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giovedì 21 ottobre 2010

GENOVA - Giù la Boero, Molassana cambia volto



Addio al colorifico, al suo posto 160 case


Abbattuto lo stabilimento, sorgeranno appartamenti, un centro commerciale, un parco urbano da 10 mila metri quadri, spazi di aggregazione fra cui un auditorium e una biblioteca, parcheggi. Niente grattacieli ma palazzine di due-tre piani
di NADIA CAMPINI
L'area ex Boero
Dove c'era la "Boero dei colori", nel cuore di Molassana, ora c'è un grande spazio vuoto. Gli edifici industriali che hanno ospitato il colorificio sono stati abbattuti per fare spazio a 160 case, un centro commerciale nel quale trasferire negozi già esistenti nel quartiere, un parco urbano da 10 mila metri quadri, spazi di aggregazione fra cui un auditorium e una biblioteca, parcheggi. La trasformazione dell'area ex Boero, che coinvolgerà anche le vie limitrofe, con la possibile creazione di un'isola pedonale e la risistemazione della viabilità, dopo cinque anni di attese e confronti si è così finalmente messa in moto.

Il consiglio comunale aveva varato il progetto all'inizio dell'estate, dopo un percorso tormentato che aveva visto le polemiche e le preoccupazioni degli abitanti del quartiere. In origine si era parlato infatti di due nuove torri da costruire a Molassana al posto della fabbrica, ma l'idea era stata subito contestata dagli abitanti e dalla circoscrizione.
Il primo schema di assetto urbanistico era stato approvato nella primavera del 2007, presentato dalla Boero che a quell'epoca aveva iniziato a progettare il trasferimento oltre Appennino.

La Boero era a Genova dal 1931 e in questi anni ha cambiato quattro stabilimenti, a Molassana ci è rimasta per cinquant'anni, poi piano piano la città è cresciuta attaccata al colorificio, di qui l'esigenza di spostarsi. La scelta era caduta su Rivalta Scrivia, vicino a Tortona con una previsione iniziale di investimenti di 32 milioni di euro. Da questa scelta è scaturita la conseguenza di valorizzare le aree di proprietà nel quartiere e il lungo braccio di ferro che ha caratterizzato il primo progetto, con le torri, poi modificato nel corso del tempo fino ad arrivare alla versione attuale.

Oggi non si parla più di torri, ma di palazzine a due-tre piani al massimo; il centro commerciale nasce con la missione di ospitare negozi del quartiere e non di fare concorrenza a quelli esistenti, e nel piano ci sono anche tanto verde e diversi spazi che il quartiere attendeva da anni. Così finalmente le ruspe si sono messe in moto e ormai lo stabilimento non c'è più.

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