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venerdì 1 aprile 2011

TORINO - Interattivo e multimediale il nuovo Museo di scienze



Ripartono i lavori per il restyling secondo il progetto presentato dall'etologo Giorgio Celli: "Un museo deve stupire, far vedere quanto è straordinaria la vita. Questo sarà una fabbrica di curiosità e anche di sogni". Secondo il direttore Ermanno De Biaggi l'allestimento dovrebbe essere pronto per il 15 marzo 2012
di MARIA ELENA SPAGNOLO Da La Repubblica



AVETE mai osservato da vicino un modello gigante del Dna, o camminato in una foresta pluviale del Madagascar? E come vi comportereste con un fringuello delle Galapagos? Sarà possibile fare queste ed altre esperienze nel nuovo allestimento permanente in preparazione al Museo Regionale di Scienze Naturali, presentato ieri. Un progetto che porta la firma dell'etologo Giorgio Celli, che ha curato la direzione mettendo in gioco la sua esperienza di divulgatore. "L'allestimento dovrebbe essere pronto per il 15 marzo 2012  -  ha annunciato il direttore Ermanno De Biaggi  -  i lavori cominceranno tra poco".

La gara pubblica per il nuovo allestimento era partita nel 2007. Per ripensare il museo erano scesi in campo tra gli altri anche Alberto Angela e Mario Tozzi, ma alla fine ha prevalso il progetto di un gruppo che comprende Cinecittà (Euphon Communication, capogruppo, con Unicity, Space, Città della Scienza, Cinecittà Studios, Kopa Engineering) e ha la direzione scientifica di Celli. "Mi sono chiesto come applicare la mia esperienza divulgativa ai sistemi museali  -  ha spiegato lui  -  ed ecco il risultato. Questo sarà un museo "a strati", da cui tutti andranno via portandosi qualcosa, grandi o piccini. Sarà basato sulle immagini, sull'interattività, sulla multimedialità: un'esposizione non deve laureare qualcuno in scienze, ma accendere la sua curiosità". Il grande tema sarà la biodiversità. "È diventata la parola d'ordine sulla bocca di tutti, perché su questo si gioca la sopravvivenza del mondo".

Ma come sarà il nuovo museo? L'allestimento è diviso in sezioni tematiche. Il primo impatto per il visitatore sarà una moderna Wunderkammer, cioè una sala ispirata alle seicentesche "stanze delle meraviglie". Qui saranno esposti i reperti più preziosi delle collezioni, con animali, pietre, fossili e altro, con l'intento appunto di lasciare incantati i visitatori (la sezione è intitolata "La diversità della natura"). La seconda tappa sarà dedicata a "Selezione, adattamenti, evoluzione": qui il protagonista è Darwin, raccontato con un filmato annunciato come "spettacolare". In queste sale sarà possibile giocare con postazioni interattive, scoprendo ad esempio gli insetti impollinatori di orchidee. Nella terza sezione ("Le origini della diversità") ci si imbatterà in un Dna e una cellula giganti con cui interagire, postazioni multimediali e una parete di conchiglie. Nell'ultima tappa il visitatore si potrà infine lanciare nell'esplorazione di un simbolo della biodiversità: la foresta del Madagascar. Potrà passeggiare nella ricostruzione dell'ecosistema pluviale, riprodotto con tanto di abitanti, e ammirare l'opera dell'artista Piero Gilardi dedicata alle canopie.

"L'allestimento è costato 5 milioni e 394 mila euro, di cui 4,1 milioni sono arrivati dai fondi europei  -  ha spiegato il direttore De Biaggi  -  Tra i progetti del museo per il futuro c'è invece l'apertura di un ingresso in Piazzale Valdo Fusi". L'idea è di collocare in piazza una serra che diventerà l'atrio del Museo; si accederebbe dunque al palazzo attraverso un percorso sotto via Accademia Albertina. Lo spazio esterno oggi esistente dovrebbe diventare un giardino botanico. "Anche oggi  -  ha spiegato Celli  -  un museo deve stupire, far vedere quanto è straordinaria la vita. Questo sarà una fabbrica di curiosità, e anche di sogni: gli animali ad esempio sono nel nostro immaginario. Ognuno di noi ha un animale totem, anche se non lo sa. Il mio è il gatto".

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