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giovedì 21 gennaio 2010

TORINO - Tutti felici delle auto a 30 all'ora



Tutti felici delle auto lumaca "Ci sentiamo anche più sicuri"

JACOPO D'ORSI
TORINO
Nella città slow da quasi un anno il traffico scorre meno convulso, ma la sensazione è che ormai lo faccia anche il tempo. «Siamo tutti più tranquilli - racconta ad esempio Patrizia Mantovani - ci sono meno incidenti e possiamo attraversare la strada senza paura». Benvenuti nella prima «zona 30» di Torino, il quadrilatero tra via Guido Reni e i corsi Sebastopoli, Siracusa e Orbassano. Qui, quartiere Santa Rita, l'elogio della lentezza è trasversale e la rivoluzione della velocità è diventata realtà.

Ovunque il limite è stato abbassato a 30 km l’ora e diecimila residenti, sei mesi dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza anche nella più piccola via di questo spicchio di città, si godono i risultati. «Qui vivono tanti bambini e ci sono scuole e giardini - conferma Ibrahim Mohamed, proprietario dello Sweet Cafè di via Filadelfia - le cose sono molto migliorate per quanto riguarda la sicurezza». Al punto che altre zone di Torino si sono messe in coda per copiare l'idea. «E fanno bene - giura Patrizia Del Zotto nella sua Lavasecco Milly -, a patto di ristrutturare la viabilità come abbiamo fatto noi. All'inizio ero scettica e come tanti altri commercianti temevo di perdere clienti, ma oggi sono soddisfatta».

Andrea Stara, presidente della Circoscrizione 2, è raggiante. A giorni sono attesi i dati dei civich sul numero di incidenti, drasticamente ridotti - soprattutto con feriti - dopo la svolta. Lo stesso per la velocità rilevata: si è passati da una media di 42 km/h a 31, appena superiore al limite. «Quanto alle multe - spiega - in questi primi mesi abbiamo preferito, d'accordo con i vigili, privilegiare prevenzione e informazione». Basta una passeggiata per rendersi conto della trasformazione di questo angolo di metropoli: insieme con i nuovi cartelli sono fiorite rotonde, sensi unici, dossi, percorsi per disabili e pure quelli che in gergo si chiamano «nasi», restringimenti della carreggiata in prossimità degli incroci per dissuadere chi pigia troppo l'acceleratore.


Interventi costati 600 mila euro e in parte finanziati da un bando regionale. «Siamo stati anche a Barcellona per prendere spunto - chiude Stara - e abbiamo coinvolto le scuole per educare i ragazzi fin da piccoli». Alle sei della sera c'è traffico e le macchine incolonnate vanno piano per forza, ma c'è chi giura che ormai tutto ciò accada regolarmente. Come all'incrocio tra via Boston e via Castelgomberto, fino a poco tempo fa tristemente noto per gli incidenti. «Prima questa era una pista - dice Fortunato Arcella nella sua carrozzeria - ora fortunatamente sono diminuiti quelli che guidano credendosi Schumacher».

«Una volta una macchina è finita nel dehors del mio bar - aggiunge Pietro Russo - poteva essere una strage». Il rimpianto, semmai, è per qualche parcheggio mangiato dal nuovo arredo urbano, «anche perché - si lamenta Luca Baldacchino - basta lasciare la macchina in doppia fila per due minuti e ti arriva subito la multa». C'è anche chi, ça va sans dire, d'accordo non è. Ma si conta sulle dita di una mano. «Non è cambiato nulla - osservano Simona Giai e Antonella Montesano nel loro negozio Eco Store - anche perché la gente rallenta solo in prossimità dei dossi».

Da La Stampa

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