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lunedì 14 marzo 2011

ROMA - Una mappa per studiare gli inquinanti delle città


Il progetto Ue, coordinato per l'Italia dal servizio sanitario della Regione Lazio, coinvolge sedici paesi



ROMA - Creare una mappa degli inquinanti che si respirano in quaranta zone specifiche di alcune città europee, incluse Roma e Torino, per poi associarli a malattie respiratorie, coronariche e tumori. È l'obiettivo del progetto europeo Escape, condotto da 24 università e istituti di ricerca in tutta Europa. L'iniziativa, che raccoglie sedici paesi, fra cui l'Italia, con partner anche a Taiwan, vedrà i primi risultati l'anno prossimo.
STANDARD QUALITA' ARIA - «Il progetto è molto atteso a livello di Unione europea, perchè informerà la Commissione alla vigilia di una revisione degli standard della qualità dell'aria, nel 2013» afferma Francesco Forastiere, coordinatore italiano di Escape presso il dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale della Regione Lazio. Proprio a causa di diverse violazioni alle normative Ue sui valori limite delle famigerate Pm10, le polveri sottili, l'Italia nel novembre scorso è stata deferita alla Corte di Giustizia europea, insieme a Cipro, Spagna e Portogallo. «Il progetto ha una buona parte di valutazione ambientale - spiega l'epidemiologo - e per questo è stato effettuato un monitoraggio di inquinanti, per il tutto il 2010, nelle città di Roma, Firenze, Torino, Verona e Pavia, in 40 punti differenti».

ROMA, PM10 - Nel caso di Roma e Torino, le analisi hanno riguardato Pm10, Pm2,5, carbonio elementare, ossido di azoto e biossido di azoto, oltre ad una serie di metalli, mentre a Firenze, Verona e Pavia, sono stati osservati solo i livelli di ossido di azoto e di biossido di azoto. «Lo studio Escape - aggiunge Forastiere - include poi una parte epidemiologica, che si basa su gruppi di persone già oggetto di altre ricerche: uno sull'alimentazione e i tumori e altri due sui disturbi respiratori. Ciascuno viene seguito nel tempo, in relazione a malattie coronariche, ictus, infarto, tumori (polmone, vescica e sangue), asma e bronchite cronica, oltre ai decessi. Ogni persona, a seconda di dove vive in città, sarà associata ad un livello di inquinanti». Lo studio Escape, coordinato dall'Università di Utrecht in Olanda, a livello europeo si occuperà anche di collegare allergie, perdita di peso e asma nei bambini all'inquinamento. Dopo aver associato i dati delle patologie a quelli delle particelle killer, i ricercatori effettueranno specifici calcoli per indagare l'impatto dello smog sulla salute delle popolazioni in città.

Dal Corriere della Sera

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