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lunedì 6 luglio 2009

ROMA - Far West sul Tevere

REPORTAGE - L'ALTRA FACCIA DELL'ESTATE ROMANA
Parcheggio abusivo sulla banchina benvenuti nel Far West sul Tevere
Auto lungo il fiume, malavita e bodyguard maneschi
a due passi dalla rassegna che si proclama «glamour»




La Mazda cabrio rossa targata Siena sfreccia sotto il San Michele a Ripa. Ma non sul lungotevere, magari: sulla banchina. Tra la ciclabile e l’antico muraglione. Alla faccia di chi, in questa tiepida sera di luglio, s’era assaporato una salubre passeggiata sul fiume. Cento metri più avanti, sul la pedana a pelo d’acqua di fronte alla Tiberina, comitive di ventenni bevono mojito ma qui, tra ponte Sublicio e ponte Palatino, altro che Rive gauche o London eye. Benvenuti nella ribalta del l’estate a più alto tasso d’inqui namento. E di malavita.

Sem bra incredibile eppure la pas­serella musicale, culturale e d’intrattenimento più amata dai romani sta diventando, giorno dopo giorno e sotto gli occhi di forze dell’ordine, am ministratori e organizzatori compiacenti, un posto da tene re alla larga. «Andiamo a vede re un film all’isola?» Bene. «E la macchina dove la metto?». Sul fiume. «Bella idea: anche perché lì i vigili non passano e non si paga neanche il tic ket ». Il passaparola tra il popolo della notte deve essere stato rapidissimo e adesso (ore 23,50 di giovedì scorso) la co lonna di auto parcheggiate sul la «passeggiata» estiva è inin terrotta.

Fotografate dall’altra sponda del Tevere, le decine di Punto, Fiesta, Megane, Smart, Matiz e C3 più che l’ef fetto Senna fanno l’effetto Bouregreg, inteso anch’esso come fiume, ma di Rabat, Ma rocco. Tubi di scappamento e clac son. Marmitte bucate e sgom mate. Vandali, teppisti e ma lintenzionati di ogni risma. Ai quali cerca di dare un freno, in modo però non irreprensi bile, un servizio di security a cui evidentemente sono salta ti i nervi. «Chi sei? Qui niente fotogra fie! Favorire i documenti, pre go! », attacca a brutto muso una delle guardie della manife stazione «Lungo il Tevere Ro ma », presentata una ventina di giorni fa come «l’evento più glamour» dell’estate e ora costretta a fare i conti con un clima da coprifuoco.


«Giorna listi, problemi?». Sì, tanti: spe cialmente per i troppo curiosi. Riprendere la fila di auto in di vieto di sosta infatti non è gra dito al punto che è lo stesso patron della manifestazione, Gianni Marsili («ero esaspera to, chiedo scusa», dirà 24 ore dopo), a scatenare la punizio ne dei quattro agenti privati, due dei quali larghi come ar madi e dal ghigno cattivo. Ri­sultato: fotografo costretto ad allontanarsi in tutta fretta e cronista minacciato, spintona to, immobilizzato con robusta e dolorosissima torsione delle braccia dietro la schiena. «La tensione è diventata in­sostenibile, non vivo più: io qui sputo sangue per dar da mangiare a 300 famiglie e, quando rientro a casa, mi de vo guardare le spalle», si giu stifica il giorno dopo Marsili, che è concessionario della sponda del Tevere fino a pon te Sisto e da sei anni organizza la manifestazione.

Ma come è stato possibile che il «biondo fiume» si tra sformasse in una sorta di en clave della malavita? Cosa è mai successo? «Di tutto, e qui non ci protegge nessuno - si accalora l’organizzatore di eventi - e allora può accadere che a mezzanotte, stanco e sfi duciato, scambi una brava per sona per un ladro e non ti con trolli più...». Già, i ladri. Nonostante la vigilanza, i furti nei magazzini a fianco alle birrerie sono fre quenti. «Poi ci sono i vandali, le bande di teppisti sul lungo­tevere: un incubo. Dall’alto, in cima al muraglione, giorni fa mi hanno sfondato l’auto con un sampietrino. L’altra sera hanno lanciato bottiglie, e an che mezzo cocomero che ri schiava di colpire una bambi na di sei anni».

D’accordo, ma il parcheggio selvaggio a un metro dall’acqua? «Certo, c’è pure quello: ma non spetta a noi controllarlo. Io mi sto bat tendo per tenere alla larga una gang di parcheggiatori abusivi, e posso assicurare che c’è da aver paura...». Brutta estate, insomma. E fi nora, toccando ferro, non è an cora successo che una delle au to finisse a mollo. Sono le due di notte quan do le macchine in fila indiana risalgono dalla banchina del San Michele e il fiume torna a respirare. Marsili, il giorno do po, si batte il petto e rimpian ge i tempi andati: «Picchiato re io? Ma che siamo matti? Io che organizzavo le feste del l’Unità con Berlinguer, che ho la stima di Veltroni e che se chiedi a Goffredo Bettini chi sono ti risponde: 'Ah sììì, Giannino'...». Buon estate a tutti. Ma alme no eliminate quel parking. Ma rocco, Italia.

di Fabrizio Peronaci


Dal Corriere della Sera

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