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venerdì 11 giugno 2010

MILANO - Sant’Ambrogio, via ai box




IL PROGETTO - PATTO TRA IMPRESE E NEGOZIANTI: «EVITARE DISAGI». CONTROLLI SULLE VIBRAZIONI
Sant’Ambrogio, via ai box «Cantieri aperti per tre anni» Comune, firmata la delibera. Le proteste dei residenti

Mancava una firma e adesso c’è: in fede, Bruno Simini. L’assessore ai Lavori pubblici porterà domani in giunta la delibera sul parcheggio interrato in Sant’Ambrogio, un progetto autorizzato dieci anni fa, ultra contestato, sopravvissuto a petizioni e ricorsi, finito sotto inchiesta, modificato, ritoccato, approvato dalle Soprintendenze, difeso fermamente dal Comune. Il concessionario «Sant’Ambrogio parking» firmerà la convenzione con Palazzo Marino tra una quindicina giorni e a metà luglio riaprirà il cantiere già utilizzato per gli scavi archeologici e poi tappato e abbandonato. I lavori, affidati a Borio Mangiarotti e Botta spa, dureranno quasi tre anni (960 giorni): i 586 box di Sant’Ambrogio, gestiti da Garage Velasca, saranno consegnati tra fine 2012 e inizio 2013.
Il via libera politico segue l’approvazione della direzione regionale ai Beni culturali e rispetta l’indicazione della Conferenza dei servizi del 13 aprile. «È stato un parto difficile, ma finalmente ci siamo» commenta Claudio De Albertis, titolare della Borio Mangiarotti spa e presidente di Assimpredil: «Abbiamo ascoltato residenti e negozianti, il cantiere sarà organizzato per limitare al massimo i disagi ». I peggiori si presenteranno in agosto: primo compito, spostare la fognatura.
«Il parcheggio doveva essere bocciato, è un modo di far saldi su un luogo sacro» insistono da Italia Nostra e, in fondo, il cuore della vicenda è questo: rispettare o spaccare?

L’iter burocratico si è scontrato per anni con il simbolo della Milano paleocristiana e medioevale, la basilica del Santo patrono. Il progetto — 236 posti auto a rotazione e 350 privati, già tutti venduti, 50 mila euro circa ciascuno — ha diviso il mondo della cultura, suscitato proteste e raccolte di firme. La Procura ha indagato le Soprintendenze per abuso d’ufficio e il fascicolo risulta aperto. In Comune, tuttavia, sono certi di aver preso la decisione giusta: «Presentiamo un piano di intervento che non ha trascurato alcun aspetto e che restituirà ai milanesi una piazza completamente riqualificata ». Un’isola pedonale. Lo stradone di Sant’Ambrogio sarà chiuso al traffico (dei non residenti), delimitato da filari d’alberi, ridisegnato fin dai marciapiedi, puntellato di panchine. La Soprintendenza ai Beni monumentali, in accordo con le imprese, vigilerà sul cantiere e misurerà le vibrazioni di scavi e costruzioni: «L’operazione sarà monitorata per evitare qualsiasi danno alla basilica».

Armando Stella Corriere della Sera

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