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giovedì 8 ottobre 2009

MILANO - Torre Solaria





VIA AI NUOVI BANDI PER LE VARESINE
Torre residenziale a Porta Nuova «Oltre cento alloggi su 34 piani» Con Solaria cambia lo skyline. «Sarà il grattacielo più alto in Italia per abitazioni private»
MILANO - Per un grattacielo che spari sce, un altro che sorge. Porta Nuova: Solaria. Centoquaranta trè metri per centosei apparta menti e trentaquattro piani, tut ti dedicati al residenziale. E un record: è la più alta costruzione italiana per quanto riguarda le abitazioni private. Cambia lo skyline della cit tà. Grattacieli sì, grattacieli no. Dritti, storti. Cambia poco. I nuovi insedia menti cittadini rispon dono solo a una logica. Quella economica: fun­zionerà, non funzione rà. Evidentemente, a Porta Nuova, il proget­to del gruppo Hi nes- Galotti, i conti eco nomici tornano. Tanto che ieri è stata inaugurata la Marketing Suite, quattro cento metri quadrati dedicati al la vendita del residenziale. Tra cui Solaria. Che sorgerà all’in crocio tra via Melchiorre Gioia e viale della Liberazione.
Un «si luro» con vista che spazia dalle guglie del Duomo alle monta gne intorno a Milano. Data di fi ne lavori: 2012. I cantieri aspet tano solo l’apertura del bando di gara. A luglio è stata avviata la gara per l’affidamento del se condo lotto di Porta Nuova Vare sine, con destinazione residen ziale, e dei lotti di Porta Nuova Isola. Un modo di vivere che Mila no ancora non conosce. Sullo stile delle grandi metropoli ame ricane. E con un solo paragone possibile. La Torre Velasca. Con la grande conciergierie e l’edifi cio che si svolge in altezza. Ma a differenza della Torre Velasca, Solaria sfrutterà le tecnologie di oggi. A partire dalla sicurezza. Con un sistema di telecamere a circuito chiuso collegate alla conciergerie, con una control room dove si potranno osserva re tutte le aree comuni, con sen sori e rivelatori di movimento anti-intrusione, con rampe di accesso ai parcheggi protetti da cancelli nelle ore notturne e sbarre automatiche nelle ore diurne.

Altra importazione Usa. Gli spazi comuni: una sala per le feste, una sala home theatre con relativo maxischermo, la sa la biliardo, la sala lettura, l’area gioco per i bambini, l’area per lo yoga, la palestra. Insomma, un mondo autosufficiente nel centro della città. Qualcosa a cui ancora non siamo abituati e che non conosciamo. Certo, ai «fortunati» che acquisteranno duplex e triplex e potranno rea lizzare il proprio roof garden o la piscina personale sul terraz zo, poco importerà. L’autosuffi­cienza è garantita: d’inverno e d’estate. Ma il cambiamento è radicale. Bisogna vedere se Mila no è pronta ad abdicare al suo stile di vita.

Maurizio Giannattasio


Dal Corsera

1 commento:

PEJA ha detto...

Altra domanda: è giusto che i milanesi perdino le loro abitudini? È vero, le grandi architetture creano nuovi abitudini, ma è pur vero che la specificità di un linguaggio, non sta tanto in uno stile, quanto nell'abitudine di una comunità. Così le piccole piazze di Venezia accolgono certi usi, e le grandi di Roma ne accolgono altri... Fare piazze immense a Venezia o limistrofi non avrebbe senso, così piccole piazze a Roma divanto slarghi... (esempio banale e forse non pertinente, ma appunto è un'esempio...)

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