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mercoledì 3 giugno 2009

MILANO - Colonne imbrattate


ASSOEDILIZIA: IMBRATTATI 55 MILA PALAZZI, DANNI PER 100 MILIONI DI EURO
Colonne, l’assalto degli studenti-vandali
San Lorenzo, nuove scritte sui marmi imperiali. «Uno scandalo, il Comune è assente»

MILANO - Quando saltano la scuola, i «bigioni di professione» si ritro vano qui, in San Lorenzo, e ora i professori sanno dove beccare Jan, Sarah, Ryan, Alex e Arian­na: i loro nomi sono scritti a pennarello oro e blu sulle Co lonne. «Sono tra gli ultimi sgor bi apparsi sui marmi», racconta Adriano Conte, l’architetto del comitato «La Cittadella» e ad detto al censimento graffiti. Conte fotografa le Colonne ogni quindici giorni, cataloga le scritte, avvisa Comune e So printendenza, «venite a cancel lare 'emo subiscono, truzzi co mandano' e 'Derek sei gno kka', ripulite bestemmie e dedi che, 'Alessia ti odio' e 'Lisa ti amo'». L’archivio degli sfregi s’ingrossa un giorno via l’altro in attesa che a Palazzo Marino si decidano sul piano di riquali ficazione. Il primo progetto è del 2005, firmato dal vicesinda co Riccardo De Corato: «Cancel lata ». L’ultimo, dell’assessore Maurizio Cadeo, è fresco d’an nuncio: «Catenelle per il sagra to e una teca per le Colonne». Tra il primo e l’ultimo progetto s’è divisa la giunta e non s’è vi sto nemmeno un operaio. Solo qualche transenna mobile.

«Emergenza graffiti». Assoe dilizia descrive il fenomeno in questi toni e lancia l’allarme de coro all’indomani degli ennesi mi assalti dei writer in metrò: Atm ha speso 6 milioni di euro, nel 2008, per eliminare da treni e stazioni la vernice lasciata da italiani, americani, francesi, spagnoli e svizzeri. «Le interpre tazioni sociologico-politiche e pseudo artistico-culturali cado no di fronte alla constatazione che a Milano convergono graffi tisti da mezzo mondo», attacca il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: «Confi dano nell’impunità, a dimostra zione che si tratta di puri atti vandalici». L’associazione ha contato almeno 55 mila edifici imbrattati a Milano e danni per 100 milioni di euro, un terzo del conto pagato da tutta la Lombardia (305 milioni). Porta Ticinese è uno dei quar tieri più segnati della città.

Le tags (firme) coprono basilica e Colonne, panchine e portoni, insegne e vetrine (il negozio Guru è spaccato e imbrattato), bar e citofoni. Per altro, esauriti i muri ad altezza uomo, ora i writer puntano in alto: Dbs ha firmato persiane e finestre al primo piano di via Arena e Kine s’è arrampicato sul divieto d’ac cesso pur di marchiare via Vete re. La facciata nobile dell’anfite atro di via De Amicis è un taze bao di disegni. Mentre sugl’in gressi dei palazzi e le serrande dei negozi spuntano i primi se gnali di resa, cartelli e fogli A4, cedesi attività a affittasi locali arredati. Le agenzie dicono che gli immobili abbiano perso de coro e valore, «ormai prendono casa solo universitari e studen ti Erasmus. E spesso in nero».

A dar la caccia ai graffitari ci pensa soprattutto il nucleo De coro urbano della polizia loca le: in due anni ha denunciato 42 writer beccati in flagranza di reato e ne ha multati altri 46 (500 euro). Oggi e domani si svolgono le prime udienze da vanti ai giudici di pace: sono imputati tre writer di 20, 23 e 29 anni fermati davanti a una scuola di via Baravalle e alla fac ciata laterale del Duomo. Altri quattro processi sono in calen dario tra giugno e ottobre. Il Co mune si costituirà parte civile «in tutti gli episodi» e De Cora to spiega il perché: «Non dob biamo lasciare impuniti gesti costati all’amministrazione 25 milioni di euro in due anni». Sì, «ma tutti chi?». Gli artisti di strada si ritrovano oggi, alle 19.30, nel parcheggio Conad di via Quaranta, l’evento è autoriz zato e si intitola «Smack!»: «Vo gliamo dimostrare che esiste una netta distinzione tra street artist e vandali». Don Augusto Casolo, parroco di San Lorenzo, è prete semplice, concreto, non bada a certe sottigliezze. Aspet ta solo che il Comune ripulisca i muri laterali della basilica. Ha segnalato le scritte a febbraio.

Armando Stella

Dal Corriere della Sera


Nota di Skymino: poi immagino che qualcuno si lamenterà se le colonne come altri luoghi finiscono tra le grate di un cancello... se ci fosse un po' di rispetto per tutto e tutti, basterebbe poco, ma non è mai così.

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