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mercoledì 19 maggio 2010

MILANO - Palazzo Citterio e L'«Isola dei porci»





L'«Isola dei porci»: sesso e cartoon nel circo contemporaneo dell'artista americano

La mostra è allestita nel sotterraneo di Palazzo Citterio, in via Brera 14. Chiuso da trent'anni e aperto per l'occasione. E' visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 20, con ingresso libero fino al 4 luglio. Inaugurazione giovedì 20 alle 18,30.

La rassegna si sviluppa nel piano interrato del palazzo settecentesco dove l’architetto James Stirling, negli anni ’80, aveva iniziato l’ampliamento della Grande Brera. Uno spazio spettrale, diviso da enormi muri di cemento al cui centro ora sorge l’Isola dei porci, su un piedistallo di polistirolo e la moquette blu che finge il mare: un caos polveroso di scarpe, secchi, giocattoli rotti, pentole, scope, vestiti, calchi di sculture: «Non saprei dire se è la riproduzione esatta del mio studio di Los Angeles o se, viceversa, è proprio l’Isola dei porci che diventa il mio studio di Los Angeles. Si tratta di un lavoro in progress, ovvero la trasformazione del mio studio, da sette anni a questa parte, in una performance che parla del processo della scultura». In questa ambiguità di arte e vita, si devono leggere anche opere come la scultura di Paula Jones, prima amante di Bill Clinton, senza capelli e con i tratti enfatizzati: non è lì per una qualche denuncia politica, ma soltanto perché la politica l’ha trasformata in un qualunque personaggio dell’intrattenimento. «Miki Mouse, Donald Duck, Michael Jackson, qualsiasi celebrità sarebbe stata lo stesso: sono tutte false, come il sangue che si vede al cinema».

Corriere della Sera

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