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giovedì 21 maggio 2009

MILANO - Bike sharing


Foto Ambrosiana Pictures
Voglia di pedalare, il bikesharing va in crisi


In alcune ore della giornata e nei parcheggi più frequentati la domanda eccede l'offerta e molti abbonati restano a piedi. Ma le due ruote a disposizione diventeranno 1.200 entro l'estate
di Alessia Gallione

A Cadorna, la scena si ripete ogni mattina. Tra la folla dei pendolari che scende dal treno, sono molti quelli che non scendono più i gradini del metrò o aspettano il bus. Tessera in mano, si dirigono direttamente alla rastrelliere del bike sharing per raggiungere così l’ufficio. Pedalando. Tanto che ormai, dalle 7 alle 9, il personale di Clear Channel, la multinazionale che gestisce il servizio delle bici in condivisione, deve rifornire continuamente gli stalli con due ruote “fresche” per non farle mai mancare.

E poi San Babila, dove non è difficile vedere gli stalli vuoti come a Cairoli, Duomo, Sant’Agostino, Porta Venezia, l’impianto vicino alla Cattolica e quello di piazza Cordusio. Le stazioni più utilizzate, le più strategiche e centrali, che raccontano il paradosso di BikeMi: un successo con 10mila clienti annuali, un numero di abbonamenti settimanali (540) e giornalieri (2.800) che in un mese e mezzo ha superato persino le aspettative di chi l’ha pensato, il servizio. Punte di 3.500 utilizzi al giorno e 2mila utenti.

Ma anche i primi segnali di crisi, con una decina di punti in cui la domanda supera quotidianamente l’offerta. E un mese, giugno, in cui la richiesta sarà al massimo.

I primi rinforzi stanno arrivando, annuncia Palazzo Marino: domani, verranno inaugurate sei nuove stazioni, altre tre la prossima settimana. Si arriverà così a quota 85 punti e quasi 1.200 bici (il sistema a regime prevede 103 stalli e 1.400 due ruote).

Per l’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci: «Con queste nuove aperture stiamo continuando lo sviluppo del percorso del bike sharing per garantire un servizio sempre più capillare e diffuso, che sta riscontrando grande successo tra i milanesi e i turisti».

Ma, almeno per le rastrelliere più utilizzate, a cominciare da Cadorna, sarebbe necessario al più presto un raddoppio di posteggi e mezzi. Con un’incognita in più. I tecnici di Clear Channel avevano fissato il punto di rottura, ovvero il momento in cui le biciclette non sarebbero state sufficienti per tutti, quando gli abbonati annuali fossero arrivati a 20mila. Un’asticella che va abbassata a 15mila, visto il boom di registrazioni giornaliere e settimanali. E vista la crescita esponenziale degli utenti: a febbraio erano 480 al giorno; a fine marzo erano saliti a mille; ormai, si viaggia a una media di 2mila. Per questo sarà il mese di giugno il vero banco di prova, con la massima richiesta di milanesi e clienti occasionali. Poi, in estate, gli impiegati e i professionisti saranno sostituiti dai turisti che, in quest’ultimo mese, hanno iniziato a utilizzare le bici in condivisione durante il week-end.

Se ne riparlerà a settembre, ma «per sviluppare il sistema — spiega il consigliere dei Verdi Maurizio Baruffi — ci vorrà del tempo e non possiamo perderlo. Bisognerebbe sfruttare i mesi estivi per i nuovi cantieri, senza aspettare la fine dell’anno. Milano non deve essere timida. Visto che il bike sharing è un successo bisogna rafforzarlo subito, altrimenti si rischia di finire come con Ecopass: una misura efficace, ma che è non è stata potenziata e sta perdendo efficacia».

Il progetto del Comune, infatti, prevede di arrivare a 350 stazioni con 5.000 bici entro la fine del 2009, ma difficilmente si raggiungerà questo obiettivo visto che servono mesi per disegnare la nuova rete, e le trattative tra Atm (che ha gestito la gara per conto dell’amministrazione) e Clear Channel per la seconda fase di BikeMi non sono ancora concluse.

Dal consigliere regionale del Pd, Giuseppe Civati, primo firmatario di un progetto approvato dal Pirellone in modo bipartisan, però, arriva anche un’altra richiesta: «Adesso servono piste ciclabili, percorsi protetti e soprattutto dobbiamo ragionare in una logica di sistema che vada oltre Milano per rendere la bici parte integrante della rete di trasporto».

Da La Repubblica

1 commento:

byb ha detto...

a stoccolma, tre le città apripista del bikesharing in europa, i prezzi sono leggermente più bassi e i costi sono in gran parte coperti dalle pubblicità.
per motivi climatici (credo soprattutto per il ghiaccio sulle strade) il servizio non è attivo in inverno.
e dal centro si è espanso alla metropoli, poco alla volta. nonostante esista già da diversi anni è in continuo potenziamento ed espansione.

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