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venerdì 10 luglio 2009

VERONA - Polo finanziario, causa contro il Comune






Trattativa in stallo. E Banco Popolare, Fondazione Cariverona e Cattolica vanno dai giudici

VERONA — La trattativa non decolla. E la parola passa ai giudici. E' la svolta, non del tutto inattesa, ma comunque clamorosa, della lunghissima vicenda del (defunto) Polo Fi­nanziario di Verona.

La giunta Zanotto lo vole va, la giunta Tosi no, e ha quindi avviato una trattativa per riacquistare l'area dell'ex Mercato Ortofrutticolo di fronte alla Fiera.

Ma ieri pomeriggio, ecco la brusca virata. Con uno scar no comunicato, la Polo Finan ziario SpA (che ha tre soci: Fondazione Cariverona, Ban ca Popolare e Cattolica Assicu razioni) faceva sapere che «dopo la decisione dell'Am ministrazione Comunale del gennaio 2008 di riacquisire l'area ex Mercato Ortofruttico lo per lo sviluppo dei servizi fieristici, non è stato ancora possibile addivenire ad una definizione della vicenda. Da to il tempo trascorso - prose guiva la nota - la Società si è vista costretta ad avviare la procedura legale verso il Co mune per la tutela del pro prio patrimonio».

La SpA, presieduta dall'in gegner Giuseppe Nicolò (già presidente di Agsm con la giunta Zanotto), aggiungeva comunque di ritenere «auspi cabile una soluzione che con temperi la tutela del patrimo nio sociale con i nuovi indiriz zi dell'Amministrazione.» Cosa succederà adesso? Per capirlo, giova ripercorre re alcune tappe di questa vi cenda. L'area di fronte alla Fie ra era stata acquistata da Cari verona, Banca Popolare e Cat tolica, per realizzarvi il Polo Finanziario, pagando 33 mi lioni di euro.

Caduto il progetto, l'area non serviva più. E il Comune era pronto a ricomprarsela. Intanto però il costo era sali to (come previsto dal contrat to) a 39-40 milioni: i 33 inizia li, più i 5 spesi per la progetta zione più altri costi sostenuti. Il Comune, si sa, non ha contanti. E propone una per muta: l'area del Polo in cam bio di Palazzo Forti e dell'an nesso isolato (case e negozi). Pareva fatta. Ma Cariverona (che ha sempre trattato a no me di tutti) spiega che con la crisi in atto il valore di Palaz zo Forti e dintorni è calato (da 39 milioni a 32).

Il Comu ne replica che se vale meno il palazzo, allora vale meno an che l'area. E lì ci si impanta na. Inutile anche la proposta successiva, di «liquidare» so lo la Popolare e Cattolica, dan do loro in cambio Palazzo Go betti e l'isolato Forti. Tutto fermo nel pantano. Fino alla svolta di ieri, su cui pare pe raltro ci sia stata qualche di versità di vedute tra i soci, con Cariverona non entusia sta di andare in Tribunale e con Cattolica più «dura» (la compagnia d'assicurazione intendeva realizzare al Polo Finanziario i suoi nuovi uffici e adesso vorrebbe avere soldi in contanti per costruirseli al trove).

Si arriverà davvero davanti a un giudice? Qualcuno, a pa lazzo Barbieri, ha pensato di portare fino in fondo la sfida, invitando la SpA ad andare avanti nella realizzazione del Polo. Ma prevale nettamente l'ipotesi di tornare attorno ad un tavolo, per cercare di met tersi d'accordo.

Lillo Aldegheri

Dal Corrire del Veneto

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