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venerdì 29 maggio 2009

GENOVA - Un’inciviltà da 600 mila euro di danni


Maleducati, imbrattatori e incivili che abitano o frequentano il Centro storico costano, alla collettività, 600 mila euro l’anno. È questo, il conto che Amiu stila considerando esclusivamente i servizi straordinari che ogni notte vengono compiuti al fine di riportare la situazione a un decoro accettabile. La routine in un contesto come questo non basta, serve un impegno extra delle risorse umane e dei mezzi a disposizione. E chi porta a spillare tanti soldi dal portafogli comune non sono di certo i delinquenti, che pure non mancano nella Città vecchia. Sono più spesso stimabilissimi impiegati e avvocati della city, frequentatori occasionali che una o due sere la settimana si riversano nei vicoli. Senza nazionalità, la maleducazione. E a produrre materiale per gli operatori ecologici di Amiu sono spesso anche alcuni residenti, specie quelli che possiedono un cane. Il primo problema è il fenomeno che porta moltissime persone, e qui i maggiori indiziati sono i residenti, ad abbandonare rifiuti ingombranti per strada. Materassi, reti, lavatrici, mobili d’ogni tipo, sedie in quantità, si parano giornalmente davanti a chiunque si trovi a passare tra Fossatello, Prè, Canneto e San Bernardo. Il costo di questo servizio è pari a 250 mila euro. I cani che sporcano, ma soprattutto i padroni che non ne raccolgono gli escrementi, costano a tutti i genovesi come un monolocale: 120 mila euro per il solo Centro storico, denaro necessario per far muovere le cosiddette “Caninet”, gli scooter dotati di aspiratore dedicati a questo servizio. Tra i servizi straordinari anche la raccolta siringhe, che seppure non si possa direttamente ascrivere alla voce maleducazione rappresenta comunque un problema insormontabile: ad Amiu costa 50 mila euro l’anno. Vomito, urina sui muri, lavaggi straordinari estivi (in inverno la pioggia aiuta almeno un po’) e pulizia straordinaria degli “eco-punti”, i locali chiusi per i cassonetti (scambiati spesso da balordi per vespasiani o toilette pubbliche) portano a strappare un altro assegno, ogni anno, da 180 mila euro. Totale 600 mila euro, un conto realizzato sommando le sole spese straordinarie, senza contare il lavoro quotidiano di pulizia e la raccolta dei rifiuti. Le ordinanze anti-degrado e pro-decoro non hanno evidentemente dato i frutti sperati, l’unico deterrente che sembra aver funzionato è quello dei provvedimenti che vietano latta e vetro per strada, che hanno effettivamente prodotto una riduzione dei rifiuti abbandonati.

Dal Secolo XIX

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ecco, come ha detto il berlusca, alla fine tutte le città italiane sono uno bello schifo.


Lore

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