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martedì 26 ottobre 2010

BARI - Su parco Perotti l'ombra di una nuova speculazione edilizia

Foto: www.davidemaggio.it


Allarme del Comune su Punta Perotti
"Le imprese potrebbero ricostruire"




Il gup del tribunale di Bari si pronuncerà il 4 novembre sulla revoca della confisca dei suoli e l'avvocato del Comune Verna lancia l'allarme: in caso di restituzione le imprese potrebbero ricostruire i palazzi anche posizionandoli così come li avevano inizialmente realizzati
Il gup del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis deciderà il 4 novembre prossimo sull'incidente di esecuzione proposto dall'Avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere la revoca della confisca dei suoli della lottizzazione dell'ecomostro (poi demolito) di Punta Perotti e la loro restituzione alle società Sudfondi, Mabar e Iema.

Lo stesso ufficio del tribunale aveva rigettato (il 26 ottobre 2009) la richiesta ma la Cassazione ha successivamente annullato con rinvio la decisione per difetto di contraddittorio in quanto il giudice aveva omesso di citare nel procedimento il Comune di Bari e le tre società alle quali i beni avrebbero dovuto essere restituiti. La richiesta di restituzione dei terreni nasce dalla decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) del 20 gennaio 2009 che ha ritenuto la confisca dei suoli (disposta al termine del procedimento per lottizzazione abusiva) una sanzione arbitraria visto che gli imputati sono stati assolti dalle accuse per 'difetto dell'elemento psicologicò mentre è passata in giudicato la sentenza che ha dichiarato abusiva la lottizzazione.
Nell'udienza di oggi il giudice ha sentito le parti: la procura di Bari, il Comune e i rappresentanti delle tre imprese. Nella memoria depositata dal pm del tribunale di Bari, Ciro Angelillis, la pubblica accusa sul "piano sostanziale" ritiene che la restituzione dei suoli consentirebbe allo Stato italiano di "ottemperare pienamente all'obbligo di esecuzione alla decisione della Cedu".

"Dopo dieci anni, e dopo che la confisca ha prodotto tutti i suoi effetti, anche con la demolizione, non si può tornare repentinamente indietro in termini di revoca della confisca: sarebbe un paradosso giudiziale che rasenterebbe la beffa poichè le medesime imprese, verosimilmente, avrebbero la possibilità di ricostruire gli edifici anche posizionandoli così come li avevano inizialmente realizzati". L'Avvocatura comunale di Bari, tramite l'avv.Renato Verna, è contraria alla revoca della confisca dei suoli di Punta Perotti.

Verna ha spiegato che se il giudice dovesse restituire le aree alle imprese queste, qualora lo volessero, non possono ricostruire automaticamente: bisogna ripresentare il progetto di lottizzazione che sono subordinati all'autorizzazione del Comune di Bari e alla concessione paesaggistica. La posizione del Comune è stata espressa nel corso dell'udienza per l'incidente di esecuzione che si è tenuta oggi a Bari e che è stata aggiornata per la decisione al 4 novembre prossimo.

"Peraltro - spiega Verna - le imprese non chiedono solo la restituzione dei suoli ma anche il risarcimento dei danni, avendo come retropensiero l'idea di ricostruire". "Il Comune di Bari - ha concluso il legale - ha subito la confisca con l'apprensione a suo favore delle aree che non intendeva acquisire perchè riteneva legittimi i provvedimenti autorizzatori rilasciati".
Per il legale rappresentante dell'impresa Sudfondi, Michele Matarrese, presente all'udienza, "la restituzione dei suoli non sarebbe un risarcimento sufficiente". "Noi - ha aggiunto - siamo vittime di un abuso urbanistico commesso dal Comune e dal Sindaco. I fabbricati erano legittimi: è assurdo che ora ci chiedano i soldi per l'abbattimento".

La Repubblica




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