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venerdì 18 marzo 2011

NAPOLI - Villa borbonica del '700 crolla nel giorno dell'Unità d'Italia



Il Video sul Corriere




A Portici cede la facciata del palazzo della principessa Lauro Lancellotti, pericolante da tempo. Nessun ferito


Nel giorno dei festeggiamenti per i 150 anni dall'Unità d'Italia cede definitivamente la facciata di una storica dimora di epoca borbonica a Portici, in provincia di Napoli. Spaventoso il crollo avvenuto nella villa della principessa Lauro Lancellotti in corso Garibaldi, una delle arterie più trafficate del centro vesuviano.

Nel pomeriggio, poco dopo le 16, un improvviso boato nel palazzo monumentale ha fatto sobbalzare tutti. Da tempo l'edificio era disabitato e transennato, perché già oggetto di piccoli e limitati crolli. Per fortuna nessun ferito, solo alcune auto sommerse dalle macerie. Probabilmente la struttura ha ceduto per l'incuria centenaria e il maltempo persistente degli ultimi giorni. Tutto il corso Garibaldi di Portici è stato transennato: traffico in tilt e caos nella popolatissima cittadina alle falde del Vesuvio, sede della famosa Reggia voluta da Amalia di Sassonia, moglie di re Carlo III di Borbone.


Villa Lancellotti è una delle tante meraviglie settecentesche del «Miglio d'oro», zona costiera a nord di Napoli da Portici a Torre del Greco; una delle tante dimore nobiliari vesuviane che, nei secoli, non è mai stata restaurata. Come villa d’Elboeuf, palazzo monumento di Portici, la villa «della principessa» è una costruzione d’epoca borbonica d’importanza storica rilevante. Ridotta a rudere, abbandonata dagli anni ’90 (quando l’ultima erede, la nobile Natalia Massimo Lancellotti, si allontanò dalla città) fu più volte saccheggiata dai ladri e preda di vandali. Un tristissimo destino per un palazzo che racchiude un interessante patrimonio artistico. La facciata, in bugnato rustico, è dell'architetto Pompeo Schiantarelli e all'interno sussistono decorazioni degne di nota. Notevoli sono i giardini (dotati di un chiostro a pianta centrale, con quattro fornici e statue), con scaloni che permettono la discesa a mare.


La costruzione dell'edificio risale al 1776; già negli ultimi cinque anni il suo stato pericolante aveva creato problemi di sicurezza pubblica e il comune di Portici era intervenuto murando porte e finestre. L’obiettivo successivo era quello di adibire l’edificio a destinazioni di interesse pubblico (come un importante centro di formazione per giovani laureati o una sede universitaria distaccata) dopo averlo espropriato. Alla Regione Campania fu presentato in passato un programma d’intervento, del valore di circa sei milioni di euro, nell’ambito dei progetti dei grandi attrattori culturali. Ma non se ne fece nulla.

Marco Perillo



Dal Corriere del Mezzogiorno

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