verso il mondo ferroviario e in particolare per gli aspetti legati all'ideazione, come in questo caso, di soluzioni architettoniche ed urbanistiche innovative. Il Gruppo Fs ha accolto favorevolmente la proposta del docente universitario per l'allestimento di un'esposizione dei migliori progetti realizzati dai suoi allievi, proprio nei luoghi oggetto dello studio. La mostra potra' essere visitata liberamente fino al prossimo 28 febbraio.

venerdì 29 gennaio 2010

GENOVA - Il vecchio silos si trasforma in polo culturale





Recuperare il complesso dell'Hennebique non solo per riqualificare l'area urbana del porto di Genova, ma per ottimizzare il rapporto tra l'attività industriale e il turismo. Sono questi gli ambiziosi obiettivi che si pone il progetto «Cimento» per l'ex silos granario: un consorzio guidato da Reer ha già pronto il progetto da presentare alla gara d'appalto che l'Autorità portuale si prepara a lanciare nelle prossime settimane. Secondo il piano ideato e coordinato da Carlo Guglielminetti, i 30mila metri quadrati dell'Hennebique saranno ristrutturati e modificati per accogliere diverse iniziative nel campo dell'innovazione tecnologica, della logistica e del turismo. Distribuiti su sei piani - sette se si include il sotterraneo - troveranno spazio parcheggi, negozi, uffici, musei, spazi espositivi, un albergo e dei punti di ristoro: «Nato 110 anni fa per la lungimirante e coraggiosa sfida degli imprenditori portuali e delle istituzioni genovesi - spiega Guglielminetti - l'Hennebique rinasce oggi con contaminazioni stimolanti tra energia e cioccolato, teatro e logistica, suq e scienza futura». Il progetto infatti prevede diverse iniziative che hanno come comune denominatore l'interattività. Un intero piano sarà dedicato a Energylab, un museo dell'energia che con un taglio rigorosamente scientifico affronterà il tema della produzione energetica tramite fonti sia tradizionali sia nuove.


Ampio spazio sarà dato a Logisticlab, un'area che ha come obiettivo illustrare le più avanzate soluzioni tecniche nel campo della logistica, dallo shipping ai servizi turistici innovativi; ci sarà poi il museo del cioccolato e quello della pace, mentre lo spazio espositivo della Casa dell'immigrato andrà a integrare la mostra permanente sull'emigrazione italiana ospitata dal museo del mare. L'esperienza artistica e organizzativa di Carla Peirolero, fondatrice dell'associazione Chance specializzata nella gestione di manifestazioni culturali, sarà utilizzata per l'area dedicata al Mediterraneo-Suq: uno spazio polifunzionale pensato per far coesistere differenti proposte di cucina etnica e regionale, artigianato solidale e offerte formative per bambini e studenti. Per migliorare l'accoglienza turistica il progetto poi prevede la costruzione di un albergo a tre stelle con almeno ottanta camere.
Ma arriviamo ai numeri. I tempi di realizzazione dovrebbero aggirarsi intorno ai tre anni, mentre l'investimento necessario per il piano di recupero studiato con gli architetti dell'Agenzia di Architettura 5+1 è di circa 75 milioni di euro: a fronte di una spesa di gestione di quasi 17 milioni di euro l'anno, i ricavi attesi sono di almeno 19 milioni. «È già stato manifestato interesse nei confronti dell'iniziativa da parte di diverse aziende - fa sapere Guglielminetti - tra cui il gruppo Msc».
Il progetto è pronto dunque per partecipare alla gara d'appalto, sui cui tempi però non c'è ancora nulla di definito: gli organizzatori di Cemento si aspettano un annuncio da parte dell'Autorità portuale nel giro di poche settimane, ma la data precisa resta da fissare. L'Hennebique, rimasto inutilizzato per più di trent'anni, è stato più volte al centro di progetti di rilancio, tutti non portati a termine o addirittura mai iniziati: come l'idea di trasferire nella zona portuale la facoltà di ingegneria, pensata dall'Università di Genova quando aveva in concessione l'area.

Da il Giornale

MILANO - Expo, cambia il progetto









Expo, cambia il progetto
per il 2015: ecco come sarà
Una distesa di campi coltivati e coperti da tende: così appariva il primo disegno di Expo. Un’idea iniziale, quella dell’orto globale, che adesso sta diventando un progetto sempre più concreto. E che sta trasformando in realtà gli spazi necessari per accogliere, far muovere, mangiare e divertire i visitatori del 2015. Il disegno rimane quello: leggero, ecologico. Ma accanto ai campi e alle serre con i climi di tutto il mondo, a Rho-Pero stanno spuntando anche padiglioni costruiti

Da La Repubblica

giovedì 28 gennaio 2010

MILANO - Milano chiude per smog Auto, domenica è stop totale


SEDICI GIORNI DI SFORAMENTO DEI LIMITI UE: INCONTRO CON FORMIGONI, MORATTI E PROVINCIA Domenica blocco totale del traffico Vertice in Regione sullo smog In discussione provvedimenti su Ecopass e riscaldamenti. Formigoni: un milione per i controlli

Blocco totale del traffico domenica dalle 10 alle 19: è la prima misura d'urgenza decisa nel vertice tra Moratti, Formigoni e il rappresentante della Provincia. Lo smog non dà tregua a Milano: anche martedì le polveri sottili sono rimaste sopra i limiti di guardia, con una concentrazione di 93 microgrammi per metro cubo. Si tratta del sedicesimo giorno consecutivo di sforamento (dall'11 gennaio) dei limiti europei che fissano a 50 microgrammi il livello di guardia. Dall'inizio dell'anno i giorni di sforamento sono stati 20. Ed ecco quindi la decisione del blocco totale del traffico domenica, decisa durante il vertice in corso al Pirellone tra i responsabili di Comune, Provincia e Regione.
LA DECISIONE - «Confermando che la città di Milano ha messo in atto misure strutturali che hanno dato risultati importanti in questi anni e su cui intendiamo proseguire - ha spiegato Letizia Moratti - abbiamo concordato con il presidente Formigoni e il presidente Podestà una riunione giovedì mattina, alle 9 presso la Regione Lombardia, per valutare insieme quali ulteriori misure rafforzative possiamo prendere, sia come incentivi sia come disincentivi, per rafforzare le nostre politiche di lotta all'inquinamento». In realtà Podestà non può partecipare, perché è in viaggio ad Auschwitz con 600 studenti delle scuole superiori: è l'assessore ai Trasporti, Giovanni De Nicola, a presentare i suggerimenti della Provincia, che includono la proposta di «tornare a pulire più spesso le strade, visto che le polveri sottili si sollevano».

LA QUESTIONE ECOPASS - È probabile che nel vertice si discuta anche dell'ipotesi di estendere eccezionalmente il pagamento dell'Ecopass ai veicoli diesel e benzina oggi esentati. Una misura, questa, da giorni sollecitata dagli ambientalisti e che troverebbe d'accordo anche il sindaco Moratti, ma che sconta la ferma opposizione di larghe fasce del Pdl: nel dicembre scorso si era concordato che ogni riflessione sul destino dell'Ecopass sarebbe stata affrontata ad aprile, dopo le elezioni regionali.

IL RISCALDAMENTO - La Moratti ha raccolto con favore l'appello lanciato dal ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo sulle colonne del Corriere della Sera ad abbassare i riscaldamenti per ridurre l'inquinamento atmosferico. «Per quanto riguarda gli edifici del Comune stiamo lavorando, ma per quanto riguarda le altre situazioni noi non abbiamo competenze». Letizia Moratti ha comunque voluto rimandare a dopo il vertice ogni annuncio sulle nuove misure. Tra queste potrebbe quindi esserci anche un abbassamento delle temperature negli edifici pubblici e in quelli privati.

REGIONE: UN MILIONE PER I CONTROLLI - «Se vogliamo abbassare i limiti di inquinamento dell'aria occorrono milioni di comportamenti diversi e virtuosi da parte di tutti noi», è l'appello del presidente della Regione Formigoni. «Il riscaldamento nelle abitazioni e negli uffici va tenuto a 20 gradi, le auto più inquinanti non possono circolare per sei mesi e la legna non può essere bruciata sotto i 300 metri», ha aggiunto. Proprio per far rispettare le misure strutturali che la Regione ha messo in campo, il Pirellone ha dato il via libera a uno stanziamento speciale di un milione di euro. Sempre per giovedì la Regione Lombardia ha convocato un incontro con i sindaci dei Comuni lombardi che fanno parte dell'area più critica in fatto di inquinamento: nel corso della riunione il Pirellone illustrerà come sarà possibile, per gli enti locali stessi, «accedere allo stanziamento di un milione di euro da utilizzare per pagare gli straordinari ai vigili affinché eseguano i controlli su strade, in case e negli uffici».

INCENTIVI E BLOCCHI - Il presidente della Regione ha affermato: «La Lombardia è la regione al mondo che mette in campo le misure strutturali più significative» come, per esempio, ha ricordato, la distribuzione di 104 milioni di euro ai privati cittadini per cambiare il loro parco auto. Gli effetti degli incentivi, secondo i dati forniti da Formigoni, «equivalgono a 53 domeniche di blocco totale del traffico. Questo significa che non è vero che non facciamo più il blocco totale del traffico o le domeniche a piedi, ma lo facciamo in maniera significativa, cambiando la qualità delle auto che circolano nelle nostre città». I blocchi del traffico e delle targhe alterne, per Formigoni, «competono ai Comuni e noi saremo comunque al fianco delle decisioni che i sindaci assumono, anche se la nostra azione si è concentrata da anni su provvedimenti strutturali». Secondo il governatore lombardo, infatti, l'inquinamento, come il surriscaldamento del pianeta, «sono problemi di lunga durata che vanno però affrontati con realismo, non con chi la spara sempre più grossa. L'inquinamento c'e, tanto che le politiche ambientali sono nel nostro programma, ma gli diamo la giusta misura».

Dal Corriere della Sera

mercoledì 27 gennaio 2010

MILANO - Memoriale della Shoah. Posata la prima pietra






Moratti: "Un luogo per onorare le vittime dell'Olocausto e per non dimenticare la tragedia della deportazione e dei campi di sterminio". Esposti i vagoni che da Milano partirono alla volta di Auschwitz-Birkenau e Bergen-Belsen il 30 gennaio 1944

Milano, 26 gennaio 2010 – “Una pietra, la prima, per rendere omaggio alle tante vittime della Shoah, per celebrare il valore assoluto della persona rispetto al buio della ragione, per non dimenticare la tragedia della deportazione e dei campi di sterminio". Con queste parole il Sindaco Letizia Moratti ha presto parte alla cerimonia di posa della prima pietra del Memoriale della Shoah, che si è tenuta questa mattina nei pressi del Binario 21, dove sorgerà il Memoriale della Shoah di Milano.

All’incontro, presieduto da Ferruccio de Bortoli e Mauro Moretti, rispettivamente presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, sono intervenuti anche Roberto Jarach, vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, e Giovanni Maria Flick, presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma e presidente emerito della Corte Costituzionale. Tra gli altri anche il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni e la scrittrice Liliana Segre, tra i pochi sopravvissuti ai campi di sterminio.

Ferruccio de Bortoli, dopo aver letto il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha voluto condividere una riflessione sul senso di questo Memoriale: “Se oggi siamo qui – ha detto – è perché vogliamo costruire una memoria vivente scongiurando il pericolo di una rimozione del passato, non una memoria che scivoli nella retorica.

Questo Memoriale sarà una struttura vivente, un luogo di studio, un luogo di scambio, per discutere, capire e meditare. E avrà uno spazio del silenzio, aperto alla preghiera di ogni fede, nel rispetto reciproco". Per l’occasione, i vagoni che da Milano partirono alla volta di Auschwitz-Birkenau e Bergen-Belsen, il 30 gennaio 1944, sono stati esposti questa mattina in via Ferrante Aporti (al numero civico 3).

Lo stesso luogo da dove ebbe inizio la deportazione degli ebrei milanesi. L’esposizione dei due vagoni, simbolo di un progetto unico in Europa che affianca la memoria storica allo studio, alla ricerca e al confronto, coincide con l’avvio ufficiale dei lavori del Memoriale che verrà realizzato proprio negli spazi sottostanti al Binario 21.

“Dal luogo buio della nostra storia – ha sottolineato il Sindaco –, oggi il Binario 21 con il Memoriale della Shoah diventa simbolo di luce, di speranza e di libertà. Luogo di memoria e di incontro, una presenza viva nell’anima di Milano e un’opportunità, in particolare per i giovani, di straordinaria riflessione e di crescita. Voglio ricordare, infine, anche l’importanza di un’altra iniziativa, quella del Giardino dei Giusti, che celebra allo stesso modo il ricordo di tutti coloro che hanno saputo difendere con coraggio il valore assoluto della vita, il rispetto dell’identità culturale e religiosa di fronte a tutte le situazioni di Male estremo".

Il progetto, che porta la firma degli architetti Guido Morpurgo ed Eugenio Gentili Tedeschi, risale al 2002 ma è stato definito in modo più dettagliato, nel 2007, con la nascita della Fondazione del Memoriale della Shoah. Si estenderà su una superficie di circa 7mila metri quadrati e prevede due parti distinte: una di memoriale, che sarà riportata alle condizioni di quegli anni oscuri, l’altra destinata invece allo studio, alla riflessione e al dialogo.


Dal Comune di Milano

martedì 26 gennaio 2010

ROMA - Le baracche tra le antiche Mura


DEGRADO URBANO

«Qui c'è il rischio di epidemie»
Vicino Piazzale Labicano panche, materassi, cibo, vestiti e rifiuti come resti di vita mangiati dal fango

Una baracca matrimoniale costruita con pancali di legno e materassi marci. Su una cassetta di plastica che fa da tavolino i resti della cena (tagliatelle al sugo) e vasetti di jogurt ancora intatti. Scarponcini da donna in cuoio, forse pescati dai cassonetti, e panni stesi ad asciugare. Ovunque montagne di spazzatura putrescente, resti di vita mangiati dal fango.
RIFUGIO PER DISPERATI - Basta intrufolarsi in un cantiere in piazzale Labicano per scoprire un altro slum metropolitano. E' in un’area recintata anni fa per un piccolo crollo delle antiche Mura Aureliane. Qui di operai al lavoro non se ne sono mai visti e così, quello spazioso cantiere abbandonato e riparato dagli alberi di alloro, è diventato il rifugio per due (o forse più) disperati. Quello che stupisce è il luogo dove sorge la piccola favelas. Piazzale Labicano e l’attigua Porta Maggiore sono uno degli snodi centrali del traffico cittadino, con vigili urbani in divisa che presidiano i semafori nelle ore di punta. Di mattina presto ce ne saranno cinque o sei su tutto il piazzale, ma nessuno sembra essersi accorto di quello che avviene dietro le transenne. Davanti a quel cantiere poi, di giorno e di sera, passano migliaia di persone a piedi dirette alla fermata del trenino metropolitano che sferragliando va verso la Casilina.

LE DENUNCE - «C’è un evidente problema di igiene – dice Stefano Livadiotti, dell’associazione via Carlo Felice -. Da qui può partire in ogni momento un’epidemia. Ma c’è anche il rischio sicurezza e possono verificarsi episodi spiacevoli. Gli stessi abitanti hanno nascosto meglio il loro giaciglio, con una copertura verde che si aggiunge alla rete arancione, ormai consunta». I comitati di quartiere hanno più volte segnalato la presenza della baracca che sorge proprio all’incontro con via dello Scalo San Lorenzo. «Abbiamo mandato lettere, mail e fax – dice Massimiliano Tonelli dell’associazione “Degrado Esquilino” – ma nessuno ci ha mai risposto. Pochi giorni fa abbiamo spedito anche alcune foto alla Sovrintendenza ai Beni Culturali. Abbiamo fatto come ci hanno chiesto, contattando anche il Nae (Nucleo assistenza emarginati del Comune di Roma, ndr). Ma non si è visto nessuno». In ballo c’è anche la sicurezza di chi abita la baracca: «Questa è una zona pericolante e possono cadere massi in ogni momento – dice ancora Tonelli -. È proprio per questo che la zona fu transennata. Poi sono mancati i fondi e tutto è rimasto così. Dall’altra parte della strada, verso piazza Lodi, sono iniziati i lavori di ristrutturazione della Mura Aureliane ed evidentemente di questo tratto si sono proprio dimenticati».

UN ANGOLO DI CASA - Ma la baraccopoli di piazzale Labicano non è l’unica situazione di emarginazione nei paraggi. Basta passare gli archi per ritrovarsi davanti un letto da campeggio sotto un alberello in fiore, proprio in mezzo alla piazza di Porta Maggiore. Sopra, riparato da un telo di plastica trasparente, c’è un uomo che dorme nonostante il traffico del mattino. Accanto un paio di scarpe nere e una decina di cartoni vuoti di succo di frutta. «È qui da anni – dicono i residenti – e ormai considera quest’angolo come casa sua. Ma vedere una persona ridotta così è disumano».
Carlotta De Leo

Dal Corriere della sera

MILANO - E' rissa sullo smog


A Milano è rissa sullo smog E la Lega chiede targhe alterne

Aula consiliare occupata. Il vicesindaco De Corato:
«Ad aprile nuovi interventi»

Aula occupata per avere risposte sul tema dello smog. Insieme al livello degli inquinanti (siamo al quattordicesimo giorno di superamento delle soglie di allarme per le polveri sottili) resta alta la tensione politica intorno alla questione dell’aria pulita: al punto che alcuni consiglieri del centrosinistra, guidati dal verde Enrico Fedrighini, hanno trascorso la scorsa notte a Palazzo Marino «per protestare contro l’inerzia dell’amministrazione». Il consiglio comunale che era programmato ieri sera per proseguire la discussione sul nuovo Piano di Governo del Territorio è stato interrotto per affrontare la questione dell’inquinamento. In aula, sono intervenuti l’assessore all’Ambiente Paolo Massari e il vicesindaco Riccardo De Corato. Il primo ha tagliato corto: «Dal ’79 ad oggi non c’è stato un solo anno in cui lo smog sia peggiorato, anzi la situazione è migliorata. Questo non vuole dire che a Milano si respiri bene, ma gli allarmismi sono solo frutto di campagne stampa». Ma non tutti in maggioranza si consolano pensando che c'è chi sta peggio. La Lega, ad esempio, si affida al capogruppo ed europarlamentare Matteo Salvini per tornare a chiedere le targhe alterne: «Dal primo febbraio e per almeno un mese, si viaggi in città, dalle 7 alle 19, a targhe alternate». Un’idea che pochi giorni fa era stata lanciata dal presidente della Provincia, Guido Podestà (Pdl).

Ma giusto ieri, in aula, il vicesindaco De Corato su questo tema ha ricordato che «il 10 febbraio del 2005 un provvedimento di riduzione di targhe alterne non ha sortito esito. E il 22 gennaio 2005, in corrispondenza di un divieto totale della circolazione, il livello di Pm10 è cresciuto rispetto al giorno precedente». Incalza il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino: «La giunta dovrebbe immediatamente mettere in campo un piano straordinario per costruire nuove metropolitane. I soldi? Rinuncino al tunnel sotterraneo, progetto costoso e attira-auto». E mentre la maggioranza elenca il lavoro fatto fin qui dichiarandosi contro gli «interventi tampone», il centrosinistra propone tre giorni consecutivi di blocco del traffico, l'obbligo di pagamento dell’ecopass per gli euro 4 diesel, il limite di 80 all'ora sulle autostrade lombarde come nel Canton Ticino nei giorni di smog». Ma De Corato insiste: «Ad aprile valuteremo, serenamente e senza farci condizionare da inutili allarmismi, altri eventuali interventi strutturali». «Milano dimostra di essere maestra nella politica del non fare», accusa il parlamentare milanese del Pd, Enrico Farinone. E il leader lombardo di Prc, Nello Patta, chiede di attuare «una politica che modifichi il sistema della mobilità nell'area metropolitana milanese». Intanto, Sergio Cofferati dà la sua ricetta ricordando l'esperienza di sindaco a Bologna: «Unico rimedio temporaneo ed efficace era quello di ridurre drasticamente la circolazione dei veicoli privati. Quando vengono sforati i tetti non mi pare ci siano ragionevoli alternative».
Elisabetta Soglio

Dal Corriere della Sera

lunedì 25 gennaio 2010

TORINO - Piazza Vittorio, new look e Ztl "anti movida".


Cambia l'arredo urbano, i residenti chiedono il rispetto delle regole

E dopo quasi due anni di annunci e contro-annunci finalmente c’è la certezza: il 20 febbraio cominceranno i lavori per completare il lifting di piazza Vittorio, organizzati dall’assessore Ilda Curti, con la posa del nuovo arredo urbano al posto delle antiestetiche e provvisorie piramidi in cemento, che sino ad oggi hanno difeso le esedre dall’assalto delle automobili.

La gara per la fornitura dei nuovi arredi è terminata. A produrli sarà la ditta Metalco, alla quale i lavori saranno affidati formalmente nei prossimi giorni. I nuovi arredi (dissuasori, portabici, panchine, fioriere) saranno dunque posati fra poco più di un mese e i lavori termineranno ai primi di maggio. La piazza verrà dotata di circa 250 dissuasori di traffico, necessari per proteggere le parti pedonali a raso, mentre lungo le isole pedonali l’altezza del marciapiede dovrebbe essere sufficiente a impedire l’accesso alle auto. A questi si aggiungeranno circa 150 portabiciclette, 36 panchine e 60 fioriere che segneranno l’asse centrale della piazza e la visuale verso la Gran Madre. Gli elementi sono tutti metallici, con una finitura satinata di color bronzeo. I locali pubblici si sono già adeguati al progetto di arredo della piazza, sistemando i dehors secondo le indicazioni date dal Comune e contribuendo così a un’immagine coerente ed elegante dello spazio pubblico.

La caratteristica dei lavori permette di organizzare il cantiere per singole isole pedonali e di evitare disagi per i residenti, per il traffico, per i passanti, per le attività commerciali: in ogni punto il tempo di posa sarà al massimo di due giorni e avrà bisogno di poco spazio a disposizione.

Un bel passo avanti per il cuore della movida che fra poche settimane tornerà a pulsare in modo convulso. Ma non basterà certamente a risolvere i tanti problemi legati all’assalto di migliaia di automobili che va in scena nelle serate del weekend. Sul tema, ieri, alla circoscrizione 1 si è tenuta un’accesa riunione cui hanno partecipato numerosi residenti della zona. «Abbiamo discusso una petizione firmata da oltre 400 cittadini - ha dichiarato il presidente Massimo Guerrini - piazza Vittorio non si può trattare come una qualsiasi altra piazza, visto che da sola conta quasi 20 locali notturni con dehors, i firmatari chiedono che si rispetti il regolamento di polizia urbana: ovvero niente auto in doppia e tripla fila, clacson che strombazzano a tutte le ore, musica oltre le ore consentite, parcheggi selvaggi».

Aggiunge: «Mentre i commercianti chiedono di essere lasciati liberi di lavorare, gli avventori vogliono essere liberi di divertirsi senza essere perseguitati dalle multe, noi amministratori dobbiamo individuare un soggetto che sia in grado di conciliare il diritto di tutti facendo rispettare le regole di una società civile». Nel frattempo la giunta sta pensando ad un’alternativa valida alla riserva di parcheggi serali riservati ai residenti che - nella più totale assenza di controllo da parte dei vigili - non ha risolto per nulla la situazione. «Ci hanno anche chiesto una Ztl notturna - ha commentato ieri l’assessore Altamura - faremo presto una riunione per capire quale soluzione sia dal punto di vista della viabilità sia della pulizia risulterebbe più efficace».

Da La Stampa

venerdì 22 gennaio 2010

SALERNO - Si inaugura a Ravello l’Auditorium “Oscar Niemeyer”



Musica, danza, cinema e un omaggio all’architetto brasiliano


72 mesi per avviare i lavori, 40 mesi per la realizzazione e otto sentenze della magistratura: a conclusione di questo lungo iter si inaugura dal 29 al 31 gennaio a Ravello l’Auditorium “Oscar Niemeyer”; tre giorni di musica, danza e cinema, con ampi spazi dedicati all’approfondimento culturale, passando per l’omaggio doveroso a Oscar Niemeyer.

Due imperdibili convegni arricchiscono la tre giorni di interessanti momenti di riflessione. Alcuni tra i più importanti architetti si riuniranno sabato 30 gennaio alle 14.30 in Villa Rufolo per celebrare il genio di Niemeyer nel convegno, coordinato da Claudio Gambardella, “Omaggio a Niemeyer” con una lectio magistralis di Cesare de’ Seta e interventi di Mario Antonio Arnaboldi, Pio Baldi, Luca Biancoviso, Claudio Claudi de Saint Mihiel, Massimiliano Fuksas, Carmine Gambardella, Federico Motterle, Massimo Pica Ciamarra, Paolo Portoghesi, Luigi Prestinenza Puglisi, Lionello Puppi, Piero Sartogo e Oliviero Toscani che con il suo staff sarà presente nei tre giorni dell’inaugurazione per immortalare i momenti più significativi.

L’idea di affidare la progettazione dell’auditorium a Oscar Niemeyer era venuta a Secondo Amalfitano, allora sindaco di Ravello, parlandone con il giornalista brasiliano Roberto d’Avila nei primi giorni del luglio 2000. Tornato in Brasile, il 7 luglio Roberto d’Avila aveva portato la richiesta a Oscar Niemeyer, rivolgendogliela a nome di Domenico De Masi, legato a Niemeyer da profonda stima e amicizia. L’Architetto aveva accolto generosamente la richiesta di De Masi e lavorato al “concept” intensamente, per oltre settanta giorni, come dichiarò egli stesso in interviste ai media brasiliani e nella “spiegazione necessaria” da lui acclusa al “concept”. Nel consegnare a De Masi i primi risultati del suo lavoro, Niemeyer aveva ribadito l’entusiasmo per questa sua opera e spiegato dettagliatamente le intenzioni ad essa sottese: creare un complesso architettonico non eccessivamente costoso, semplice e ardito al tempo stesso, capace di inserire nel paesaggio ravellese un segno inconfondibile ma non dissonante.

All’auditorium, la cui realizzazione è stata affidata alla Edil Atellana, cooperativa anti-camorra con sede ad Orta di Atella nel casertano, si accede da una piazza oblunga che consente di godere, al tempo stesso, dello strepitoso panorama e dell’edificio. Nella sala, il posto per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l’orchestra e il foyer sono arditamente aggettanti nel vuoto come il palco di villa Rufolo, ma senza sostegni. La perfezione è assicurata dall’edificio concavo come la perfetta cassa armonica di un mandolino e il paesaggio è godibile attraverso l’ampia vetrata di accesso e dall’oblò dietro l’orchestra. Il lato opposto all’ingresso, meno finestrato, protegge l’Auditorium dalle costruzioni confinanti e, visto dall’esterno, allude alle radici storiche del paese attraverso la silhouette che ricorda un elmo medievale.

L’ingresso dell’auditorium, un grande salone aperto sul paesaggio, un muro curvo e basso che crea il palcoscenico, il parterre, il mezzanino e la cabina di proiezione. Tutto qui.
L’entrata dell’auditorium protetta da una copertura in forma spettacolare, per conferire al progetto un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata. Per consentire ai passanti di avere una veduta più completa dell’auditorium, è stata disegnata una piazza, arricchita dal magnifico panorama, potrà costituire, indipendentemente dall’auditorium, un luogo d’incontro di particolare interesse. E così, nella sua modestia di genio assoluto, Niemeyer chiude la sua descrizione del progetto: “E io mi metto a immaginare, soddisfatto, questa piazza costruita, degna – forse – della città di Ravello, una delle più belle d’Italia”.

La mostra Oscar Niemeyer: architetture italiane, che ha luogo in Villa Rufolo, resta aperta al pubblico tutti i giorni fino al 28 febbraio, dalle 10 alle 18.


Fonte: comunicati stampa Fondazione Ravello

Da Archiportale

giovedì 21 gennaio 2010

BOLOGNA - Al posto della Sabiem, 200 case e un parco



Al posto della Sabiem,
200 case e un parco
I lavoratori saranno ricollocati

Le ex fonderie Sabiem lasciano spazio a 200 appartamenti, un parcheggio, impianti sportivi e un nuovo parco. L’accordo tra il Comune e la società proprietaria dell’area è stato siglato lo scorso 21 dicembre e messo nero su bianco dalla giunta Delbono questa mattina.

I LAVORATORI - I 61 lavoratori dello stabilimento fallito nel 2008 entreranno in un percorso di formazione retribuito e saranno ricollocati in altra attività. Sono stati previsti sostegni anche a chi cercherà una nuova sistemazione per conto proprio.

URBANISTICA PARTECIPATA - La prossima settimana, ha annunciato l’assessore Maurizio Degli Esposti, partirà il laboratorio di urbanistica partecipata con i cittadini della zona per scegliere il progetto che occuperà l’area tra via Emilia Ponente e via Prati di Caprara. La società Socofina, proprietaria dei terreni, ne ha messi in campo due: uno che prevede palazzi più bassi ma che occupano più spazio a terra, l’altro con caratteristiche opposte.

PARCO - Di sicuro, su indicazione del Comune, nascerà un nuovo parco di 6.650 metri quadri con impianti sportivi e centri sociali, e parcheggi, pubblici e privati, per quasi 7.500 metri quadri. La memoria delle fonderie, però, non scomparirà perchè la stecca storica di capannoni che dà sulla via Emilia rimarrà in piedi e farà da filtro anti-rumore ai nuovi palazzi.

Da il corriere di Bologna

NAPOLI - Scegli il nuovo albero per piazza Vanvitelli


Alberi per piazza Vanvitelli


L'Assessorato all'Ambiente in collaborazione con la Municipalità 5 (Arenella - Vomero) e Legambiente ha promosso un sondaggio "on-line", per invitare tutti i cittadini, anche non residenti nella V Municipalità, a scegliere la specie di albero da piantatare in piazza Vanvitelli in sostituzione della storica palma attaccata e distrutta dal Rhynchophorus Ferrugineus (punteruolo rosso). Chi intende partecipare potrà selezionare la specie ritenuta più gradevole dopo aver visualizzato le foto-proiezioni elaborate dal Servizio Gestioni Grandi Parchi Urbani che si riferiscono ad esemplari adulti delle specie proposte.
"L'insetto che sta distruggendo il paesaggio dell'Europa mediterranea costringe le Amministrazioni a riproporre nuove scelte per sostituire le piante malate - dichiara l'assessore Rino Nasti - nel caso del Vomero, stante il carattere affettivo e storico della palma di piazza Vanvitelli, ritengo di sperimentare una forma di partecipazione "on-line" dei cittadini per una scelta che caratterizzerà la piazza più rappresentativa del quariere per i prossimi decenni. Il Comune di Napoli ha in corso il piano di riforestazione urbana della città che, con l'impianto di 1700 alberi, rappresenta il più massiccio intervento in città dal dopoguerra. Se la sperimentazione della scelta "on-line" riscuoterà il consenso dei cittadini, analogo metodo sarà utilizzato per la scelta delle specie da mettere a dimora in altri siti, ad esempio piazza degli Artisti o viale Augusto a Fuorigrotta

Dal Sito del Comune di Napoli puoi sciegliere l'albero votandolo

TORINO - Tutti felici delle auto a 30 all'ora



Tutti felici delle auto lumaca "Ci sentiamo anche più sicuri"

JACOPO D'ORSI
TORINO
Nella città slow da quasi un anno il traffico scorre meno convulso, ma la sensazione è che ormai lo faccia anche il tempo. «Siamo tutti più tranquilli - racconta ad esempio Patrizia Mantovani - ci sono meno incidenti e possiamo attraversare la strada senza paura». Benvenuti nella prima «zona 30» di Torino, il quadrilatero tra via Guido Reni e i corsi Sebastopoli, Siracusa e Orbassano. Qui, quartiere Santa Rita, l'elogio della lentezza è trasversale e la rivoluzione della velocità è diventata realtà.

Ovunque il limite è stato abbassato a 30 km l’ora e diecimila residenti, sei mesi dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza anche nella più piccola via di questo spicchio di città, si godono i risultati. «Qui vivono tanti bambini e ci sono scuole e giardini - conferma Ibrahim Mohamed, proprietario dello Sweet Cafè di via Filadelfia - le cose sono molto migliorate per quanto riguarda la sicurezza». Al punto che altre zone di Torino si sono messe in coda per copiare l'idea. «E fanno bene - giura Patrizia Del Zotto nella sua Lavasecco Milly -, a patto di ristrutturare la viabilità come abbiamo fatto noi. All'inizio ero scettica e come tanti altri commercianti temevo di perdere clienti, ma oggi sono soddisfatta».

Andrea Stara, presidente della Circoscrizione 2, è raggiante. A giorni sono attesi i dati dei civich sul numero di incidenti, drasticamente ridotti - soprattutto con feriti - dopo la svolta. Lo stesso per la velocità rilevata: si è passati da una media di 42 km/h a 31, appena superiore al limite. «Quanto alle multe - spiega - in questi primi mesi abbiamo preferito, d'accordo con i vigili, privilegiare prevenzione e informazione». Basta una passeggiata per rendersi conto della trasformazione di questo angolo di metropoli: insieme con i nuovi cartelli sono fiorite rotonde, sensi unici, dossi, percorsi per disabili e pure quelli che in gergo si chiamano «nasi», restringimenti della carreggiata in prossimità degli incroci per dissuadere chi pigia troppo l'acceleratore.


Interventi costati 600 mila euro e in parte finanziati da un bando regionale. «Siamo stati anche a Barcellona per prendere spunto - chiude Stara - e abbiamo coinvolto le scuole per educare i ragazzi fin da piccoli». Alle sei della sera c'è traffico e le macchine incolonnate vanno piano per forza, ma c'è chi giura che ormai tutto ciò accada regolarmente. Come all'incrocio tra via Boston e via Castelgomberto, fino a poco tempo fa tristemente noto per gli incidenti. «Prima questa era una pista - dice Fortunato Arcella nella sua carrozzeria - ora fortunatamente sono diminuiti quelli che guidano credendosi Schumacher».

«Una volta una macchina è finita nel dehors del mio bar - aggiunge Pietro Russo - poteva essere una strage». Il rimpianto, semmai, è per qualche parcheggio mangiato dal nuovo arredo urbano, «anche perché - si lamenta Luca Baldacchino - basta lasciare la macchina in doppia fila per due minuti e ti arriva subito la multa». C'è anche chi, ça va sans dire, d'accordo non è. Ma si conta sulle dita di una mano. «Non è cambiato nulla - osservano Simona Giai e Antonella Montesano nel loro negozio Eco Store - anche perché la gente rallenta solo in prossimità dei dossi».

Da La Stampa

mercoledì 20 gennaio 2010

ROMA - inaugurata nuova aerostazione Aeroporto Roma Urbe


Trasporto aereo: inaugurata nuova aerostazione Aeroporto Roma Urbe

Alemanno: "Puo' diventare un vero city airport" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 gen - E' stato inaugurato oggi il Nuovo Terminal per l'Aviazione Generale dell'Aeroporto di Roma Urbe. La nuova aerostazione, primo passo di un progetto di sviluppo dello scalo sulla via Salaria, e' stato realizzata interamente con fondi Enac con un intervento del valore di circa 800mila euro. Il progetto complessivo comprende la realizzazione ex novo di un fabbricato polifunzionale, gia' in cantiere (importo 1,8 milioni), e la futura rotazione della pista di volo per consentire il traffico di velivoli Falcon, solitamente utilizzati dai voli di Stato. "E' un altro passo - ha commentato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli - nella direzione dell'efficienza del sistema aeroportuale della Capitale. Ora dobbiamo trovare una soluzione per Ciampino e avviare i lavori per lo scalo di Viterbo: qui abbiamo incontrato anche i vertici di Fs per accelerare la realizzazione dei collegamenti con Roma". Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, quello dell'Urbe puo' "diventare un vero city airport: faremo in modo che cio' avvenga il prima possibile anche coinvolgendo i privati e le Fondazioni".

Da ilsole24ore.com

MILANO - Tornano alla luce i«bagni» di De Chirico




FURONO REALIZZATI NEL 1973 SU PROGETTO DELL'ARTISTA


Nei giardini della Triennale. Il complesso scultoreo riapre al pubblico dopo un attento restauro

MILANO - Due nuotatori, un cigno, una palla, una cabina, un trampolino e una grande vasca dal profilo curvilineo, sul cui fondo è dipinto il fluire di onde.... Un angolino di mare a Milano, regalato alla città da Giorgio De Chirico in occasione dell'inaugurazione della XVesima edizione della Triennale, nel 1973, e poi abbandonato all'incuria del tempo. Il gruppo scultoreo «I Bagni Misteriosi», realizzato dall'ingegner Giulio Macchi in delicata pietra di Vicenza, nel Parco Sempione, su progetto dell'artista, è tornato ora al suo splendore e nella pienezza dei suoi colori, dopo un'accurata opera di restauro.

A presentare il lavoro ultimato, nella sua sede - i giardini della Triennale in via Alemagna - il sindaco Letizia Moratti. Era previsto che il gruppo scultoreo rimanesse solo per un breve periodo, tanto che non ci si preoccupò della durata, usando come materiale un calcare particolarmente ricco di conchiglie fossili, estremamente fragile e deteriorabile. Fu poi deciso che «I Bagni Misteriosi» rimanessero in quel luogo, appena alle spalle del Palazzo della Triennale e col tempo l'opera ha finito con il danneggiarsi. Da qui la decisione del restauro, completato dalla protezione dell'opera con una apposita struttura. Adesso l'opera, protetta da una struttura trasparente, sarà visibile ogni sabato e domenica nel giardino della Triennale (viale Alemagna 6), dalle 10.30 alle 17 con ingresso gratuito.






Gli originali dei due nuotatori, che erano stati realizzati personalmente da De Chirico, saranno portati nel nuovo Museo del Novecento, sostituiti nella vasca da due copie. «Quest'opera - ha detto il sindaco Letizia Moratti presentando il restauro - valorizza il patrimonio artistico permanente di Milano, nel quadro di un progetto che vogliamo aggiungere ai programmi di mostre temporanee, per le quali lo scorso anno abbiamo avuto un incremento di visitatori del 30 per cento». Sulla vicenda del restauro era intervenuto in modo molto critico nei giorni scorsi anche l'ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, Vittorio Sgarbi: «Per una completa idiozia feticista - aveva detto il critico d'arte - l'amministrazione di Milano ha deciso di restaurare tutto il complesso scultoreo tranne i due bagnanti e di farne una copia, come fossero i Bronzi di Riace». (fonte: redazione online)

Dal Corriere della Sera

martedì 19 gennaio 2010

MILANO - Altra Sede di Regione Lombardia apre al pubblico per 10 giorni


19/01/2010 - Dieci giorni di apertura per le visite dei cittadini e una serie di eventi e manifestazioni dal 22 al 31 gennaio per celebrare la conclusione dei lavori di costruzione dell'Altra Sede di Regione Lombardia, che con i suoi 161,3 metri è attualmente l'edificio più alto in Italia.

"Abbiamo deciso di aprire l'Altra Sede alle visite dei cittadini - ha detto oggi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - in occasione della fine dei lavori del cantiere così come sta avvenendo per la costruzione dei nuovi ospedali. Questa iniziativa è, tra l'altro, in linea con il principio che ha guidato la progettazione e la realizzazione del complesso: uno spazio aperto alla città, integrato con essa, ispirato ai principi di trasparenza, funzionalità e bellezza. Una vera e propria casa dei lombardi, un pezzo di città rinnovata, che ospiterà infatti anche una serie di attività commerciali e di servizio".

Chiuderà la dieci giorni di eventi l'appuntamento con il Cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, che domenica 31 verrà all'Altra Sede a benedire una copia della Madonnina del Duomo che sarà collocata sul tetto. "In questo modo - ha aggiunto il presidente - i tre edifici più altri della città, l'Altra Sede, il Palazzo Pirelli e il Duomo, avranno alla loro sommità la stessa Madonnina".

VENERDI' 22 - Il primo appuntamento sarà, a partire dalle 12.00, un grande pranzo per 650 persone (nella piazza coperta), cui parteciperà il presidente Roberto Formigoni con la Giunta regionale, voluto dallo stesso Formigoni per ringraziare tutti coloro (operai, tecnici, ingegneri, ecc) che hanno lavorato nel cantiere e hanno contribuito alla realizzazione del complesso.

Sempre venerdì 22, nel pomeriggio, si svolgeranno due visite: la prima (alle 14.30) riservata alla Giunta regionale, ai Direttori generali e alle autorità milanesi; la seconda (dalle 16.00 alle 19.00) dedicata ai dipendenti di Regione Lombardia, che potranno così cominciare a familiarizzare con la sede in cui saranno chiamati a svolgere il proprio lavoro.

SABATO 23 - Alle 10.00 si apriranno le visite guidate al pubblico (tra cui anche le scuole). Fino alle 13.00 e poi dalle 16.30 alle 23.00, presentandosi all'ingresso di via Galvani, dove si riceverà l'accredito presentando un documento, si potrà salire al 39mo piano della torre (punto più alto d'Italia), per poi scendere al terzo piano, dove verranno predisposti alcuni spazi arredati e sarà allestita una mostra fotografica sui palazzi pubblici, le piazze e i paesaggi della Lombardia.
Un'altra mostra (13 gigantografie con immagini del cantiere) verrà predisposta nella piazza coperta, dove ci sarà anche un info-point per fornire ai visitatori tutte le indicazioni sulle modalità di accesso. A partire dalle 20.00, si succederanno nella piazza giochi di luce e laser, momenti di spettacolo e intrattenimento (esibizioni musicali, di improvvisazione teatrale, esibizioni acrobatiche), che accompagneranno l'arrivo e l'uscita dei visitatori. Alle 15.00, Henry Cobb, uno dei progettisti dell'Altra Sede, incontrerà la community degli architetti per illustrare il lavoro svolto.

DOMENICA 24 - Domenica 24 gennaio è in programma invece la quarta edizione del "Vertical sprint", la ormai classica gara di corsa in salita riservata ai più forti sky runners del mondo, con un doppio appuntamento: una prima gara con una corsa di gruppo al Palazzo Pirelli e una seconda manche a cronometro individuale all'Altra Sede (vedi scheda). Dalle 13.00 alle 19.00 l'Altra Sede sarà aperta al pubblico per le visite.

DA LUNEDI' 25 A SABATO 30 - Proseguiranno, con le stesse modalità, le visite di scuole e cittadini dalle 10.00 alle 19.00.

DOMENICA 31 - Ultimo giorno di visite (sempre dalle 10.00 alle 19.00). Alle 16.00 il Cardinale Dionigi Tettamanzi, accompagnato dal presidente Formigoni, salirà al 39mo piano per benedire la Madonnina (copia di quella del Duomo), che sarà poi sistemata sul tetto della torre. (Ln)

IL NOME - "Sono oltre 15.000 - ha annunciato oggi Formigoni - le preferenze già espresse dai cittadini per il nome da assegnare all'Altra Sede". Fino al 20 si potrà ancor scegliere tra questi nove nomi finalisti: Vele di Gioia, Foro dei lombardi, Ca' longa, l'Altra Sede, Palazzo Lombardia, Torre di cristallo, Agora', Porta dei lombardi, Palazzo Caravaggio.

Se il 20 gennaio un nome avrà fatto registrare nettamente la maggioranza dei consensi sarà il vincitore immediato. Se invece ci saranno dei testa a testa, si proseguirà con un ballottaggio tra i primissimi, dal 22 sino al 31 gennaio.

Fonte: Regione Lombardia


Archiportale

MILANO - Si ferma subito il rilancio di Brera


BONDI E GELMINI: IL PROGETTO ENTRO DUE MESI. LA RUSSA: RILANCIO NECESSARIO, BASTA PREGIUDIZI
Si ferma subito il rilancio di Brera
Tre ministri e il sindaco: via libera al trasloco. Ma il cda: non se ne parla. Docenti e studenti: Mazzotta si dimetta

La road map del progetto Grande Brera s’interrompe subito, nello stesso giorno in cui arriva il via libera del sindaco e del governo. Vertice a Palazzo Marino, ieri. Ci sono Letizia Moratti, i ministri Mariastella Gelmini (Università), Ignazio La Russa (Difesa), Sandro Bondi (Cultura) e il commissario Mario Resca. Dicono: «Si è trovato pieno accordo sull’iter da seguire» per trasferire l’Accademia nell’ex caserma di via Mascheroni (dove «potrà godere di spazi adeguati amantenere il proprio ruolo di prestigio») e consentire l’ampliamento della Pinacoteca nel palazzo storico di via Brera (l’obiettivo è «un’istituzione capace di competere con le altre grandi realtà museali del mondo»). Sembra fatta, è la svolta. Dura un niente. Nelle stesse ore, il Cda dell’Accademia consegna una lettera di fuoco alla Gelmini in cui denuncia «l’insanabile frattura tra l’operato del presidente Gabriele Mazzotta e le indicazioni del consiglio in merito al problema della sede» e «all’unanimità dichiara la sfiducia nelle successive azioni che il presidente intraprenderà in merito al trasferimento e ne domanda al ministro la revoca del mandato». Direttore, docenti e studenti non accettano il trasloco e vogliono la testa di Mazzotta, sponsor della caserma. Lui risponde: «Do fastidio. Non mi dimetto. Solo la Gelmini può chiedermelo».
Rissa a Brera. Il progetto di «rilancio» continua a dividere nonostante l’intesa del novembre 2008, l’affidamento del restyling del museo all’architetto Mario Bellini e la nomina di Mario Resca a commissario straordinario. Italia Nostra, il Fai, storici dell’arte e soprintendenti lo sostengono; Dario Fo (tra gli altri), sindacati e studenti lo contestano. «Nessuno manda via nessuno, vogliamo una grande Accademia e una grande Pinacoteca» assicura Resca: «Il mondo della cultura aspetta una svolta da trent’anni. Si faccia sentire». La legge speciale gli assegna poteri da Protezione civile e inserisce Brera nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia: «L’obiettivo è aprire i cantieri nel 2011 e chiudere per l’Expo». Il piano di fattibilità sarà pronto in 60 giorni. Quanto alla lettera, la richiesta alla Gelmini pare anomala: la revoca del mandato è procedura attuabile solo in caso di gravi irregolarità amministrative o contabili. Così Mazzotta: «Sono scomodo perché voglio ridare vita a un’istituzione moribonda. Aspetto indicazioni dal ministro». Gli ostacoli? «Io sono fiducioso» risponde La Russa. Solo chi ha pregiudizi ideologici o atteggiamenti dettati dalla pigrizia può opporsi al progetto». Brera è «potenzialmente» un museo straordinario, per la Moratti, ma «non riesce a esprimere le sue potenzialità». E Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio: «La Grande Brera è un investimento importante sul futuro di Milano».



Eppure. I ministri dichiarano «grande attenzione all’Accademia», ma la rassicurazione non zittisce la protesta. Lo scontro, nelle Belle arti, è totale: il consiglio ha isolato il suo presidente. «Abbiamo Palazzo Citterio e Palazzo Cusani, vuoti, in via Brera. Ci diano quelli. Gli spazi della caserma Magenta non sono idonei» attacca il direttore Gastone Mariani. Il progetto elaborato da Mazzotta costa 1,2 milioni di euro: l’Accademia cede 3 mila metri quadri alla Pinacoteca nella sede storica, ma ne conserva 2 mila e ne trova altri 12 mila in via Mascheroni (tra edificio principale, archivi, ex panificio militare e giardino edificabile). Dopo la lettera del Cda, l’assemblea dei docenti e la consulta degli studenti si preparano a sfiduciare Mazzotta: «Non ci rappresenta».

Armando Stella

Dal Corriere della Sera

BARI - Aeroporti pugliesi, traffico in crescita nel 2009



Anche l'ultimo anno ha fatto registrare un incremento del traffico aeroportuale in tutta la regione. Secondo i dati Assaeroporti, Bari ha guadagnato oltre il 12%, Brindisi il 10,7%, buoni risultati anche per Foggia. Nel 2009, i passeggeri in arrivo e partenza da/per gli scali di Bari, Brindisi e Foggia sono stati 3.951.805, il 13,1% in più rispetto al 2008
In forte incremento il traffico aeroportuale pugliese. Nel 2009 gli aeroporti pugliesi hanno conseguito risultati brillanti: Bari +12,7%, Brindisi +10,7%, sensibile incremento su Foggia. Lo rende noto Aeroporti di Puglia, sottolineando che si tratta di risultati eccezionali "in un contesto nel quale i principali aeroporti del Mezzogiorno registrano, purtroppo, una flessione del traffico (dati Assaeroporti): Palermo -1,6%, Catania -2%, Napoli -5,7%".
Nel 2009, i passeggeri in arrivo e partenza da/per gli scali di Bari, Brindisi e Foggia sono stati 3.951.805, il 13,1% in più rispetto al 2008. Un risultato determinato dal maggior numero di collegamenti effettuati e dall'arrivo di nuovi vettori. Il 2010 si caratterizzerà, tra l'altro, per l'apertura delle basi Ryanair su Bari e Brindisi, per il potenziamento dei collegamenti di Air Berlin e per ulteriori importanti nuovi voli nazionali ed internazionali.

Sul 'Karol Wojtyla' di Bari, il totale - arrivi e partenze - al 31 dicembre 2009, è di 2.801.154 passeggeri, con una crescita del 12,7% rispetto al 2008. I passeggeri di linea nazionali sono stati 2.180.019, il 20,1% in più rispetto al 2008, mentre quelli internazionali sono stati 454.008 contro i 512.056 dell'anno precedente con una flessione dell'11,3%. In crescita, il charter: 163.235 i passeggeri del 2009, con un incremento del 5,7%.

Anche per l'aeroporto di Brindisi il 2009 si chiude con un dato estremamente positivo: 1.082.423 passeggeri hanno determinato una crescita del 10,7% rispetto all'anno precedente. I passeggeri di linea internazionale sono stati 105.939 (+29,4%); quelli nazionali 939.463, il 10,8% in più rispetto al 2008. Estremamente positivo anche il 2009 del Gino Lisa di Foggia, dove il totale (arrivi + partenze) è stato di 68.228 passeggeri, rispetto ai 29.723 passeggeri del 2008 (+129,5%). Presto è previsto l'avvio dei prossimi collegamenti tra lo scalo dauno e importanti destinazioni del nord e del sud Italia.

Per Marco Franchini, direttore generale di Aeroporti di Puglia, "il consuntivo del traffico al 31 dicembre 2009 è lo specchio fedele dei significativi progressi registrati dai nostri aeroporti anche sul piano dello sviluppo del network". "Si tratta - ha proseguito Franchini - di un punto di partenza importante in vista di nuovi traguardi per il cui raggiungimento Aeroporti di Puglia è fortemente impegnata, anche sul piano degli investimenti destinati al potenziamento infrastrutturale del nostro sistema aeroportuale'

GENOVA - Ecco il porto del futuro


Dodici opere entro l'anno

Investimenti per 440 milioni di euro cambieranno il volto dello scalo. "Interverremo sulla struttura del porto" assicura. Potenziamento del settore dei contenitori, tombamento della calata Bettolo, interventi a ponte Parodi e ponte dei Mille. Adeguamento strutturale nel porto storico di Sampierdarena

Quattrocentoquaranta milioni di investimenti per cambiare il volto del porto di Genova. A palazzo San Giorgio è stato presentato ieri il piano delle opere dello scalo. Niente libro dei sogni, ma un lungo elenco di opere già avivate o in corso di assegnazione.
Dodici gli interventi principali, alcuni interamente finanziati da Autorità Portuale altri con cofinziati dallo Stato. "Coinvolgere i privati? Difficile, il privato interviene sull’opera se questa garantisce un reddito", spiega Luigi Merlo presidente dell'Autorità portuale. "Qui invece si tratta di intervenire sulla struttura del porto, consolidandone la tenuta e realizzando quelle opere funzionali a gestire al meglio i traffici".

Uno degli interventi centrali del piano delle opere riguarda i dragaggi e i nuovi riempimenti a mare per il potenziamento del settore dei contenitori. Dopo la prima fase che ha messo in sicurezza l’area passeggeri e quella del porto petroli, nei primi giorni di febbraio partirà la seconda fase di dragaggio dell’area di Sampierdarena particolarmente delicata e complessa perché verrà condotta con due draghe, oggi impegnate a Civitavecchia e Brema, specializzate negli interventi sui fondali più resistenti.

L’intervento darà una risposta molto attesa in un’area su cui proseguono i lavori per Calata Bettolo, mentre fra pochi giorni partiranno i lavori per il riempimento del Ronco-Canepa. A questo si aggiunge un profondo intervento di adeguamento strutturale nel porto storico di Sampierdarena che si è reso necessario perché costruito primo dell’avvento del traffico contenitori.

Un altro intervento centrale nel piano delle opere riguarda le riparazioni navali. La due diligence appena terminata ha dimostrato che è necessario un intervento strutturale su un’area a lungo trascurata: occorreranno 25-30 milioni di euro per rimettere a norma i cinque bacini, vecchi di un secolo, e per la realizzazione della sesta vasca.

Per quanto riguarda invece l’area passeggeri è in fase di assegnazione la gara per la realizzazione della grande banchina di Ponte dei Mille con un accosto di 340 metri destinato alla navi passeggeri di ultima generazione. Nel piano delle opere sono compresi inoltre anche alcuni progetti fortemente innovativi che sono stati realizzati insieme alla Capitaneria come la nuova stazione meteomarina, che attraverso l’impiego di undici anemometri consentirà di avere dati previsionali importanti per vento e mare, e il recupero la valorizzazione di alcuni edifici storici vincolati da tempo in stato di abbandono

(18 gennaio 2010)

Da Repubblica

ROMA - Metro B, linea parzialmente interrotta


Causa lavori, stop tra Rebibbia e Castro Pertorio

ROMA - «Proseguono i lavori di ripristino dell'alimentazione elettrica e la parziale interruzione di servizio sulla linea B del metrò, tra le stazioni di Rebibbia e Castro Pretorio. I treni funzionano regolarmente tra la stessa Castro Pretorio e Laurentina. Nel tratto non servito sono in strada bus navetta sostitutivi che fermano in prossimità delle stazioni chiuse». Lo comunica in una nota Roma Servizi per la mobilità Srl. (Fonte: Omniroma)


19 gennaio 2010



Dal Corriere della Sera

lunedì 4 gennaio 2010

MILANO - Nuovo progetto per la torre Arduino





Da Archiportale:
04/01/2010 – Operazione CityLife al via. L’11 dicembre scorso è stato ufficialmente inaugurato il cantiere del maxi intervento che entro il 2015 trasformerà l’ex polo urbano della Fiera di Milano in un quartiere residenziale di lusso. L’inaugurazione è stata inoltre occasione per svelare il progetto della Torre residenziale Arduino progettata da Libeskind, autore anche della torre sbilenca destinata ad essere raddrizzata un po’ per contenere i costi. La notizia ha trovato conferma nel giorno dell’inaugurazione del cantiere.
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