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lunedì 1 febbraio 2010

ROMA - Baracche sotto le antiche Mura il Comune promette di intervenire


«Una situazione di disagio sociale» dice il sovrintendente Broccoli. «Venerdì un altro sopralluogo»

Qualcosa sembra muoversi in piazzale Labicano, dove da tempo una baraccopoli si è installata in un cantiere abbandonato. Dopo la denuncia di Corriere.it la sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune promette di intervenire. E intanto ha programmato un sopralluogo nell’area: i tecnici valuteranno la necessità di nuovi fondi per riparare il piccolo crollo delle Mura Aureliane che ha originato il cantiere. Quelli stanziati col Giubileo (per il rifacimento dei 18 chilometri di Mura) e nel 2002 non sono stati sufficienti per intervenire a piazzale Labicano, anche perché nel frattempo si è verificato un altro crollo (ben più sostanzioso e pericoloso) nel tratto di Sisto V verso Castro Pretorio.

«SIAMO GIA’ INTERVENUTI PIU’ VOLTE» – «Siamo già intervenuti diverse volte per cercare di risolvere i problemi legati alla tutela dei nostri beni culturali – dice Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni Culturali –. In più occasioni, insieme al Nucleo assistenza emarginati del Comune, e ai nostri osservatori abbiamo provveduto a far sanare il degrado nell’area di piazzale Labicano». Ma, ricorda Broccoli, «ci troviamo di fronte a ad una situazione di disagio sociale. Ogni volta che ci muoviamo, gli insediamenti, giocoforza, tornano». Ed è un’emergenza che riguarda tutta Roma, dalla periferia al centro storico. «Venerdì è previsto un altro sopralluogo in piazzale Labicano – aggiunge ancora il sovrintendente - interverremo ancora, con i vigili e il dipartimento dell’Edilizia monumentale, ma sempre tenendo presente che si tratta di disagio sociale».

QUI C’E’ PERICOLO DI EPIDEMIE – Il cantiere in piazzale Labicano si è trasformato in un vero slum metropolitano. «C’è un evidente problema di igiene – dice Massimo Livadiotti, dell’associazione via Carlo Felice -. Da qui può partire in ogni momento un’epidemia. Ma c’è anche il rischio sicurezza e possono verificarsi episodi spiacevoli». I comitati di quartiere hanno più volte segnalato la presenza della baracca che sorge proprio all’incontro con via dello Scalo San Lorenzo. «Abbiamo mandato lettere, mail e fax – dice Massimiliano Tonelli dell’associazione “Degrado Esquilino” – ma nessuno finora ci ha mai risposto. Il pericolo riguarda anche gli stessi disperati che abitano la baracca: in quell’area c’è stato un crollo e potrebbe essercene un altro”.

Carlotta De Leo

Dal Corriere della Sera

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