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venerdì 1 aprile 2011

MILANO - «Wow»: da oggi i fumetti abitano qui





TRA ALBI, DISEGNI, IMMAGINI STORICHE

Nell’ex fabbrica della Motta apre uno spazio-museo dedicato ai comics con una mostra sull’editoria milanese


Cosa hanno in comune Diabolik, Lupo Alberto e Dylan Dog? Certo, sono personaggi di carta. Ma c’è qualcosa in più che li unisce: tutti e tre sono nati a Milano. E da sabato 2 aprile avranno un posto nuovo dove ritrovarsi e mettersi in mostra. Nasce infatti «Wow Spazio Fumetto», il museo dedicato alla nona arte. Lo spazio scelto è la vecchia fabbrica della Motta ed ex deposito dell’Atm in via Campania. Un edificio ristrutturato e affidato in gestione alla Fondazione Franco Fossati.
Un secolo di strisce - L’apertura di «Wow» è affidata a una mostra dal titolo «Editori coraggiosi – Milano e il fumetto», dedicata alle realtà editoriali che hanno fatto grande la scena italiana partendo proprio dal capoluogo lombardo. Un viaggio che prende il via dal 1908, cioè dalla data di uscita del primo numero del «Corriere dei Piccoli», e racconta un secolo di strisce tutte made in Italy. Un percorso composto da circa 80 pannelli contenenti albi, giornali, disegni e immagini, affiancate da vetrine in cui saranno esposti volumi e pezzi rari. Come le tavole originali di Jacovitti o i numeri uno di Diabolik, Topolino e Alan Ford. Ad accompagnare il tutto un filmato dell’Istituto Luce sulla prima mostra di fumetti in Italia che si è tenuta nel 1950. Ovviamente a Milano. Inoltre nel weekend del 9 e 10 aprile sono in programma concerti e proiezioni dedicati ai comics (programma da definire).

Biblioteca e archivio digitale - «L’impostazione è quella di un museo europeo: un luogo dove potersi ritrovare, leggere e approfondire». Così Luigi Bona, presidente della Fondazione Fossati, racconta «Wow». Il primo piano della struttura sarà dedicato alle mostre temporanee mentre entrando si potrà accedere alla biblioteca e alla sala lettura, oltre che alla collezione permanente. Ci saranno sei postazioni per consultare l’archivio in formato digitale (ma ci vorrà del tempo per trasformare in formato elettronico tutto il materiale). Studenti e ricercatori potranno poi sfogliare con mano anche le copie originali.

Dai laboratori al wifi - Osservare i capolavori del passato può essere il modo migliore per esercitarsi nella nona arte. Spazio così ai laboratori per le scuole elementari e ai seminari, pensati per i professionisti. Chi cerca semplicemente un posto dove trascorrere un pomeriggio potrà invece approfittare della caffetteria e della connessione a internet senza fili che verrà messa a disposizione gratuitamente in tutta l’area.


Dal Corriere della Sera

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