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lunedì 29 giugno 2009

MILANO - Un nuovo quartiere al posto dell'Ippodromo


Domani, in un vertice di maggioranza, i partiti di Letizia Moratti licenzieranno il nuovo Piano di governo del territorio

Addio Ippodromo. Il destino dell’ippica a San Siro ormai è segnato: via i cavalli, via il trotter e le scuderie e le piste d’a llenamento, arriva dal Comune il sempre rimandato sì a un nuovo quartiere superlusso. Costosissimi appartamenti intorno a un grande parco. E un centro sportivo con piscina olimpionica accanto al Meazza, per salvaguardare il messaggio tutto politico che insieme al (poco) cemento ci sarà comunque una robusta funzione pubblica. Così vuole il «sì condizionato» arrivato anche dalla Lega dopo mesi di stop. Torna in pista anche l’ipotesi di un altro quartiere, in via Lombroso, accanto all’Ortomercato. Rinunciando a quella «Città del Gusto» promessa con la candidatura dell’Expo come eredità del 2015.

Un altro pezzo del dossier, dunque, è fortemente a rischio. Dopo che è stata abbandonata l’idea di trasferire l’Ortomercato, con la nuova struttura, a Rho-Pero. Rinunciare alla Cittadella consentirebbe di liberare per il business immobiliare un pezzo di via Lombroso. E trovare soldi per ristrutturare il vecchio Ortomercato. Ma c’è anche chi, come la Lega, spinge per un trasloco totale dei Mercati.

Sull’Ippodromo, invece, il via libera è ormai atteso. Risultato di una lunga serie di trattative riservate, di incontri tra i leghisti e i proprietari (la Snai) di quel milione e mezzo di metri quadrati che a San Siro valgono oro. L’accordo di massima a questo punto c’è . E i risultati inizieranno a vedersi già da domani a Palazzo Marino, al vertice tra l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli e i partiti di maggioranza per dare il via libera al Piano di governo del territorio (Pgt) che entro metà luglio la giunta Moratti varerà.

Il documento manderà in pensione il Piano regolatore, deciderà i 31 nuovi quartieri, qualcosa come 12 milioni di metri quadrati da rigenerare. Partita fondamentale per gli interessi dei padroni del mattone. Ma anche per il futuro della città e per la politica: congelata la discussione per le elezioni, adesso arriva il via libera. La diplomazia della vigilia dice solo no comment. «Vedremo la proposta dell’assessore e decideremo», dribbla il capogruppo del Pdl Giulio Gallera.

Le indiscrezioni sulle trattative riservate, però, raccontano molto altro. E parlano appunto di quel «sì condizionato» arrivato dalla Lega sull’Ippodromo, dove per condizioni si intende che il nuovo quartiere di case extralusso debba comunque essere limitato nella quantità. Debba salvare un parco su parte almeno delle piste di allenamento dei cavalli. E che, come si diceva, il business si porti dietro l’insediamento di una funzione di pubblico interesse. Attenzione: non la nuova Città della giustizia, non la costruzione di uno stadio-bis accanto al Meazza per dare una casa separata al Milan e all’Inter. Entrambe funzioni pubbliche, ma troppo invadenti. Dall’altra parte, la Snai ha spiegato e rispiegato che a San Siro non può restare. Che deve cedere l’area. Ma può farlo solo se il Comune consentirà di costruire agli acquirenti privati.

Da La Repubblica

2 commenti:

byb ha detto...

siamo a rischio cementificazione...

Arka ha detto...

Lo temo pure io. Ma non potrebbero farci un bel parco?