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martedì 18 maggio 2010

MILANO - EXPO: Formigoni: «l'acquisto entro il 2010»


SIGLATO ANCHE UN PROTOCOLLO D'INTESA CON LE BANCHE ESTERE
Expo, una newco pubblica per le aree. Formigoni: «l'acquisto entro il 2010»
Società paritetica Regione, Comune e Provincia. Firmata intesa con la Rai. Un centro di produzione tra gli obiettivi

Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano hanno raggiunto l’accordo per costituire una nuova società paritetica che avrà come unico obiettivo l’acquisto entro il 2010 dei terreni destinati a ospitare il sito dell’Expo 2015 di Milano. L’area, circa 1 milione di metri quadri oggi di proprietà della Fondazione Fiera e del Gruppo Cabassi, sarà acquistata con una percentuale di equity intorno al 30-40% da conferire entro un paio d’anni e con il resto dell’investimento a debito. Una volta concluso l’acquisto sarà ceduta in concessione, non è ancora chiaro se a titolo oneroso o meno, alla società Expo 2015 Spa. «Entro il 31 dicembre - ha auspicato Formigoni - puntiamo a formalizzare l'acquisto delle aree in modo che nei primi giorni di gennaio i terreni possano essere messi a disposizione della società Expo 2015. La newco, di cui non è ancora stato individuato il nome, chiederà un finanziamento alle banche per il 60-70% del costo dei terreni mentre il restante 30-40% sarà garantito dai 3 soci che verseranno le quote nei prossimi due anni. Quanto al prezzo di acquisto dei terreni, ai giornalisti che chiedevano indicazione sulla cifra di 200 milioni circolate in questi mesi, il presidente della Regione ha solo risposto in lombardo: «Scurta l'anguila», che è un po' come dire: «Non sparatela grossa». Formigoni si è poi detto sicuro che il governo manterrà la parola sui fondi promessi per Expo 2015. La possibilità di tagli ai finanziamenti delle grandi opere nella prossima manovra, insomma, non spaventa Formigoni: «Fino ad adesso il governo ha garantito le risorse in tutti i passaggi. Non ho nessuna notizia che il governo voglia revocare impegni solennemente presi. Sono convinto che questo non accadrà».
UN CENTRO DI PRODUZIONE RAI - La giornata di lunedì ha fatto segnare al progetto Expo numerosi passi avanti: la società costituita per realizzare l'evento ha anche firmato un protocollo d'intesa con la Rai per verificare la fattibilità di un nuovo grande centro di produzione Rai nel sito espositivo, che resti a Milano anche dopo l'Esposizione universale. Secondo il presidente della tv pubblica, però, si tratta di una condizione «non sufficiente» per la realizzazione del progetto. «Il protocollo è una condizione necessaria ma non sufficiente affinché il progetto si realizzi», ha sottolineato Paolo Garimberti alla firma del protocollo, accanto al sindaco di Milano e commissario straordinario di Expo Letizia Moratti, al presidente di Expo 2015 spa Lucio Stanca e al viceministro con delega per le Comunicazioni Paolo Romani. L'ipotesi di una «Saxa Rubra del Nord» da realizzare dopo il 2015, secondo Garimberti - che ha chiesto «certezze finanziarie» per il centro di produzione - dovrà essere «valutata con attenzione nelle sedi competenti, in particolare nel cda. La mia è una cautela formale perchè da presidente del consiglio di amministrazione della Rai ad esso devo rispondere. Se son rose fioriranno».

IL CENTRO DI PRODUZIONE - Il documento siglato impegna la Rai e la macchina dell'esposizione universale di Milano a collaborare su tre tavoli di lavoro. Il primo servirà, appunto, a valutare la fattibilità di un nuovo centro di produzione tv da 60mila mq a Milano; il secondo sarà dedicato alla definizione dei contenuti editoriali di informazione e di intrattenimento per la promozione di Expo; il terzo studierà il possibile coinvolgimento della Rai per ospitare i servizi di broadcasting internazionale durante i sei mesi dell'esposizione universale. Per quanto riguarda l'«host broadcaster», il sindaco, che è commissario speciale per l'Expo, ha annunciato che si sta preparando il bando di gara. «Oggi - ha commentato Moratti - si inizia un percorso». Certo è un inizio e non una conclusione ma «il protocollo - ha aggiunto - è importantissimo». Il presidente Rai sottolinea poi che la Rai «non vuole solo raccontare l'Expo ma partecipare alla realizzazione dell'evento». La collaborazione tra Rai e l'Expo 2015 di Milano potrebbe dare già nei prossimi tempi un risultato concreto: la nascita di un canale digitale interamente dedicato alla promozione del Made in Italy e a tutte le eccellenze che l'Italia esporta nel mondo».

ROMANI OTTIMISTA - Più ottimista del presidente Rai, il viceministro Romani, secondo il quale il Nord ha bisogno di un grande centro di produzione del servizio pubblico e per questo la firma del protocollo è «un fatto importante». «L'annuncio di oggi vuol dire che si verificheranno le condizioni di fattibilità di questo centro e il fatto che Expo abbia già individuato la zona dove il centro può essere realizzato significa che alcuni studi sono già andati abbastanza avanti». Alla domanda su dove trovare i finanziamenti per la realizzazione, Romani ha risposto di ritenere che ci siano le risorse per investire. «Non voglio fare l'imprenditore della tv pubblica, ma mi pare che la Rai a Milano abbia un enorme immobile in corso Sempione che può essere valorizzato», ha spiegato il viceministro a margine della firma. La questione di un nuovo centro di produzione di programmi televisivi è una questione che sta molto a cuore alla Lega Nord, da sempre alla ricerca di una maggiore valorizzazione di Milano e della Lombardia all'interno della tv di Stato.

PARCHI E ACQUA - E a scommettere sull'Expo è anche la rete lombarda dei parchi e delle aree naturali, che ha dato vita a un coordinamento per sviluppare una sorta di «masterplan verde», con idee, spunti, progetti per fare dell'esposizione universale un'occasione per rendere più verde la pianura padana. L'idea di creare un tavolo tecnico sui temi Expo è nata da Federparchi Lombardia e si è concretizzata lunedì durante un incontro, ospitato nella sede della Regione, a cui hanno partecipato presidenti di diversi realtà naturali e aree protette regionali. Federparchi, in particolare, ha deciso di mettere a disposizione dell'evento le proprie forze sviluppando progetti di cui sono state abbozzate le linee guida: valorizzazione dell'agricoltura, promozione del turismo anche nei circuiti minori e sviluppo di politiche legate ai corsi d'acqua.

LE BANCHE ESTERE - Un ulteriore protocollo è stato sottoscritto anche tra la società di gestione Expo 2015 e l'Associazione fra le banche estere in Italia (Aibe), per «avviare una stretta collaborazione in vista dell'esposizione internazionale di Milano». L'accordo si concentra su «progetti di collaborazione finanziaria, azioni di informazione e sensibilizzazione, creazione di tavoli tecnici, istituzione di un premio per il miglior progetto internazionale». «Per realizzare questi obiettivi terremo anche riunioni periodiche con Expo 2015 - ha affermato il presidente di Aibe, Guido Rosa, durante la sottoscrizione dell'intesa - perchè noi teniamo moltissimo al fatto che la manifestazione sia un successo, anche perchè se Milano migliora il suo attuale profilo internazionale, diventa più attrattiva per gli investimenti esteri».

Redazione online

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