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mercoledì 27 ottobre 2010

MILANO - CityLife Presentato il Parco



PREMIATO IL LAVORO DEGLI STUDI GUSTAFSON PORTER CON !MELK, ONE WORKS E OVE ARUP
Parco di Citylife, il progetto vincitore
Grillo all'attacco: «Sognate pure...»
Ligresti: la Defense come modello per Milano. Il comico genovese: «Grattacieli senza senso, toglieranno il sole»



MILANO - «Fra le montagne e la pianura», ma con una struttura radiale che richiama la pianta di Milano. Riproduce il paesaggio milanese e il suo territorio il progetto scelto fra gli otto finalisti del concorso internazionale per la realizzazione del parco pubblico di CityLife, il progetto di riqualificazione della ex Fiera famoso per i tre grattacieli. Il lavoro, presentato dagli studi Gustafson Porter (Regno Unito) in gruppo con !Melk, One Works e Ove Arup, è stato premiato mercoledì mattina all’Urban Center dal sindaco Letizia Moratti e, fra gli altri, dell’assessore comunale all’urbanistica Carlo Masseroli e di quello all’arredo pubblico Maurizio Cadeo. «Milano - ha commentato il sindaco - sta puntando molto sul verde, abbiamo realizzato quasi 2 milioni di metri quadrati in più di verde negli ultimi anni e puntiamo a raddoppiarlo». Oltre 170mila i metri quadrati per la nuova area verde, con tempi di realizzazione che prevedono la presentazione del progetto definitivo entro il 31 dicembre, la conclusione del primo lotto entro il 2012 e il completamento dei lavori per il 2015. Biodiversità e sostenibilità sia ambientale che economica le caratteristiche principali volute per un parco che accoglierà al suo interno anche uno degli otto «Raggi Verdi» previsti dal Comune di Milano, un collegamento ciclopedonale tra Parco Sempione e area Expo, passando appunto per City Life. Tutti i progetti rimarranno esposti al pubblico all’Urban Center fino al 30 novembre.
I GRATTACIELI - Quanto al progetto di sviluppo immobiliare di Citylife, «è un'iniziativa difficile, abbiamo bisogno dell'appoggio di tutti, del sindaco, degli assessori, della cittadinanza, e soprattutto delle banche», ha detto Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fonsai. Ligresti, che rappresenta uno degli azionisti della cordata, ha aggiunto che si tratta di «una realizzazione complessa», assicurando però che tutto il nuovo quartiere sorgerà nel pieno rispetto del progetto, comprese le tre torri. «Forse quella storta - ha concluso con un sorriso - sarà un po' raddrizzata». Sul grattacielo «piegato» dell'architetto Daniel Liebeskind anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi aveva espresso un parere molto negativo: «Quelle torri sono un'infamia», aveva dichiarato dopo aver visto il progetto. Ligresti ha portato come esempio per Milano il distretto francese della Defense: «E' un simbolo - ha detto - e deve essere preso come esempio per sviluppare le grandi città. Sviluppare poli esterni è l'unico sistema per risolvere i problemi del traffico e dell'inquinamento».


GRILLO ALL'ATTACCO - Pochi istanti prima che iniziasse la conferenza stampa per la presentazione del nuovo parco di Citylife Beppe Grillo, di passaggio in Galleria, ha stroncato l'intervento immobiliare, definendolo «senza senso, utile solo per riciclare soldi». «Oltre all'aria e al cemento - ha detto il comico genovese - a Milano vogliono togliervi anche il sole, migliaia di famiglie resteranno senza la luce del sole a causa di grattacieli senza senso, visto il numero di appartamenti sfitti in città. Ma qua si continua a costruire per riciclare soldi». L'invettiva di Beppe Grillo è poi proseguita contro il costruttore Salvatore Ligresti, uno dei partner della cordata di Citylife. «Il Ligresti, quando vede un prato verde, comincia ad avere le convulsioni - ha detto Beppe Grillo - e si domanda: a che serve questo verde, costruiamoci dei grattacieli». Poi un'allusione ai problemi di bonifiche a Santa Giulia: «A differenza di Terzigno, voi a Milano fate le discariche e poi ci costruite sopra: dovrebbero imparare da voi». Una risata sarcastica e il saluto: «Sognate pure una nuova città, Citylife, la grande vita della città: sognate! Ciao», ha concluso il comico.


Dal Corriere della Sera

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