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martedì 11 gennaio 2011

TAORMINA - Nell'antico Convento di Sant'Agostino, nasce l'archivio storico di Taormina




ALL'INTERNO CUSTODITI DOCUMENTI DEL XV SECOLO

Nell'antico Convento di Sant'Agostino, nasce l'archivio storico di Taormina

Sgarbi: «Da anni non se ne inauguravano in Italia. Realizzato senza finanziamenti per i 150 anni dell’Unità»

MESSINA - Due anni di lavoro per restituire a Taormina le memorie della sua identità. Nasce il nuovo Archivio Storico del Comune del messinese che custodisce tutti i documenti sociali a partire dal XV secolo. La sede è l’antico convento di Sant’Agostino. « È da anni che in Italia non si inaugura un archivio di Stato» spiega Vittorio Sgarbi, ospite all’inaugurazione, accanto al sindaco di Taormina Mauro Passalacqua e all’assessore al Turismo Italo Mennella e, questo nuovo spazio, rappresenta per il sindaco di Salemi «il lavoro di quelle carte su cui la storia si è costruita ed è una storia che porta all’Italia», con la Sicilia assoluta protagonista già in fase preunitaria. L’idea d’Italia secondo Sgarbi, «c’era prima del Risorgimento e di Garibaldi: la scuola italiana, la tradizione artistica letteraria (italiana) è precedente al 1861, e all’estero per questo siamo conosciuti».
LOMBARDO E L’ANTIPATIA PER GARIBALDI – «L’antipatia di Raffaele Lombardo per Garibaldi, in comune con Umberto Bossi - spiega il critico ferrarese - ha fatto si che, tra le 11 opere fatte con i finanziamenti per il 150 esimo dell’Unità, non ce ne sia una in Sicilia. Quest’archivio è una grande opera ed è realizzata senza i soldi dei comitati».

LA POLEMICA CON NAPOLITANO - «Il presidente della Repubblica – sottolinea Sgarbi - a Reggio Emilia ha invitato i sindaci di Torino, Firenze e Roma e si è dimenticato di me. Gli ho inviato una nota. Non è vanità personale. Certo sui libri di Storia non c’è che la prima capitale d’Italia è stata Salemi, perché appunto non c'era ancora l’Italia, ma c'era il sogno; dal balcone del mio municipio Garibaldi ha detto quello che avrebbe fatto. Ricordarsi di questo avrebbe significato dire ai leghisti che c'è anche la Sicilia». «Salemi – aggiunge il critico d’arte - è la prima capitale di un sogno (l’Italia, ndr.) l’inizio di un’impresa, sigillata nel primo atto della Gazzetta ufficiale, firmato il 14 maggio 1860, da Francesco Crispi che investe Garibaldi di quel compito che egli porterà a compimento».
L’ARCHIVIO – Alla nascita dell’Archivio Storico di Taormina hanno collaborato l’Archivio di Stato di Messina, l’Università degli Studi di Messina, e, aggiunge l’assessore Mennella, «due archivisti taorminesi, i quali hanno lavorato a titolo gratuito». “Pezzi” pregiati della collezione sono le cinquecentine e i manoscritti del 1400, questi ultimi troveranno dimora nell’ex convento quando sarà messo in sicurezza. «A breve avvieremo un accordo con l'Università di Catania, e apriremo una scuola di paleontologia. Miriamo ad un archivio fruibile ad orari non convenzionali, ma tradizionali per i turisti che sceglieranno Taormina anche come alternativa di turismo culturale», conclude l’assessore.
Lillo Maiolino


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