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martedì 26 maggio 2009

MILANO - EXPO, Anno Zero


IN TRASMISSIONE ANCHE LUCIO STANCA, ANTONIO DI PIETRO, PIERLUIGI BERSANI E I COMITATI
Milly-Letizia, lite sull’Expo tra le Moratti
L’evento del 2015 sbarca ad Annozero di Michele Santoro. Si litiga su cementificazione, conflitto di interessi, ritardi

Annozero (Ipp) MILANO — Nell’arena del leone. L’Expo sbarca ad Annozero di Michele Santoro. Si litiga. Su tutto. Cementificazione, conflitto di interessi, ritardi. Il sindaco di Milano Letizia Moratti si prepara da giorni. È carica come una molla. Lo si vede appena sullo schermo appare sua cognata Milly Moratti, moglie di Massimo, patron dell’Inter. Milly attacca il Comune per le speculazioni all’Isola. Non c’entra niente con i progetti di Expo, ma fa parte del pacchetto delle grandi opere che rivolteranno Milano come un calzino da qui al 2015, data del fatidico evento.

Il sindaco ricorda a sua cognata che alle ultime elezioni ha corso con il suo avversario, Bruno Ferrante. «E Ferrante lavora con il gruppo Ligresti». Traduzione: si metta d’accordo con se stessa. L’Expo annacquata dentro Milano. Il parterre è composito. C’è la Moratti. C’è l’amministratore delegato della Soge, Lucio Stanca. C’è il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che attacca i «soliti palazzinari». Per il Pd c’è Pierluigi Bersani. E poi ci sono i comitati, quelli che difendono il loro territorio dai progetti che non c’entrano niente con Expo: da Citylife a Garibaldi-Repubblica. Altre partite. Ma che in trasmissione sembrano tracciare un filo rosso. C’è anche il Comitato No Expo. L’ultima sortita non fu splendente. Non riuscirono a mettersi d’accordo per consegnare un contro-dossier al Bie, l’organismo che sovraintende le Esposizioni universali.

Nessuno si nasconde i problemi dell’Expo milanese. Guerre di potere, ritardi, conflitti politici interni ed esterni, la battaglia sui finanziamenti, le infiltrazioni mafiose. La Moratti cerca di rimettere i puntini sulle i. «Expo 2015 è un grande progetto, un progetto per il Paese ma anche un volano contro la crisi economica. Ed è soprattutto un progetto di collaborazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo». «L’Expo— attacca Stanca — è più importante delle Olimpiadi». Segue un siparietto dal titolo «mani sulle città» con Di Pietro: «Non ho mai incontrato Di Pietro — attacca Stanca —. Neanche nel ’92 quando ero capo dell’Ibm. Siamo stati bravi tutti e due». «Non ho mai detto di essere stato bravissimo quando lavoravo a Mani Pulite». Situazione tesa. La Moratti chiede a Di Pietro di guardarla negli occhi. «Perché quando lei era ministro non ha fatto una legge per controllare le imprese a rischio? Noi lo abbiamo già fatto».

Maurizio Giannattasio
Dal Corriere della Sera

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Vista, pensavo peggio, Di Pietro è quasi ridicolo, la Moratti alla fine temevo la massacrassero ed in vece...


Lotty

Anonimo ha detto...

MA chi è quello sfigato che faceva parte dei comitati del no? No contro tutto? Insopportabile.

Jianka

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