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lunedì 23 maggio 2011

ROMA - Ponte della Musica, altro rinvio





GRANDI OPERE
Ponte della Musica, altro rinvio:
«Nessuna apertura, doghe fallate»
Rimandata già il 21 aprile. Il Comune: «L'inaugurazione della struttura è spostata al 31 maggio, problemi tecnici»

Rimandata un'altra volta. L'apertura del Ponte della Musica a tre giorni dall'annunciata inaugurazione del 21 maggio non ci sarà. E l'apertura era già slittata di un mese il 21 aprile, quando era stata annunciata in pompa magna, come un «regalo» per il 2764° Natale di Roma. Niente, neanche stavolta. E i lavori in effetti non dimostrano un grande livello di avanzamento: il cantiere tra lungotevere Flaminio e lungotevere Cadorna è ancora in alto mare.
«DOGHE DI LEGNO FALLATE» - Dalla segreteria dell'assessore all'Urbanistica Marco Corsini comunque assicurano: «L'apertura è rimandata al 31 maggio». E alla domanda di qual è il motivo del ritardo, la risposta è «Doghe di legno fallate che giungevano dall'estero». La notizia un po' stringata finisce qui. E il ponte rimane chiuso.

LA POLEMICA TRA MARCO E MARCO - La notizia arriva il giorno dopo il botta e risposta tra il segretario romano del Pd Marco Miccoli e l'assessore Marco Corsini. «Falsa inaugurazione» è l'accusa di Miccoli che vuol difende il lavoro compiuto dall'amministrazione di sinistra che il ponte della Musica lo ha progettato ma non ha fatto in tempo a finirlo. E per protesta ha annunciato un «suo» personale taglio del nastro il 20 maggio, il giorno prima della (fino a ieri) inaugurazione. «In quella occasione denunceremo tutte le prossime false inaugurazioni del sindaco Alemanno, come la Stazione Tiburtina, Tor Vergata e la Nuvola di Fuksas. Tutte opere ideate, progettate e finanziate dalle giunte di centrosinistra». «Miccoli, come al solito parla senza essere ben informato» ha risposto dal canto suo Corsini. «Le opere della sinistra sono rimaste sulla carta, noi le rendiamo fattibili». L'assessore fa riferimento a Piazza Augusto Imperatore «riqualificazione chiusa nel cassetto e rispolverata dalla Giunta Alemanno» e al sottopasso di Lungotevere in Augusta per la sinistra, era addirittura irrealizzabile. «A Miccoli vorrei anche ricordare che abbiamo sbloccato opere in stallo come la riqualificazione dei Mercati Generali» ha poi concluso.



PRESTO IL VIADOTTO DELLA SCIENZA - Lungo 190 metri, con due archi dalla luce di 160 metri, il Ponte della Musica è un'opera avviata dalle precedenti amministrazioni (con Rutelli e Veltroni) e costata 8 milioni di euro. La sua apertura sarà seguita, annuncia Corsini, «entro la fine dell'anno» da quella del Ponte della Scienza.
Lo scorso novembre, Corriere.it aveva pubblicato - in una gallery fotografica che vi riproponiamo qui sopra - le prime immagini del ponte in avanzata fase di costruzione. Il ponte collegherà le moderne architetture di Piano (Auditorium), della Hadid (Maxxi), di Nervi (Palazzetto dello Sport) e di Libera (Villaggio olimpico) al razionalismo di Del Debbio e Moretti (Casa delle Armi) in area Foro Italico.
Previsto fin dal Piano regolatore del 1916, nato da un concorso internazionale del 1999, ha visto la posa della prima pietra con l'attuale amministrazione Alemanno.
DA PEDONALE A PERCORRIBILE IN AUTO - Il ponte inizialmente immaginato ciclo-pedonale e successivamente modificato per consentire anche il passaggio di tram e veicoli, collegherà il Lungotevere Flaminio, in riva sinistra, in corrispondenza di Piazza Gentile da Fabriano, al vertice del tridente formato da Via Guido Reni, viale Pinturicchio e viale del Vignola con il lungotevere Maresciallo Cadorna, lungo la riva destra del fiume.
«La soluzione proposta – spiegano gli autori del progetto – è caratterizzata dall’inclinazione dei due archi rispetto al piano verticale e dall’assenza di un loro collegamento orizzontale nella zona sovrastante l’impalcato. Ciò consente una particolare leggerezza dell’immagine architettonica e l’eventualità di separare una corsia carrabile centrale dai due percorsi pedonali che si affacciano senza ostacoli sul fiume. Le imposte in calcestruzzo armato che riportano alle fondazioni le spinte degli archi proseguendone lo sviluppo fino al suolo, sono utilizzate anche come elementi di collegamento tra il piano di calpestio del ponte e le rive attrezzate del Tevere. L’accessibilità è favorita dall’assenza di raccordi in pendenza a scale e la sezione dell’impalcato consente una ottimale flessibilità d’uso del ponte»

Manuela Pelati

dal Corriere della Sera

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