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giovedì 20 maggio 2010

MILANO - Panchine e nessun'auto intorno ecco la ricetta per la piazza giusta




URBANISTICA
Panchine e nessun'auto intorno ecco la ricetta per la piazza giusta Una ricerca della Cattolica boccia Cadorna e Medaglie d'oro. E promuove San Fedele
Piazza Cadorna? «Caotica, male organizzata, poco sicura, poco piacevole». All’opposto di piazza San Fedele, tutta decoro e niente macchine, dietro palazzo Marino: «Accogliente, raccolta, ben definita e sicura». Sono i risultati di una ricerca sulla preferenza dei milanesi in fatto di piazze cittadine che viene presentata oggi all’università Cattolica, dove parteciperanno all’incontro anche i maggiori costruttori dei nuovi quartieri, Citylife e Hines.

Quella raccolta è l’opinione dei passanti, ma in questo caso non è affatto un limite, bensì l’obiettivo di un lavoro scientificamente accurato. Per circa due anni ricercatori di psicologia della comunicazione della Cattolica e di architettura del Centro di studi e ricerche Dagad alla Fabbrica del vapore (coordinati dalla docente di psicologia Rita Ciceri e dagli architetti Paolo Righetti e Marta Canton) hanno scrutato, filmato, analizzato e intervistato 250 frequentatori delle piazze per scoprirne le motivazioni, gli atteggiamenti e in definitiva il giudizio su quanto ci si trovino bene (o male).

Punteggi — e differenze, nettissimi: a Cadorna, dove soprattutto si va da soli (56 per cento), attraversando di fretta (40) o per prendere un mezzo (32), l’orecchio al cellulare (17) o all’iPod (12), il 49 per cento esprime «emozioni negative», concentrate sull’ansia per il traffico, il rumore, l’inquinamento, l’insicurezza. In piazza San Fedele l’emozione positiva tocca il 78 per cento e a milanesi piace per andarci in compagnia (61), camminando tranquillamente o semplicemente sostandovi (quasi 60). Un terzo caso su cui l’analisi è appena iniziata, piazza Medaglie d’oro, conferma il trend: fastidio per il traffico, i percorsi poco definiti, il rumore: la piazza non si percepisce neppure.

«Non è un giudizio estetico o tecnico, Cadorna è stata pensata attentamente e contiene anche un monumento moderno e importante come L’ago e il filo di Oldenburg — spiega Rita Ciceri. Il fatto è che il fruitore non ci bada neppure, preferisce una piazza raccolta e in fondo tradizionale, chiesa, municipio e statua di Manzoni, perché il bisogno che sente di più è ritrovarsi in una dimensione a sua misura». «È il contributo più rilevante degli psicologi al nostro lavoro di architetti — chiosa Paolo Righetti — farci capire meglio che cosa l’utente dello spazio pubblico vuole. In una architettura privata il cliente lo sa, mentre l’amministrazione, quando si tratta di piazze o vie, difficilmente ha idee in proposito».

La Repubblica

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