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lunedì 14 settembre 2009

ROMA - Bikesharing, già pronte altre 44 stazioni


Utenti in aumento: 4.000 solo nel periodo estivo Critiche alla tariffa fissa. Funziona la «chiave antifurto»

Perplessità e inciampi strut turali. Partenza a singhiozzo. Poi, il cambio di gestione per invertire la rotta. Il bike sha ring, nell’era Atac, fa registrare un’altra accelerazione: sono in arrivo 44 nuove postazioni. Perché, fa sapere l’Atac suben trata il primo giugno alla socie tà spagnola Cemusa, gli utenti sono in aumento: 4054 abbona­menti. Solo nel periodo estivo, da giugno al 1 settembre, 1342. Ai romani, il bike sha ring piace. Ma «servono inve stimenti », sottolineano le asso ciazioni dei cicloamatori. Alle problematiche, che in parte restano, Atac risponde con il potenziamento del servi­zio.

E la sfida è partitada alcu ni miglioramenti tecnici. In chiave «anti-furto». Dopo la sparizione, a giugno, di 50 bici (su 200): «Non ci sono stati più furti - fanno sapere dal l’Atac - abbiamo recuperato 15 biciclette». Immediato l’inter vento delle associazioni: «Il perno per l’aggancio delle bici non funziona». Risposta: «Ab biamo migliorato il meccani smo ». I vandali sono avvisati. Buone notizie, anche per gli utenti: «Stiamo lavorando al l’integrazione dell’abbonamen to bike sharing con la (nomina tiva) metrebus card».

Altro ca pitolo spinoso le tariffe. Gli amanti delle due ruote ecologi che non hanno gradito: «Si ab bandona la logica della condi visione ». Tradotto: 50 cent ogni mezz’ora (più 5 euro di iscrizione), equivale ad un ser vizio di noleggio. Pur se conve niente, spiega Fausto Bonafac cia dell’associazione Bici Ro ma, «la tariffa tradisce il bike sharing». Ma i dati parlano chiaro: il 77% dei prelievi rima ne sotto ai 30 minuti, l’8% arri va ad un’ora, solo il 2% oltre le 4 ore. «L’utilizzo non è mutato dopo il cambio tariffario». I prelievi totali dal primo gennaio al primo settembre 2009, sono stati 49 mila.

Dal 4 luglio, le postazione del Bike Sharing sono arrivate ad Ostia. Ed è stato prolungato l’orario notturno. «I cicloamatori chie dono inoltre - conclude l’asso ciazione Bici Roma - nuove, e sicure, piste ciclabili». Allo stu dio dei tecnici Atac, c’è poi l’in stallazione di postazioni per bi ci elettriche nel centro storico. In stile Ferrara. O anche Mila no, Padova. E magari Parigi, ca pitale delle vélo libre . «La Ville Lumière non aveva una tradi zione di uso della bici - spiega Francesco Filippi, ingegnere e direttore del Centro studi tra sporti e logistica della Sapien za, che ha analizzato le poten­zialità delle bike sharing su Ro ma - . Ma è arrivato un sindaco che ci ha creduto». E in due an ni hanno registrato 41 milioni di prelievi.

Ecco le parole chiave del suc cesso Vèlib: «Trasporto inter modale, ovvero parcheggi per le bici ai capolinea della me tro », «rimesse custodite per le due ruote». E un piano mobili tà che tenga conto del rappor to costi-benefici del bike sha ring: «Come hanno fatto gli in glesi - conclude Filippi - , chi va in bici fa movimento e non inquina: dunque risparmio sul le spese sanitarie e vantaggi per l’ambiente». «Siamo stati a Milano per imparare da chi è più avanti di noi - dice il presidente di Atac, Massimo Tabacchiera - , intan to ci muoviamo in una logica di sviluppo e di risoluzione dei problemi: siamo in grado di re alizzare prossimamente 44 nuove postazioni tra centro storico (15), Trastevere (8), Prati (21) e Ostia (4). Si arrive rebbe così a 70 postazioni». Atac è in attesa «del via libera delle sovrintendenze per l’in stallazione delle nuove posta zioni ». E, altri 50 stazionamen ti, sono previsti in piazzale Fla minio: «Tutte le volte che Atac interviene per lavori di riquali ficazione, come nel caso della fermata tram del Flaminio conclude Tabacchiera - preve de un ampliamento del parco bici».

Dal Corsera

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