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martedì 1 settembre 2009

GENOVA - Stadio, si riparte da zero


Enac dice no al nuovo stadio vicino all'aeroporto. Si riparte da zero


Il nuovo stadio di Genova a Sestri Ponente? Sarà molto difficile che si faccia a causa di problemi di spazio e sicurezza con il vicino aeroporto. Dopo un’analisi dettagliata della situazione, l’Enac, l’Ente dell’aviazione civile, è pronta a dare una risposta precisa sulla nuova struttura, come aveva anticipato a Primocanale lo scorso 11 agosto (guarda il video). I particolari saranno resi noti ufficialmente domani mattina, nell’incontro convocato a Palazzo Tursi dal sindaco Marta Vincenzi con tutti gli enti interessati alla vicenda, società calcistiche escluse. Ma secondo indiscrezioni che siamo in grado di anticiparvi, l’Enac porrà almeno due veti, che difficilmente non potranno non essere tenuti in considerazione. Uno di tipo logistico: per realizzare l’impianto così come è stato progettato servono 90 mila metri quadrati di spazio, di cui 40 mila da sottrarre all’aeroporto. A farne le spese sarebbe il piazzale nord, quello che ospita i Canadair della Protezione civile. Chi si assume la responsabilità, eventualmente, di spostarli in un’altra sede, magari meno strategica? L’operazione, inoltre, andrebbe a cozzare con l’ipotesi, più volte sbandierata, di un ampliamento del Cristoforo Colombo. Il secondo veto è ancor più vincolante e riguarda la sicurezza: la struttura progettata sarebbe alta 45 metri. “Troppo imponente – secondo il dossier dell’Enac – tanto che metterebbe in seria difficoltà atterraggio e decollo degli aerei”. Insomma, stadio e aeroporto non possono convivere. Ne dovrà prendere atto il sindaco Vincenzi, la quale ha sempre ripetuto che priorità, rispetto al progetto del nuovo impianto sportivo, dovessero averla la sicurezza e l’ampliamento del Colombo. Quasi certamente si ripartirà da zero, dunque, con l’individuazione di una nuova area, a meno di possibili ricorsi al Tar. Ma i tempi stringono: il Comune vorrebbe chiudere la partita entro dicembre per non lasciare l’opera in eredità, tra 2 anni, a una eventuale nuova amministrazione.

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