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giovedì 4 giugno 2009

GENOVA - Recco: “Mini grattacielo”, inchiesta della Procura



Inchiesta della magistratura sul “mini grattacielo” tra via Marconi e via XXV Aprile, il palazzone alto dieci metri che tanto ha fatto discutere nei mesi passati. Il tribunale di Genova ha aperto un fascicolo (numero 1.258) a seguito degli esposti denuncia presentati dal Comitato per la salvaguardia di Recco, che non si riferiscono al progetto, ma all’avvenuta permuta di parte dei terreni di via Amalfi, passati di mano dal Comune ai privati della società Santa Monica, che si occuperà della costruzione. Toccherà al sostituto procuratore Paola Calleri verificare se si possono effettivamente configurare ipotesi di reato o se, al contrario, l’iter seguito dall’amministrazione è in linea con la legge.


Di certo la procura della Repubblica di Genova ha ritenuto che sulla vicenda è necessario un approfondimento. Nel mirino della magistratura sono in particolare le due delibere, quella di giunta e quella di consiglio comunale, con le quali si è provveduto a permutare una striscia di terreno della strada, senza la proprietà della quale l’intervento di edilizia residenziale avrebbe potuto essere compromesso. Nelle more dell’iter procedurale (progettazione e approvazione) si era, infatti, scoperto che una parte dell’area interessata dalla lottizzazione, peraltro già prevista dal piano urbanistico comunale, non era ancora di proprietà privata e dunque non avrebbe potuto essere utilizzata. Così, su richiesta della società costruttrice, il Comune ha deciso di cedere una striscia di via Marconi, che verrà utilizzata per fare nuovi marciapiedi. Oltre che sulla legittimità della permuta tra pubblico e privato, l’esposto insiste anche sull’interpretazione data dalla giunta alla cartografia catastale della zona: per gli esponenti sarebbero evidenti gli errori tecnici, che permetterebbero al privato di ottenere una parte di terreno in più, per un valore stimato di 250 mila euro.

Se queste sono le basi su cui si fonda l’esposto e sulle quali si dovrà muovere il magistrato, da parte dell’amministrazione si esclude a priori qualsiasi tipo di irregolarità: «Siamo in perfetta regola e in varie occasioni l’abbiamo già dimostrato; vista la delicatezza del progetto ogni passaggio è stato studiato e giuridicamente verificato – dice Giuseppe Rotunno, assessore all’Urbanistica - Noi abbiamo semplicemente fatto cambio di proprietà, rendendo contigue le due zone private e ottenendo in cambio la parte che insiste su via Marconi». Poi, rispetto agli esponenti: «È troppo facile sparare nel mucchio per ragioni elettorali – afferma Rotunno – Mi auguro che, quando sarà provata la regolarità dell’azione amministrativa, il Comune decida di chiedere i danni a chi fa esposti come questo».

Da il Secolo XIX

1 commento:

Anonimo ha detto...

Recco è orrenda, che timori hanno?

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