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mercoledì 13 maggio 2009

ITALIA - Servizi, la pagella


È Brescia la capitale dei servizi

Brescia la città meglio servita d'Italia, Napoli la più sacrificata. Non è un sondaggio, bensì la pagella dei servizi pubblici compilata dall'ufficio studi di Mediobanca per conto della Fondazione Civicum. Lo studio, presentato ieri con i dati 2007, si propone la mission impossible di mettere in competizione gli operatori che hanno come "clienti" gli utenti. Cittadini che spesso non possono scegliere, ma che, attraverso un confronto oggettivo, possono farsi un'idea della qualità del servizio che ricevono e dell'adeguatezza dei costi sopportati.
L'analisi Mediobanca prende in considerazione sei grandi Comuni e 39 aziende fornitrici di luce, gas, trasporti pubblici, servizi ambientali e aeroportuali, raffrontandole sulla base di una serie di parametri quantitativi.
Luce
Un modo per misurare la qualità della fornitura di energia elettrica è quello di calcolare i minuti persi per interruzioni non programmate. Ebbene, a parte il caso dell'Enel che si distingue a Napoli per un disservizio di un'ora all'anno, tra le municipalizzate è l'Acea di Roma a detenere il record negativo con 49 minuti di black-out estemporaneo. Segue, a distanza, Aem Milano con 28 minuti di interruzioni non pilotate che comunque sono inferiori alla media nazionale di 36 minuti, mentre Asm Brescia (che nel 2007 era ancora indipendente) è imbattibile con meno di 9 minuti di buio casuale all'anno.
Dal 2001 tutti hanno migliorato il servizio, ma le regole del gioco hanno fatto sì che Acea dal 2002 al 2007 abbia dovuto pagare pegno, versando all'Authority 17,5 milioni che sono andati a finanziare, come incentivi, gli altri concorrenti (anch'essi quotati) più virtuosi: Asm (6,3 milioni), Aem (5,1), Iride (2,5) ed Hera (1,1).
Gas
In fatto di sicurezza, nessuno è stato più prudente di Aem che ogni anno ha ispezionato pressoché tutta quanta la rete in alta pressione, ma quando si verifica qualche problema il "pronto intervento" milanese è più lento rispetto alla media nazionale: 40 minuti contro 34. La più veloce è Hera con 33 minuti.
Illuminazione pubblica
Brescia risulta essere anche la città più illuminata con 185 lampioni ogni mille abitanti, mentre Napoli (nel 2007 il servizio era curato da Acea) la più oscura con 50 lampioni, dietro la "città eterna" che non arriva a 60. Quando si tratta di sostituire la lampada rotta è però Iride-Torino l'azienda più rapida: in poco più di un giorno il problema è risolto quando a Roma di giorni ne occorrono quasi dieci.
Acqua
C'è acqua e acqua, ma a Milano e provincia arriva tutta dalla falda appena sotto la superficie, mentre l'Acquedotto pugliese per oltre il 70% deve approvvigiornarsi altrove, chiedendo aiuto alle Regioni relativamente più dotate, come la Basilicata. La differenza sta nei costi e le tariffe quasi sempre ne tengono conto: così in Puglia (come, del resto, anche a Genova) aprire i rubinetti costa il doppio che a Milano. Però la provenienza della materia prima non spiega perché l'Acquedotto pugliese fatturi solo la metà dell'acqua che immette nel circuito. Forse è un caso, ma nel capoluogo lombardo solo il 10% dell'acqua va persa. In Italia le perdite di rete, tra falle e furti, sono costati negli ultimi cinque anni oltre 2miliardi di mancati introiti per i nove operatori considerati.
Quanto ai consumi, gli abitanti della Penisola non badano a spese: sarà anche perché l'oro blu da noi costa all'incirca 1 euro al metro cubo, la metà della media mondiale.
Rifiuti
L'obiettivo di legge per la raccolta differenziata dei rifiuti era di raggiungere il 40% entro il 2007. Ce l'ha fatta solo Torino. Napoli si conferma pecora nera con il 13%, ma sotto la media nazionale del 25,4% ci sono anche Genova (16,8%) e Roma (19,2%). Dalla raccolta alla destinazione finale, la spazzatura fa giri diversi da una città all'altra: se a Genova e Torino finisce quasi tutta in discarica, a Brescia i due terzi arrivano all'inceneritore, a Milano la metà. A Venezia, caso unico, quasi la metà dei rifiuti serve a produrre energia. La raccolta costa di più a Venezia e Napoli, più del doppio che a Brescia.
Tram, bus e metro
Nei sei Comuni sotto esame – Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Brescia – si viaggia ancora soprattutto in autobus (il 79% dei trasporti locali), ma negli ultimi cinque anni è stata la metropolitana a correre di più (l'offerta è aumentata del 18%), soprattutto a Torino e a Milano, ma anche a Napoli. Ciononostante il problema dell'affollamento di mezzi pubblici è stato tutt'altro che risolto, dal momento che il numero di passeggeri è cresciuto più di quanto siano aumentati i servizi.
Le statistiche dicono che a Torino si viaggia più comodi (anche perché le linee extraurbane sono meno congestionate), ma non ci si può lamentare neppure intorno al Vesuvio e nella metro partenopea. Al contrario per i mezzi di superficie Roma e Napoli sarebbero proprio da evitare.
Il sistema dei trasporti pubblici più costoso nel complesso è quello di Napoli, il meno costoso quello dell'Atm milanese. Se tutte le aziende considerate fossero allineate sulla più virtuosa, sarebbe possibile risparmiare più di mezzo miliardo di euro all'anno di contribuiti a carico della collettività.
Aeroporti
Per dimensioni, considerato il traffico passeggeri e merci, il sistema aeroportuale di Roma batte quello di Milano. Nell'ultimo quinquennio Adr è infatti cresciuta del 34,1%, Sea del 30,6%. Ma mentre nella Capitale l'espansione è stata quasi tutta centrata su Fiumicino (+84%), nel capoluogo lombardo Malpensa è cresciuta del 74%, ma il city-airport di Linate si è difeso meglio di Ciampino con un +26%. Con una differenza: a Malpensa il traffico passeggeri su voli nazionali è calato del 20%, a Linate invece è sceso del 4,7% il traffico merci. A Roma poi l'aeroporto principale è specializzato sui voli di linea, Ciampino sui low cost, mentre Malpensa e Linate, quanto a specializzazione, sono la fotocopia l'uno dell'altro. In assoluto, comunque, nessuno scalo ha sperimentato un boom come quello di Orio al Serio che, dal 2003 al 2007, è cresciuto del 71,5% grazie soprattutto ai voli low cost.
Sotto il profilo dell'adeguatezza delle strutture, l'aeroporto di Torino è il migliore, Linate e Ciampino sono invece i peggiori. Orio è il più veloce nelle pratiche aeroportuali – check-in, controllo bagagli, sbarco, consegna bagagli in 39 minuti –, Ciampino il più lento con 71 minuti. I tempi d'attesa si sono però allungati ovunque: a Malpensa dai 32 minuti del 2003 ai 58 del 2007, a Fiumicino da 42 a 68 minuti.

Dal Sole24ore

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