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martedì 25 gennaio 2011

VENEZIA - Piazza San Marco come il Colosseo



SALVAGUARDIA E SPONSOR

«Piazza San Marco come il Colosseo»
L’appello di Codello alle aziende venete


La sovrintendente: restaurare monumenti di fama mondiale dà un grande ritorno d’immagine. In cima alla lista Arsenale e Conservatorio



«Imprenditori veneti seguite l’esempio di Diego Della Valle». Venerdì il patron di Tod’s e il ministero ai Beni culturali hanno firmato l’accordo per il finanziamento dei restauri del Colosseo: una firma da 25 milioni di euro, che permetterà di restaurare uno dei monumenti simbolo italiani e a mister Tod’s di avere nel mondo, l’immagine dell’azienda che ha salvato il Colosseo, oltre a piccoli spazi pubblicitari intorno all’anfiteatro romano. Il giorno dopo, la sovrintendente veneziana scende in campo con un messaggio chiaro: «Possiamo fare anche qui come a Roma». Piazza San Marco non ha meno appeal, visitatori e fama del Colosseo. Della Valle ha detto che ci sono molti imprenditori disposti a fare altrettanto ed è a questi, in Veneto, che si rivolge Codello. «Il modello di sponsorizzazione che abbiamo avviato per San Marco nel 2007 oggi con il Colosseo si evolve - spiega la soprintendente - i lavori rimangono in capo al pubblico, il privato li finanzia rilanciando l’operazione nel suo marchio. Accettare sponsor è tutt’altro che uno sfregio ai monumenti, quando è fatto bene è un investimento di respiro internazionale, che fa bene al made in Italy a 360 gradi».

Finora a Venezia la collaborazione maggiore tra pubblico e privato è stata quella con l’impresa del settore Dottor Group a Ducale, oggi però sul modello Tod’s a Roma Codello spera si faccia un passo avanti. «Per rendere perfetta San Marco basterebbero sette milioni », dice la soprintendente. Il messaggio non può essere più esplicito: Venezia accoglierà i mecenati del ventunesimo secolo a braccia aperte. «C’è un altro aspetto importante nell’operazione di Roma — spiega Codello — ed è il fatto che l’azienda privata potrà divulgare con i suoi mezzi l’intervento di restauro. Per l’Italia si tratta di grande contributo a far conoscere competenze e capacità che abbiamo solo noi nel mondo». La sovrintendente ha già pronto un elenco di monumenti per imprenditori disposti a raccogliere la sfida che ha spiegato bene Della Valle a Roma: «Mostriamo al mondo che l'Italia funziona: uno dei simboli del Paese, restaurato da un'azienda che rappresenta il made in Italy». Dopo piazza San Marco Codello pensa al conservatorio Benedetto Marcello nel seicentesco palazzo Pisani, i cui restauri costano 20 milioni.

«L’ipotesi di uno sponsor unico che metta insieme le potenzialità culturali del conservatorio e il suo restauro è la soluzione auspicabile - continua Codello - nel pacchetto potrebbe anche rientrare l’uso della terrazza, una volta messa in sicurezza, che abbraccia la laguna». Anche se, a voler pensare in grande, in cima ai pensieri di Codello c’è l’Arsenale. I costi? «Incalcolabili». Nell’attesa che qualcuno risponda all’appello la sovrintendente torna a sorridere per il ritorno di inserzionisti nelle maxi pubblicità che la crisi ha lasciato in bianco per alcune settimane. Proprio in questi giorni è all’esame della Curia una proposta per San Simeon Grande. Ma anche bianchi, per Codello, sono stati una fortuna. «Con il vento di questi giorni è stato un bene che ci fossero i cartelloni anche se bianchi, per la sicurezza in cantiere. In passato le coperture tradizionali d’inverno capitava fossero strappate dal vento. E il tempo è anche il motivo per cui in quetso periodo non si può intervenire sulla pietra».

Gloria Bertasi Dal Corriere Veneto

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