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mercoledì 17 giugno 2009

TORINO - La metro e il sottopasso che cambiano la città


Ok alla “Variante 200” e via al tunnel di corso Mortara
BEPPE MINELLO

Il centrodestra grida allo scandalo («E’ pubblicità elettorale») e non senza qualche ragione. Ma l’approvazione in Sala Rossa, ieri, della ormai famosa «Variante 200» che dà le linee guida per ridisegnare la zona Nord-Est di Torino e l’inaugurazione, al mattino, del primo - ma per ora inutile - tratto del tunnel che entro il 2011 permetterà di attraversare da Ovest (corso Potenza) a Est (corso Vigevano) la città passando sotto la Spina 3 nel frattempo diventata un parco, sono due eventi che segneranno per decenni la vita di Torino.

Certo, per eleganza, si poteva attendere la prossima settimana e il superamento della fase elettorale, come pretendevano i partiti di opposizione che la scorsa settimana (complice la colpevole assenza di molti consiglieri di maggioranza) avevano fatto saltare il consiglio rinviando l’ok alla super-variante. Ma la maggioranza del sindaco Chiamparino sulla riqualificazione delle periferie, e in particolare di quell’area che dalle spalle di Porta Palazzo arriva ai confini urbani dove maggiore è il disagio e dove la sinistra sembra arrancare, sta puntando molte delle sue carte per mantenere la presa su Palazzo Civico quando, nel 2011, si andrà alle urne per rinnovare la Sala Rossa.

Per dire, l’assessore all’Urbanistica Mario Viano, cui ieri spettava il diritto-dovere di illustrare alla Sala Rossa le magnifiche sorti e progressive della «200» è stato fatto tornare in tutta fretta da Lisbona dov’era andato a trovare una parente. In ogni caso, come ha spiegato Viano, il progetto del Comune si basa su una scommessa apparentemente a rischio zero: realizzare infrastrutture trasportistiche (metropolitana e strade) per rendere urbanisticamente più interessanti aree altrimenti di scarso appeal. Ecco quindi l’idea di sfruttare il trincerone ferroviario esistente che va dallo scalo Vanchiglia (a fianco del Cimitero Generale) fino a piazza Rebaudengo (parco Sempione), passando davanti all’ospedale San Giovanni Bosco, per realizzare la Linea 2 della metro dall’interconnessione con la Linea 1 già esistente in corso Vittorio Emanuele. Con un costo teorico di 600 milioni (metà a carico dello Stato) che, visti i tempi, nessuno saprebbe dove reperire.

Denaro che il Comune intende invece recuperare rendendo edificabili e quindi remunerativi i terreni attorno alla futura metro, in particolare nello scalo Vanchiglia e accanto al parco Sempione. Terreni di proprietà pubblica e privata che confluiranno in un’unica società di trasformazione lasciando al pubblico il potere di indirizzo e ai privati le realizzazioni immobiliari. Complessivamente un affare da 2 miliardi di euro. «Operazione epocale» dice il capogruppo Pd, Giorgis. Tesi contestate dal centrodestra che accusa il Comune, come fa Cantore(Pdl-FI), di «fare speculazioni immobiliari» finalizzate «ad alleggerire - ha aggiunto il collega di partito Ventriglia - il bilancio del 2010».

In ogni caso sulla «200» hanno trovato un’intesa i sempre critici partiti della sinistra anche grazie agli emendamenti - accolti - come quello sostenuto da Cerutti (Sd) di spostare da Vanchiglia a Pescarito l’ipotizzato parcheggio di interscambio oppure aumentare la quota di edilizia residenziale pubblica come chiesto dal comunista Gallo. In mattinata, invec, sindaco e assessore alla Viabilità, Sestero, hanno inaugurato i primi 513 metri del tunnel che da corso Potenza attraverserà il nascente Parco Dora fino a corso Mortara. Tunnel cieco perché i lavori per i restanti 830 metri sono partiti da un mese e finiranno fra un anno e mezzo: «La ditta è la stessa che ha realizzato il sottopasso di piazza Rivoli - dice la presidente di Circoscrizione Paola Bragantini - e anche stavolta arriveranno giusti al traguardo».

Da La Stampa

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