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mercoledì 26 gennaio 2011

FIRENZE - L'abbandono di Firenze è in una mappa sul web




La Mappa dell'abbandono è un progetto in progress di censimento di tutti i luoghi abbandonati e inutilizzati. L'ideatore vive a Berlino e dice: «Bisogna imparare dalla città tedesca a reinventare gli spazi inutilizzati»




L'ex Ospedale Luzzi, l'ex Esselunga sul Viale Donato Giannotti, l'ex Manifattura Tabacchi, l'ex caserma dei lupi di Toscana 78esimo Reggimento. Spazi «Ex», una volta abitati e con una precisa funzionalità, testimoni di vite e storie oggi abbandonati in balia del degrado a volte pericolanti e quindi pericolosi per i cittadini. Firenze come tante città italiane ne è piena. A non volere che il tempo e la negligenza finisca per deteriorare de tutto questi luoghi e anzi, a suggerire per loro e per i fiorentini una nuova vita ci pensa da qualche giorno una curiosa iniziativa online. Si chiama “la Mappa dell'abbandono a Firenze” ed è un progetto in progress di censimento di tutti i luoghi abbandonati e inutilizzati realizzata da Giacomo Zaganelli, giovane «artista, social designer e organizzatore di eventi» di stanza a Berlino che ha partorito l'idea durante le ultime vacanze di Natale a Firenze.
L'ESEMPIO DI BERLINO - «Questa mappa – racconta dalla capitale tedesca dove abita- come tutti quelli che seguo, deve stimolare l'interazione delle persone. Io provo a suggerire solo visioni alternative». La mappa, che prevede la sua espansione grazie a segnalazioni di cittadini, conta al momento quasi 40 luoghi abbandonati a Firenze e dintorni: «L'idea – racconta - è nella mia mente da tanto tempo; solo durante questo ritorno per le vacanze natalizie sono riuscito a formalizzarla. Forse quello che mi ha spinto a farlo proprio ora è dovuto alla mia condizione di berlinese. In questa metropoli tedesca l'abbandono è molto presente, ma viene sempre riutilizzato in un modo o in un altro, legale o illegale che sia. Così la Stadtbad (piscina comunale) di Wedding è stata riconvertita in un importante centro per l'arte, il vecchio scalo merci di Gleisdreieck diventerà l'ennesimo parco in centro il prossimo anno, circa 30 ettari. Il vecchio aeroporto nazista di Tempelhof, 390 ettari, è stato convertito l'anno scorso a parco cittadino contro tutti i tentativi di immobiliaristi e imprenditori del cemento e nonostante la folle proposta di farlo diventare una montagna per i berlinesi. Il Künstlerhaus Bethanien si trova all'interno di un vecchio ospedale a Kreuzberg da più di 30 anni e rappresenta uno dei centri di ricerca sull'arte più importante della città».
LA SFIDA - Quasi una sfida dunque, quella di mappare la città di origine Firenze per spronare cittadini e internauti di tutto il mondo a segnalare i luoghi non sfruttati della città e, magari suggerirne una nuova vita. «Molti dei luoghi mappati ad oggi – continua Giacomo - li conoscevo direttamente; altri li ho scoperti per l'occasione della mappatura, girando in macchina per la città... è stato bello». Il progetto rappresenta solo la prima fase di un progetto più grande. «E' un modo per far prendere maggior consapevolezza ai cittadini della condizione di abbandono in cui vertono alcuni edifici, pieni di storia e di storie. Basti pensare al saponificio dell'Isolotto, al vecchio generatore elettrico dei tram o al rifugio bellico.Oggi vengono prediletti nuovi quartieri realizzati in modo scadente e in maniera dozzinale piuttosto che pensare al recupero di aree bellissime e dimenticate da anche più di 20 anni. Sono cresciuto accanto all'Accademia di sanità militare del Lungarno della Zecca che è tuttora inutilizzata, lì non è mai stato ipotizzato un utilizzo temporaneo - sono quasi 20 anni che è abbandonata - rimane lì a morire senza svolgere la sua funzione. Pensiamo ad esempio a dove sono costretti a far lezione gli studenti del liceo artistico di San Gallo, o a dove io iniziai l'università, in centinaia pressati all'interno delle stanze del circolo Arci o della misericordia di Calenzano, ecco la differenza con Berlino è abissale. Là gli spazi recuperati vengono riaperti così come sono, senza grandi lavori di ristrutturazione: intonaci, stucchi, pavimenti, e dotati del minimo indispensabile. Non si sta dietro all'apparenza, ma ai contenuti e i risultati ci sono. In un'ottica di ecosostenibilità e in un momento di grande crisi economica risulta necessario proporre modi di fare alternativi. I soldi non ci sono, ma sono le idee che ci mandano avanti». Ma come fare a partecipare alla segnalazione sulla mappa online? La mappa è sul web proprio per consentire a chiunque lo desideri una segnalazione, magari con immagini o anche solo citando l'indirizzo. E allora, forza, adesso tocca a voi.


Laura Antonini  Dal Corriere Fiorentino

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